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Italia, è soltanto l'inizio

Blatter ci ha lodato: nessuno ha giocato meglio dell'Italia finora. Il presidente della Fifa è un politico (del calcio) fine: da una parte ci lusinga, allargando i complimenti alla capacità dei vertici della Federcalcio, attualmente commissariata, dall'altra ci prende un po' in giro, perché la valutazione è fatta prima che scendano in campo la Francia e, soprattutto, il Brasile. Insomma, si tratta pur sempre di una critica che manca di completezza.
Di sicuro, la vittoria degli azzurri contro il Ghana è meritata, ancorché arrivata più facilmente grazie a una interpretazione a nostro avviso sbagliata da parte dell'arbitro brasiliano Simon allorquando ha dovuto decidere se fosse da rigore la spinta di De Rossi ad Asamoah. Ha lasciato correre. In realtà, gli estremi per un calcio dal dischetto sembravano esserci.
La precisazione segue il saggio consiglio secondo cui dopo un successo debba prevalere l'approfondimento di ciò che è perfettibile piuttosto che l'adagiarsi su quel che di buono è stato espresso. L'episodio prima segnalato mira a sottolineare un aspetto: la squadra di Lippi avrebbe dovuto chiudere la gara in anticipo. Il gol di Iaquinta è invece giunto al 38' della ripresa.
La madre di tutte le spiegazioni è da ricercare senz'altro nella condizione atletica. Ma non solo. Soffermandosi sulla prestazione dei singoli, vero che Pirlo e Perrotta sono stati tra i migliori, ma c'è da anche evidenziare che De Rossi non è stato puntuale come al solito ed è sembrato abbastanza teso. L'ammonizione per il fallo su Essien ha, tra l'altro condizionato il resto della sua gara.
Indietreggiando in difesa, Nesta e Cannavaro sono stati pressoché impeccabili (il milanista ha praticamente sbagliato soltanto un passaggio, lo juventino nemmeno quello), ma sugli esterni Zaccardo e Grosso non sono stati in grado di spingere come avrebbero dovuto e spesso hanno lasciato sguarnita le retroguardia, a volte (va detto) per il ritardo nel rientro dei centrocampisti.
In attacco, la prestazione di Totti è stata positiva e incoraggiante. Si vede che è in crescita, ha estratto alcuni colpi dei suoi, ma mancano ancora le accelerazioni che potrebbero innalzare il tasso complessivo. In quanto a Gilardino e Toni, le punte si sono sobbarcate un lavoro di movimento che ha messo in difficoltà gli avversari e che è stato poi concretizzato da Iaquinta. L'attaccante dell'Udinese ha confermato di aver recuperato dopo una stagione travagliata.
Dal punto di vista tattico, si possono fare altre considerazioni. L'aver affrontato sul loro campo i ghanesi ha dimostrato la capacità di reggere l'urto del nostro reparto mediano, ma nello stesso tempo il limite nello sfruttare le fasce laterali. Difendersi ad imbuto è stata la conseguenza dell'atteggiamento degli avversari. Sarebbe bastato, però, intensificare le sortite esterne per mettere nelle condizioni le torri di sfruttare il colpo di testa.
Infine, in qualche occasione Toni e Gilardino hanno finito per pestarsi i piedi, in altre sarebbe stato opportuno cercare l'uomo libero in area per archiviare l'impegno senza rischiare di essere raggiunti sul pari (emblematico il caso della conclusione di Grosso, che avrebbe potuto servire Toni, pronto a smarcarsi in area con il movimento tipico degli attaccanti).
In un Mondiale, è vero, gli esordi sono sempre un punto interrogativo e nascondono insidie. Ciò induce a ritenersi soddisfatti. Del resto, le altre favorite non hanno entusiasmato, anche se hanno gestito complessivamente meglio i novanta minuti. L'Inghilterra ha trovato subito il gol e ha rischiato pochissimo, l'Argentina aveva di fronte una squadra tosta e l'ha cinicamente battuta, l'Olanda è sembrata già in palla.
L'Italia ha ora il dovere di non lasciarsi condizionare dai tre punti in classifica e dalla sconfitta netta degli Stati Uniti contro la Repubblica Ceca, formazione che potrebbe toglierci il primo posto e costringerci ad affrontare il Brasile negli ottavi di finale. La sensazione è che gli statunitensi siano stati troppo brutti per essere veri (cosicché sarà il caso di affrontarli con la giusta concentrazione), tanto da aver forse fatto fare ai cechi una figura superiore rispetto alla loro reale consistenza. L'infortunio di Koller, peraltro, è una grave perdita per il tecnico Bruckner.
Sabato Italia-Usa e Ghana Repubblica Ceca serviranno proprio per stabilizzare i valori.
G. Flavio Campanella

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