Lunedì 17 Dicembre 2018 | 06:59

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Rivendute bambine incinte

«Il fenomeno è estremamente ampio, ci sono centinaia di bambini individuati, ma sicuramente sono molto di più. Si tratta di bambini e bambine dagli 8 ai 12-13 anni»
TRIESTE - «L'organizzazione è prevalentemente di matrice Bulgara, tanto che siamo intervenuti dopo un'indagine durata quasi tre anni in collaborazione molto stretta con la Polizia bulgara, assicurata con il nostro servizio di collaborazione internazionale e della Direzione antidrogà». Lo ha affermato comandante del Ros, gen. Giampaolo Ganzer, che ha aggiunto: «gli interventi interessano oltre all'Italia, Germania e Austria soprattutto la Bulgaria, dove stiamo sostanzialmente procedendo all'esecuzione dei provvedimenti restrittivi. Si tratta di 40 arresti con gli stessi criteri del mandato di arresto europeo».
«Il fenomeno - ha precisato Ganzer - è estremamente ampio, ci sono centinaia di bambini individuati, ma sicuramente sono molto di più. Si tratta di bambini e bambine dagli 8 ai 12-13 anni che venivano scelti al di sotto dei quattordici anni per lo sfruttamento in Italia ma anche in tanti altri paesi europei.
Molto spesso erano anche bambine incinte e in alcune occasioni queste bambine sono state offerte in vendita per lo sfruttamento sessuale anche a carabinieri che operavano sotto copertura e che hanno ovviamente proceduto subito all'all'arresto degli sfruttatori».

Fra gli episodi riferiti dagli investigatori, vi è quello di una ragazzina di 13 anni, fermata a Venezia dopo una serie di borseggi, che era all' ottavo mese di gravidanza. Le ragazzine coinvolte nelle attività dell' organizzazione scoperte dai Carabinieri sono 23.
I bambini - ha riferito il comandante del Ros, generale Giampaolo Ganzer - erano «argati», erano cioè oggetto di un vero e proprio contratto, di solito a tempo determinato, di «cessione» o «di affitto» stipulato fra i genitori e i loro «padroni», che erano poi i componenti dell' organizzazione criminale.
«Le famiglie - ha aggiunto Ganzer - sapevano perfettamente di dare questi minori a organizzazioni che li avrebbero impiegati per commettere reati dai quali avrebbero poi ricevuto una percentuale o una quota proporzionale al tempo d'impiego. Riteniamo - ha riferito Ganzer - che le famiglie non fossero a conoscenza del fatto che questi bambini potevano essere anche ceduti sul mercato dello sfruttamento sessuale, com'è stato riscontrato dai Carabinieri infiltrati i quali - ha concluso - hanno ricevuto queste offerte e sono intervenuti per arrestare gli sfruttatori e per liberare delle bambine».

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