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Lippi: «Nella prima partita mancherà qualcuno, ma ci sono sette partite»

Italia al MondialeDUISBURG (GERMANIA) - Un Lippi sommerso da microfoni, telecamere e domande insidiose è uscito dalla convulsa conferenza d'esordio ai Mondiali (una tempesta mediatica dove c'è chi la voleva cotta e chi cruda) come Ian Thorpe dalla vasca da bagno, fresco e riposato. Agli stranieri che gli chiedevano dell'influenza dello scandalo delle intercettazioni sull'avventura tedesca, ha risposto liscio liscio: «Chiedete ai vostri colleghi italiani, siamo stati a loro disposizione, da oggi parliamo dei Mondiali». A chi voleva conto e ragione della fuga dall'aeroporto e della tardiva apparizione (dopo le 21,30) per salutare i tifosi italiani in attesa da parecchie ore davanti all'hotel, ha risposto: «Otto auto della polizia e otto motociclisti all'aeroporto di Dusseldorf ci han detto: seguiteci. E ci han portato in albergo dove c'era il rappresentante della FIFA che ci ha spiegato come gli arbitri non saranno molto tolleranti. Alla fine i ragazzi sono usciti spontaneamente a firmare autografi». Quasi un rapimento a lieto fine. A un fotografo riccioluto che impediva ai colleghi retrostanti di guardarlo in faccia ha detto: «Spostati o tagliati i capelli». A un giornalista che ha adombrato il dubbio di una nazionale un po' blindata, ha risposto a muso duro: «Avete seguito l'allenamento, siamo qui a parlare. Noi non vogliamo nascondere nulla. Domani faremo una partitella con ingresso grauito per i tifosi alle 20. Se questo significa nascondere la Nazionale...».
Perché Duisburg ? «Una scelta strategica. Potremo facilmente raggiungere le sedi di gara. E poi sono rimasto soddisfatto dalla qualità e dalla funzionalità delle strutture». Infine la polpa: con tanti infortuni è tutto più complicato per la formazione? «Non mi piace piangere sugli infortuni, mi piace essere positivo. Non ci fasciamo la testa prima del tempo. Non parlo di formazione, né dei dubbi che ho. Deciderò all'ultimo momento. Totti è recuperato, Nesta è recuperabile. Nella mia carriera non sono stato mai un piagnone e non sono nemmeno arrabbiato. Cercherò di portare i giocatori alla miglior condizione: voglio trasmettere fiducia a chi gioca, anche se so che c'è qualche difficoltà. Alla prima partita mancherà qualcuno, ma ci sono sette partite».
Ahi, ahi: sette partite ha detto: pensa di andare in finale! Ma Gattuso, Gattuso -gli chiedono- non ha pensato di sostituirlo ? «Oh, no. Mi hanno detto qual'era la situazione, abbiamo valutato, può esserci per la terza partita, così ho scartato l'idea di chiamare un altro». Uno che se ne intende gli tende una trappola: gli infortuni a Totti, Nesta e Gattuso a cosa sono imputabili, sono muscolari? Fiutata l'insidia, Lippi alza il tono della voce. «Lei sa che cosa hanno avuto, lei lo sa con esattezza? Gattuso ha preso una forte botta al ginocchio con la Svizzera, Nesta si porta dietro da tempo un problema all'adduttore, Zambrotta si è infortunato ma è recuperabile per le partite che verranno. Sto pensando alle varie soluzioni. Ho mille difetti, ma privilegio il gruppo ai singoli. Quando ci sono infortunati, è il momento degli altri, che si sentono importanti. Cerco di farli rendere tutti al massimo. Bisogna pensare positivo anche nei momenti negativi».
E il Ghana, il Ghana, che pensa del Ghana? «E' una buona squadra fisicamente e tecnicamente; ha quattro o cinque giocatori di valore. Ha recuperato bene dopo varie vicissitudini. Noi abbiamo una fortuna: di affrontarlo dopo che saranno state giocate sei o sette partite e quindi potremo vedere quale è l'andazzo, stabiliremo quale è l'atteggiamento degli arbitri e il loro metro di giudizio». Uno salta fuori: non c'è un leader come Maldini, in questa squadra. «Un Maldini vorrebbero averlo tutti. Ma gli altri sono tutti all'altezza perché c'è unità d'intenti, voglia di aiutarsi, qualità: non ci manca nulla». Quale è il limite fra il fare il proprio dovere e fare un grande Mondiale? «Sapete, io per ora penso solo al Ghana, voi andate troppo avanti. Anch'io sogno, ma penso al Ghana perché dipenderà dalla prima partita il grado di difficoltà della seconda». Poi si va sulle generali: che Mondiale sarà tecnicamente? «Molto equilibrato. Si è già visto nel 2002, agli Europei: ci sarà molto equilibrio, non perché le nazioni importanti siano calate, ma perché si è innalzato il livello delle altre. Io spero che i migliori giocatori, quelli come Messi, Ronaldinho, Henry e -perché no ?- Totti e Del Piero siano protagonisti».
Infine la nota romantica: «Ho ho un grande entusiasmo, è il mio primo mondiale. Prima non ne ho fatto da giocatore, né da magazziniere. Per me sarà una magia. Fare il c.t. della Nazionale per me è una cosa magica». Suono di violini sullo sfondo. Grandioso Lippi-Thorpe, capace di affrontare in stile libero qualsiasi procella senza affogare. Che diciamo? Senza bagnarsi. Soprattutto nelle lacrime.

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