Sabato 15 Dicembre 2018 | 00:48

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Amato: si devono rivendicare le radici cristiane non per escludere

VENTOTENE - «Mi spaventa chi rivendica le radici cristiane dell'Europa, per escludere e non per includere chi chiede di farne parte; quando proprio l'inclusione è il messaggio universale del Cristianesimo». Non usa mezzi termini il ministro dell'Interno Giuliano Amato, per indicare le linee politiche lungo le quali dovrà riprendere a muoversi il cammino dell'Unione europea». Il titolare del Viminale -intervenendo a Ventotene, alla presenza tra gli altri del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione del ventesimo anniversario della scomparsa di Altiero Spinelli, che nell'isola pontina redasse con Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni il Manifesto per un'Europa libera e unità - chiede che «l'Europa abbia in sè il segno dell'integrazione politica».

Amato invita ad abbandonare facili allarmismi o scetticismi per l'attuale momento di stasi attraversato dalla Ue. «Proprio la vicenda europea ci fa capire quanto siano affascinanti e misteriosi i percorsi che portano le idee a crescere da una generazione all'altra e che le portano a diventare Storia, una volta portate a maturazione e fatte diventare azione politica».
In tal senso, come nel 1941 quando fu redatto il Manifesto di Ventotene, «il bisogno enorme di pace e di unità è presente ancora oggi nel profondo della coscienza europea» anche se «la storia è spesso lenta nel far maturare i suoi processi. Ma di ciò non dobbiamo avere paura: non mi spaventa il tempo che stiamo impegnando, se lo si misura sul metro della storia».

Per Amato, ora, «la spinta maggiore è rimediare all'impotenza degli Stati, dare basi solide al governo di un mondo che un governo ancora non possiede. Quello che mi spaventa - confessa il ministro dell'Interno - è vedere quanti leggono nei 'no' francese e olandese alla Costituzione Ue un no all'Unione europea, tale da giustificare la liberazione dalle responsabilità europee. Quei no, invece, vanno letti e interpretati perchè molti di quei no chiedono semmai più Europa e vanno dunque convertiti in altrettanti sì all'Europa».

Il titolare del Viminale invita a unirsi «nella Comunità europea in cui sono cresciuti i diritti in cui noi ci riconosciamo e ai quali ci sentiamo legati: cerchiamo di far valere l'orgoglio del diritto europeo. La Ue uscirà dall'attuale difficile situazione non se rinuncerà alle sue missioni ma se le porterà avanti. E dal nuovo governo italiano - conclude Amato - mi aspetto che punti sulla capacità di assorbimento dei Paesi che chiedono di entrare nella Ue e sulla ripresa del cammino per il rafforzamento delle istituzioni».

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