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La prima telefonata ai familiari

ROMA - «Mia madre e io abbiamo finalmente ricevuto la telefonata da mio padre. Lo abbiamo sentito stanco e provato». Lo rende noto Emanuele Filiberto, figlio di Vittorio Emanuele di Savoia. «Malgrado i suoi avvocati gli avessero consigliato di non rispondere alle domande degli avvocati - scrive il principe in una nota - ha detto di averlo voluto fare perchè non ha niente da nascondere e non si rimprovera nulla. Ha fiducia nella giustizia italiana e confida che le sue dichiarazioni possano chiarire la sua posizione e dimostrare la sua innocenza». L'unica lamentela espressa dal padre, fa sapere Emanuele Filiberto, riguarda le modalità del suo arresto «e di come è avvenuto il viaggio fino a Potenza».

Vittorio Emanuele, in carcere da venerdì notte, «ha chiesto notizie di tutta la famiglia, in particolare di mia moglie Clotilde e di nostra figlia Vittoria. Come già ci avevano anticipato gli avvocati, ha detto che preferisce che mia madre e io non lo raggiungiamo in questo momento perchè non vuole sottoporci a un ulteriore stress emotivo e che spera di essere con noi molto presto». Il principe, scrive ancora Emanuele Filiberto, ha ricevuto numerosi messaggi di sostegno, tra cui «quelli delle sorelle Maria Pia e Maria Beatrice».
Mentre si mantiene un gelido silenzio sulla terza sorella, Maria Gabriella, per una sua intervista molto dura sul fratello all'indomani dell'arresto. Al termine della telefonata, il figlio dell'ultimo re d'Italia ha detto alla famiglia «di non voler abusare del tempo che gli era stato concesso in quanto si trovava insieme ad altri detenuti anche loro in attesa di poter telefonare alle proprie famiglie. Gli abbiamo trasmesso - conclude la nota - tutto il nostro supporto e il nostro affetto sperando di poterlo riabbracciare presto».

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