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Padoa Schioppa: Spinelli aprì la strada all'euro

VENTOTENE (LATINA) - Tommaso Padoa Schioppa, nuovo ministro dell'Economia, nella piazza di Ventotene, indica a Giorgio Napolitano le finestre della casa in cui viveva Ursula, la moglie di Altiero Spinelli, con le piccole Barbara e Renata, oggi adulte e sedute in prima fila a seguire i convegno-cerimonia che celebra politicamente il 20/mo anniversario del grande europeista.
Padoa Schioppa parla nella veste di presidente di «Notre Europe», l'Istituto di ricerche europee che fu fondato da Delors, una carica che adesso lascerà essendo entrato nel governo.
Di Alfiero Spinelli ricorda l'ultima generosa e lungimirante battaglia per l'Europa che condusse prima di morire, il 23 maggio 1986. Si era appena definito l'«Atto Unico Europeo» e ogni paese doveva decidere se ratificarlo o meno, poichè accoglieva solo in parte le grandi istanze che ne erano state le premesse e per cui Spinelli si era battuto nel Parlamento europeo. Anche il governo italiano, ha ricordato Padoa Schioppa, era deluso e, su suggerimento di Spinelli, annunciò che avrebbe ratificato l'Atto Unico solo nel caso che il Parlamento europeo l'avesse prima fatto proprio. Con quella posizione, per la prima volta, fu conferito al Parlamento di Strasburgo un ruolo politico così rilevante. Spinelli, per il ruolo che ricopriva in seno a quel parlamento, doveva a sua volta proporre di votare un sì o un no.
«Certo il documento - ha detto Padoa Schioppa - era molto lontano dal suo progetto eppure suggerì di approvarlo, come poi avvenne, con uno storico discorso in cui evocò l'immagine del pescatore di Hemingway che decide di trascinare fino al porto il grande pesce che ha catturato e durante la navigazione quel pesce viene divorato da altri pesci fino a ritrovarsi solo con il suo scheletro».
«Spinelli è stato grande perchè c'è stata nella sua figura una coesione fra visione e realismo. Egli ha saputo essere un consigliere e a volte anche un capo, come dimostra quella decisione sull'Atto Unico. Una grande decisione. Da allora iniziò una stagione straordinaria per la costruzione dell'Europa, con numerosi progressi che in dieci anni hanno portato fino alla moneta unica».

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