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Le accuse di Pm e Gip: «Fitto ha una straordinaria capacità a delinquere»

PM, STRAORDINARIA CAPACITA' DI DELINQUERE
L'ex presidente della Regione Puglia, Raffaele Fitto, ha una personalità «connotata anche da indubbia inclinazione a coltivare rapporti trasversali e sotterranei in funzione dei propri interessi elettorali e più latamente economici». E, insieme ai due imprenditori arrestati, Giampaolo Angelucci e Paolo Pagliaro, ha evidenziato una «straordinaria capacità di delinquere, con modalità particolarmente subdole».
Lo scrivono i pm inquirenti Roberto Rossi, Lorenzo Nicastro e Renato Nitti nella richiesta di custodia cautelare accolta dal gip Giuseppe De Benedictis, che ne riporta uno stralcio nell' ordine di arresto. I tre pm avevano chiesto la detenzione in carcere per Pagliaro e Angelucci e gli arresti domiciliari per Fitto. Il giudice ha invece disposto per tutti e tre gli arresti domiciliari (misura non esecutiva per Fitto essendo questi un parlamentare) ritenendo sussistente solo il pericolo di reiterazione del reato.
A giudizio della Procura, Fitto, «titolare di una riconosciuta capacità di stabilire contatti interpersonali a sfondo anche illecito e di una indubbia competenza nella gestione strumentale dei predetti contatti, è in grado di orientare, evidentemente, ogni scelta gestionale a fini di carattere personalistico e patrimoniale».
«Il sistema disvelato dalle indagini - proseguono i pm - ha conseguito il monopolio illecito di diversi settori della pubblica amministrazione, legando attraverso un patto scellerato, l'impresa, la pubblica amministrazione e il potere politico, ciascuno detentore di una utilità di interesse per l' altro e quindi interessato alle utilità conseguibili dall' altro».
Soffermandosi sulle figure degli imprenditori Paolo Pagliaro e Giampaolo Angelucci, i pm li definiscono «rampanti» e affermano che i due «hanno dimostrato elevata spregiudicatezza e notevole spessore criminale, concorrendo fattivamente, con le proprie condotte criminose, all'affermazione del sistema stesso e traendo utili e vantaggi di rilevante entità «.
«Gli indagati - concludono i pm - hanno evidenziato una straordinaria capacita di delinquere, con modalità particolarmente subdole» e «una capacità di adattamento ad un quadro di azione criminale, troppo immediata per essere occasionale o frutto di una specifica contingenza».

GIP: MERCIMONIO DELLA FUNZIONE PUBBLICA
«Il quadro giuridico della corruzione» è «caratterizzato dalla sussistenza del mercimonio della funzione pubblica, attuato mediante la funzionalizzazione della stessa al soddisfacimento di interessi di parte, e mediante l'adozione di una serie di atti amministrativi illegittimi».
Con queste parole il gip del Tribunale di Bari, Giuseppe De Benedictis, censura nel provvedimento cautelare il comportamento tenuto dall'ex presidente della Regione Puglia Raffaele Fitto, per il reato di corruzione che gli viene contestato in concorso con l'imprenditore romano Giampaolo Angelucci.
Il giudice annota che la gestione delle Rsa della Regione Puglia «di fatto è stata ispirata, e di fatto determinata, non dal perseguimento del pubblico interesse», quanto «attraverso l'asservimento delle strutture politiche e amministrativo-burocratiche della Regione Puglia, alla realizzazione di un compenso, frutto di corruzione, per il finanziamento illecito».

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