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De Rossi rischia 3 giornate. Zaccardo: «mai un'autorete così»

Calcio mondiali 2006 - Italia Stati UnitiKAISERSLAUTERN - Distrutto: così appare Daniele De Rossi quando, alle 23.20, esce dallo spogliatoio del Fritz Walter Stadion. La sua partita è durata solo una mezzora, poi una gomitata a Mc Bride e il rosso diretto: «Mi dispiace, mi dispiace davvero - fa il centrocampista azzurro, a testa bassa, la voce bisbigliata - ho saltato a mio modo, tenevo il gomito come sempre. Però lui mi si è avvicinato, e purtroppo l'ho preso. Gli ho anche parlato...». Parlato o scusato? «Quando dico così, che mi dispiace per me, per la squadra, per quel ragazzo che si è fatto male, per i tifosi, intendo questo, scusarmi»: ma sono scuse tirate, perchè la vera preoccupazione di De Rossi è la decisione della disciplinare Fifa.
La punizione più verosimile è quella di tre giornate di squalifica: su De Rossi pesa l'aggravante del giallo nella prima partita con il Ghana, e quelle immagini di Mc Bride sanguinante. Nessuno può poi dire che i calciatori, quelli italiani in primo luogo, non fossero stati avvertiti. Lippi ha parlato di «errore gravissimo» e in tutto il club Italia si è delusi dal comportamento del centrocampista: glielo avevamo detto più volte, è il messaggio che filtra. Anche dalla visione del filmato portato dall'arbitro Van der Ende, la sera dell'arrivo a Duisburg, una delle indicazioni era esattamente questa: non saltate con i gomiti alti, gli arbitri saranno fiscali.
«Io salto così, tutti saltano così: non volevo certo fare male a Mc Bride - l'autodifesa di De Rossi - Mi dispiace perchè avevo fatto tanto per diventare un giocatore corretto: e ora non voglio passare per uno che perde i nervi. La squalifica? Spero non lunga, davvero...».

L'altro azzurro protagonista negativo della serata è Cristian Zaccardo: dal gol della qualificazione ai Mondiali, in Italia-Slovenia dell'ottobre 2005, all'incredibile autogol di stasera. «Mi sembrava di stare a Mai dire gol - dice il difensore del Palermo - Ho visto la palla all'ultimo, dietro avevo un giocatore americano, ero pressato: ho provato a rinviare, la palla ha preso una traiettoria incredibile. Sono episodi che capitano, sfortuna: non ricordo se ho fatto altri autogol in carriera, di certo mai uno così. Però ora nulla è compromesso, siamo ancora primi». Zaccardo risponde ad Arena: «Dice che ci siamo tuffati un po' troppo? Esagerato: semmai, i suoi giocatori menavano davvero».

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