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Incontrare subito il Brasile? Forse è meglio

Robinho e RonaldoC'è chi vorrebbe incontrare il Brasile negli ottavi di finale. In effetti, è una preferenza che potrebbe avere un senso. Ragioniamo. Pensare che i verdeoro siano quelli che hanno giocato contro la Croazia è fare torto all'intelligenza e all'esperienza dei cronisti. Ma le condizioni fisiche e atletiche di molti giocatori sudamericani farebbero ritenere che la squadra di Lippi avrebbe forse davvero da guadagnare in caso di una sfida più immediata.
L'opportunità di incontrare i campioni del mondo uscenti nelle date previste per le prime partite a eliminazione diretta andrebbe valutata con lungimiranza. Ancorché abbastanza ravvicinato (in alternativa, gli azzurri potrebbero incontrare la Selecao soltanto in finale), il momento dell'incrocio avverrebbe lunedì 26 o martedì 27 giugno. Ci sono, insomma, una decina di giorni di tempo, periodo che potrebbe (dovrebbe) cambiare radicalmente la situazione.
Comunque vada, la prestazione di alcuni brasiliani e la prova dei croati perlomeno ridimensiona il timore che incute la formazione di Parreira. Il Ronaldo che passeggia difficilmente potrà raggiungere livelli accettabili di rendimento (il discorso però potrebbe cambiare in prossimità di semifinali e finale). Adriano conferma la fase involutiva. Ma quel che colpisce è la carenza di idee dei brasiliani. Fermati Ronaldinho e Kakà, il Brasile è una squadra battibile.
Peraltro, la necessità di far coesistere il talento degli attaccanti a disposizione, mina l'assetto complessivo. Se in forma, il possesso di palla e i colpi di genio dei fuoriclasse possono mascherare i limiti della squadra, che altrimenti diventa prevedibile. Ipotizzando il blocco di Nesta e Cannavaro sulle punte e la marcatura ferrea degli esterni azzurri, con il supporto del centrocampo, su Ronaldinho e Kakà, il modulo azzurro potrebbe andare a nozze.
Ancora una volta, sarebbe il recupero completo di Totti a poter ribaltare il pronostico della vigilia. Il romanista in forma può far saltare la diga Emerson-Ze Roberto grazie anche al movimento di Toni e Gilardino. A quel punto, soltanto la pressione di Cafu (da una parte) e Roberto Carlos (dall'altra) potrebbe rimescolare le carte. Ma, al di là del rendimento di questi ultimi (hanno pur sempre un'età…), avrebbe il Brasile la capacità di reggere senza danni un'impostazione super offensivistica?
Parreira ha vinto un Mondiale negli Stati Uniti (battendo in finale l'Italia ai rigori) con un atteggiamento prudente (anche perché non aveva giocatori della stessa qualità di quelli che allena in Germania). Ma adesso deve fare i conti con i senatori del gruppo, Ronaldo su tutti. In casa sudamericana, a parole tutti tifano per lui. In realtà, Ronaldinho per primo amerebbe fare quel che è riuscito a Henry nella Francia (peraltro, con scarsi risultati iniziali).
I Bleu hanno deciso di rinunciare a Trezeguet per riproporre un assetto che si avvicina a quello dell'Arsenal e che intende sfruttare gli inserimenti da dietro (Ribery, Zidane, Wiltord) e la versatilità (e velocità) di Henry. I verdeoro potrebbero ricalcare benissimo il modulo del Barcellona (quattro dietro, Kakà alla Deco con Emerson e Ze Roberto in appoggio e tre in avanti: Ronaldinho, Adriano e Robinho). Ma non ditelo a Ronaldo. Né ricordatelo a Parreira.
G. Flavio Campanella

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