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Tra le intercettazioni: «Solo 100mila euro?, questo è un problema...»

BARI - Tra il 4 e 5 aprile 2005, ad urne ormai chiuse, arrivò al movimento «La Puglia prima di tutto», direttamente da quattro società del gruppo Tosinvest della famiglia Angelucci, una tranche di 100 mila euro della presunta tangente di 500 mila euro intascata - secondo l'accusa - dall'allora governatore della Regione Puglia, Raffaele Fitto, per assegnare ad Angelucci un appalto da 198 milioni di euro.
I 100mila euro - rileva il gip Giuseppe De Benedictis nel provvedimento cautelare - erano «però, evidentemente, inferiori alle attese ('un terzo solo?', chiede Fitto al telefono) per cui il 7 aprile, il governatore uscente definisce un incontro con Giampaolo Angelucci per «mantenere gli impegni». Infatti, il 9 aprile Fitto chiede nuovamente a Filippi Filippi (tesoriere del suo partito) se vi fossero «novità» dalla capitale raccogliendo dal tesoriere conferma delle notizie già in possesso: «Da Roma si sono fermati a quella novità che ti ho dato», dice Filippi Filippi. E cioè, secondo il presidente uscente, si erano «fermati» a «un terzo solo» (dei 300 mila euro attesi). Questo, sempre secondo Fitto, rappresenta «un problema», come si evidenzia dallo stralcio integrale della telefonata intercorsa il 9 aprile 2005 tra Fitto e Filippi Filippi.

Filippi: pronto?
Fitto: pronto...
Filippi: ehi...
Fitto: dove stai?
Filippi: sto a Lecce...a casa...
Fitto: io adesso c'ho da fare per un paio d'ore...ci sentiamo verso le sei e mezza magari, e poi mi raggiungi un attimo che dobbiamo vedere un po' di situazioni...da Roma che novità ci sono?
Filippi: da Roma si sono fermati a quella novità che ti ho dato...
Fitto: ad un terzo solo?
Filippi: si...
Fitto: questo è un problema però...
Filippi: si che è un problema però lo risolviamo... i modi per risolverlo lo troviamo...non ti preoccupare...
Fitto: va bene ci sentiamo dopo.

«Il 'problema' - annota il gip - era, considerato il tenore di tutte le telefonate sopra già esaminate, sicuramente quello dettato dalla necessità di ottenere dall'Angelucci altro denaro per contribuire a coprire le spese, evidentemente enormi, sostenute per la campagna elettorale regionale». Così tre giorni dopo, il 12 aprile 2005, Fitto da Roma assicura a Filippi Filippi che aveva trovato un accordo per avere il saldo (dei due terzi mancanti) promesso. «Mi risulta che quella questione in sospeso sia stata risolta...tutta insieme...», dice a Filippi Filippi chiedendo di fare una verifica con quella persona con la quale lo stesso presidente si era appena accordato per il completamento del finanziamento. Secondo il gip, «quella persona» che doveva risolvere «il problema» era «irrecusabilmente l'imprenditore Angelucci».

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