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«Chi» è Ayman al Zawahri

ROMA - Il numero due di al Qaida, Ayman al Zawahri, a distanza di soli quaranta giorni dal suo ultimo messaggio video è tornato oggi a farsi vivo con un nuovo messaggio nel quale ha chiesto ai palestinesi di respingere il referendum sui due Stati.
Al Zawahri, considerato il braccio destro di Osama bin Laden, è nato in Egitto nel 1951, medico e chirurgo, proviene dalla borghesia egiziana. Suo nonno fu imam dell'università Al Azhar del Cairo. A 15 anni, venne arrestato per essere stato membro dei Fratelli musulmani, un gruppo fondamentalista fuorilegge in Egitto.
Membro e in seguito leader dell'organizzazione integralista islamica egiziana Al Jihad (Guerra santa), Zawahri lasciò l' Egitto a metà degli anni Ottanta, dopo aver scontato tre anni di carcere per possesso di armi e per il suo coinvolgimento nell'omicidio del presidente Anwar Sadat, il 6 ottobre 1981, rivendicato dal suo movimento politico.
Zawahri era stato in Afghanistan anche negli anni Settanta e Ottanta, durante l'occupazione sovietica del paese. Più tardi, cercò di costituire basi della Jihad egiziana in Cecenia e in Daghestan, turbolente Repubbliche autonome della Federazione russa, a maggioranza musulmane. Nel 1997, gli Usa accusarono Zawahri di essere stato a capo dell' «Avanguardia della conquista», una fazione della Jihad coinvolta nella strage di turisti stranieri (circa 60 vittime) avvenuta davanti al tempio di Hatshepsut, a Luxor, nel novembre 1997.
Dopo essere confluito con il suo gruppo in al Qaida, Zawahri divenne la mente della più potente organizzazione terroristica islamica, prima di scomparire dalla circolazione con l'inizio dell'intervento militare in Afghanistan, nell'ottobre 2001.
Dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 negli Stati Uniti, l'Interpol spiccò contro di lui un mandato di cattura internazionale. Il dipartimento di Stato americano offrì 5 milioni di dollari in cambio di informazioni che portassero al suo arresto.
Da allora Zawahri, è stato più volte ripreso accanto a Bin Laden in fotografie, tv e video e l'emittente satellitare qairota Al Jazira ha diffuso numerosi video-proclami del numero due di al Qaida.
Il riferimento alla Palestina è stata una costante nei proclami dei due massimi dirigenti di al Qaida. Quando il 7 ottobre 2001, subito dopo l'inizio dell'attacco americano in Afghanistan e per la prima volta dopo l'11 settembre, bin Laden apparve su al Jazira, il suo riferimento fu proprio alla lotta armata palestinese contro Israele: «Giuro - affermò bin Laden - che nè l'America, nè coloro che vivono in America avranno sicurezza prima che noi abbiamo sicurezza in Palestina e prima che tutte le forze straniere se ne vadano dalla penisola di Maometto».
E Zarqawi non è mai stato da meno. Il 6 gennaio scorso, in un video trasmesso da al Jazira, Zawahri aveva chiesto al presidente americano George W. Bush di ammettere la sconfitta «ammettilo, sei stato sconfitto in Iraq, in Afghanistan e presto anche in Palestina, Inshallah».

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