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Tutti i numeri del Prodi II: dalle matricole, agli ex premier

donne_ministro ProdiVenticinque ministri oltre al premier. Tre ex presidenti del Consiglio, 14 matricole, 8 ministri senza portafoglio. Sei donne (il 24% dei ministri), il triplo del Berlusconi III, ma cinque senza portafoglio. Venti deputati, solo due senatori, tre tecnici. E ancora: 9 ministri Ds, 6 della Margherita, 2 prodiani (più Padoa Schioppa e Amato), uno ciascuno a Prc, Idv, Udeur, Verdi, Rosa nel Pugno e Pdci. Cinque ministri spacchettati, uno accorpato. Sono i numeri del secondo governo Prodi. Rispetto al primo del Professore, quattro ministri e tre donne in più. Dieci anni fa c'erano Ciampi e Napolitano, ora al loro posto Padoa Schioppa e Amato.

25 MINISTRI. Il governo Prodi si presenta con un ministro in più del Berlusconi III (erano 24) e quattro in più del Prodi del 1996 (21). Otto dei ministri del Professore sono senza portafoglio (erano 10 nell'esecutivo del Cavaliere). DONNE. Sono sei le donne ministro, ma una sola con un incarico pieno (Livia Turco alla Salute). Mentre Linda Lanzillotta, Emma Bonino, Barbara Pollastrini, Giovanna Melandri e Rosy Bindi sono ministri senza portafoglio. Il nuovo governo eguaglia il primato messo a segno nel '99 dall'esecutivo D'Alema quanto alla presenza femminile con sei rappresentanti, di cui tre 'new entry' (Bonino, Lanzillotta e Pollastrini). Ma il 'pesò dei dicasteri risulta più leggero, visto che nel governo D'Alema c'erano tre ministre di prima fascia (Iervolino all'Interno, Bindi alla Sanità e Melandri ai Beni Culturali). Le donne ministro del governo Prodi sono tuttavia il triplo di quelle del governo Berlusconi, che ne contava solo due: Prestigiacomo e Moratti.

EX PREMIER. Un governo con tre ex premier (Prodi, D'Alema e Amato) ma fatto di matricole per il 60%. Sono infatti 14 su 25 i ministri alla prima esperienza nell'incarico. Non solo. In più c'è Francesco Rutelli, che fu già nominato ministro (dell'Ambiente) nel governo Ciampi nel 1993, ma che si dimise poche ore dopo per il 'nò della Camera alla autorizzazione a procedere per Bettino Craxi. E ancora, Massimo D'Alema: due volte presidente del Consiglio (1998-2000), ma mai ministro.
MATRICOLE. Le matricole vere e proprie sono Arturo Parisi (sottosegretario alla presidenza del Consiglio del governo Prodi nel '96), Tommaso Padoa Schioppa, Beppe Fioroni, Paolo Gentiloni, Fabio Mussi, Cesare Damiano, Paolo Ferrero, Alessandro Bianchi, Vannino Chiti, Luigi Nicolais, Linda Lanzillotta, Emma Bonino, Giulio Santagata, Barbara Pollastrini.
'TRASLOCHI'. Sono invece già stati ministro, ma cambiano dicastero, Giuliano Amato (non solo ex premier, ma anche ministro del Tesoro, delle Riforme e sottosegretario alla presidenza con Craxi dall'83 all'87); Clemente Mastella (è stato ministro del Lavoro nel primo governo Berlusconi); Livia Turco (è stata agli Affari Sociali); Giovanna Melandri (già ai Beni Culturali), Rosy Bindi (ex ministro della Sanità) e Alfonso Pecoraro Scanio (già ministro alle Politiche agricole).
FOTOCOPIA. Incarico fotocopia, poi, per tre ministri di Prodi: Pierluigi Bersani alle Attività Produttive (che però ora ha cambiato nome in Sviluppo Economico e ha modificato qualche delega), Antonio Di Pietro alle Infrastrutture (senza Trasporti) e Paolo De Castro alle Politiche Agricole. SENATORI. Venti deputati, solo due senatori (Clemente Mastella e Livia Turco), tre non parlamentari. Che i deputati sarebbero stati più dei senatori era stranoto, vista l'esiguità del margine di maggioranza a Palazzo Madama. Si era anche detto che i membri del governo senatori si sarebbero dimessi, ipotesi però scartata certamente da Mastella e probabilmente anche da Turco.
TECNICI. I tre tecnici sono Padoa Schioppa (chiamato da Prodi all'Economia), Nicolais (indicato dai Ds per la delega dell'Innovazione) e Bianchi (designato dal Pdci ai Trasporti). PARTITI. Nove i ministri indicati dai Ds (uno dei quali, Nicolais, 'tecnicò); sei della Margherita, 2 prodiani, uno ciascuno per gli altri sei partiti della maggioranza: Prc, Idv, Rosa nel Pugno, Pdci, Verdi, Udeur. In più ci sono Giuliano Amato, eletto deputato nell'Ulivo, e Tommaso Padoa Schioppa, anche lui tecnico.

PRODI PRIMA E DOPO. Più grande per numero di ministeri, che passano da 21 a 25; ma anche più rosa. Sono le differenze che balzano agli occhi tra il primo governo Prodi che nasceva il 17 maggio del 1996 e quello che esattamente 10 anni dopo vede la luce oggi. All'Economia e all'Interno c'erano Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano, gli ultimi due inquilini del Quirinale. Al loro posto, sono ora Padoa Schioppa e Amato. Tra le new entry di rilievo, Massimo D'Alema, Francesco Rutelli, Emma Bonino. Mentre non c'è Walter Veltroni, allora vicepremier. Torna al governo, invece, Clemente Mastella che, nel '96 era nel Ccd con Casini, alleato di Berlusconi nel Polo. Guardasigilli era allora Giovanni Maria Flick.
'SPACCHETTATI' E 'ACCORPATI'. Sono cinque i ministeri spacchettati e uno quello accorpato nel nuovo governo, dove si registra un grande via vai di deleghe rispetto al precedente. I ministeri divisi in due o più competenze sono: Attività Produttive (ora Sviluppo Economico), che perde Commercio Estero (che va con le Politiche Europee) e il Turismo (ai Beni Culturali); Infrastrutture, che perdono i Trasporti; Beni Culturali, che perdono lo Sport; Istruzione, che perde Università e Ricerca Scientifica; Welfare, da cui sono stati 'ricavati tre ministeri: Lavoro, Politiche Sociali e Politiche della Famiglia. Infine, sarebbero stati accorpati in una sola responsabilità ministeriale gli incarichi per i Rapporti con il Parlamento e le Riforme.

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