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Lippi: «Gli italiani non perdano fiducia»

DUISBURG (GERMANIA) - «Dite agli italiani che non perdano la fiducia in questa squadra, che continuino ad averne. Vedrete che saranno ripagati. Noi vogliamo andare avanti e non pensavamo di fare sette partite al 100% senza soffrire mai. Non siamo robot»: lo ha detto il ct azzurro Marcello Lippi in una conferenza stampa a Casa Azzurri all'indomani del pareggio con gli Stati Uniti.
«Da parte nostra - ha continuato Lippi - c'è amarezza, non tanto per il risultato che contro una squadra così ci può stare, quanto perché ci aspettavamo un altro tipo di partita, di prestazione. C'è dispiacere. Ora però il primo posto nel girone dipende da noi, a patto che poi questo primo posto sia... Beh, aspettiamo le partite di oggi».
La speranza di Lippi di un pronto riscatto azzurro si fonda soprattutto su un criterio. «Sono convinto - ha spiegato il ct - che la nostra squadra abbia una mentalità che ci fa esprimere meglio in una competizione unica, dentro o fuori». Secondo il ct, la partita con il Ghana è stata positiva «ma non eccezionale» e forse «gli elogi dei giornalisti in qualche caso sono stati esagerati. La soddisfazione per la buona partita, gli elogi e il fatto di aver di fronte un avversario che aveva perso per 3-0 hanno sortito questo tipo di effetto».
«Fa parte del nostro Dna la caratteristica di far seguire a una bella prestazione molto elogiata un'altra di non altissimo livello sotto l'aspetto della concentrazione»: ha detto, Lippi, aggiungendo che «il nostro girone si è confermato difficile» ma che con una vittoria «la situazione non sarebbe migliorata tantissimo».
Il giorno dopo, a mente fredda, il ct pensa che - con il senno di poi - avrebbe forse potuto utilizzare Inzaghi e Camoranesi. E si rammarica per la botta rimediata da Simone Perrotta, che «a destra stava facendo benissimo e da quella parte avremmo sfondato». «Alla luce di quello che è successo negli ultimi 15' - ha affermato il ct - quando ho cominciato a vedere Arena dire ai suoi di stare indietro, entro i 30 metri, forse sarebbe andato bene Inzaghi. Quando ho messo dentro Del Piero ho mandato Perrotta a destra ma era l'ultimo cambio. Lo sapevo, c'è sempre una percentuale di rischio quando si prendono certe decisioni. Poi c'è stata la sfortuna della botta subita da Perrotta, che nei primi 5' in quella posizione aveva fatto tre o quattro cross uno meglio dell'altro. Da quella parte avremmo sfondato, invece si è fatto male, ed è rimasto in campo stoicamente».
Lippi spiega anche di aver mantenuto i due attaccanti perché ha avuto la sensazione «che da un momento all'altro potessero far gol. Poi, come altre volte, dopo si pensa che ci sarebbero state soluzioni migliori. Per esempio, ieri sera avrei potuto mettere Camoranesi. Ma non al posto di Del Piero, di qualcun altro».
Circa De Rossi, «non ho ancora parlato personalmente lui, ho parlato con tutta la squadra. Lui deve bollire un po' nel suo brodo, in questa pentola che è sul fuoco da ieri sera, ma non solo da ieri sera. Poi ci parlerò»: Il ct ha aggiunto che il centrocampista della Roma «è un ragazzo fantastico ma deve cambiare registro». «Il discorso su De Rossi - ha proseguito - non va fatto qui, con i giornalisti. Ho paura che ci sarà tempo per poterlo fare, anche con una certa calma».
Il ct ha aggiunto che «De Rossi è un ragazzo che gode di fiducia e stima da parte di tutti gli addetti ai lavori, è un ragazzo bravissimo, ma deve cambiare registro altrimenti si crea una nomea. E' un ragazzo fantastico - ha sottolineato - ma i calciatori italiani si portano dietro abitudini che non è facile togliersi, come quella di saltare in una certa maniera. Io dico che sono abitudini non solo degli italiani, ho visto anche giocatori stranieri, ad esempio, chiedere all'arbitro di estrarre il cartellino giallo».
Sull'ipotesi che l'episodio possa nuocere all'immagine del calcio italiano che la nazionale si era prefissa di rilanciare, Lippi ha affermato che «negli ultimi 4-5 giorni c'è stato un consenso mondiale sul calcio italiano, con giudizi unanimemente positivi» e che «l'immagine che il calcio italiano sta dando non ha niente a che vedere» con l'espulsione di De Rossi. Il quale, ha proseguito, «nella prima partita aveva contribuito a fornire quest'immagine, mentre ieri è caduto in un errore».
Lippi, insistendo sul tema dell'immagine del calcio italiano, ha sottolineato che «sul gol annullato agli Stati Uniti per fuorigioco, Perrotta era a terra e loro non si sono fermati. Questo è fair-play? - si è chiesto - e poi si sono pure arrabbiati per il gol annullato, che era invece in fuorigioco. Non si deve guardare solo quello che facciamo noi».

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