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«Tradito da un compagno di scuola»

ENNA - «A tradirlo è stato un compagno di scuola». Giuseppe Ferreri, padre di Francesco, il tredicenne ucciso a Barrafranca, ricostruisce così la dinamica del delitto. «Qualcuno - aggiunge - lo ha convinto a salire su quella macchina, forse gli hanno proposto una partita a pallone...».
Il genitore del ragazzo non specifica, tuttavia, chi avrebbe «tradito» la fiducia del figlio.
Gli avvocati Alessandro Messina e Franco Puzzo, che assistono la famiglia Ferreri, sottolineano: «Abbiamo sempre avuto fiducia nel lavoro degli investigatori. Speriamo che questo incubo sia finito». I legali confermano che la famiglia si costituirà parte civile nel processo.

Qualcuno avrebbe organizzato tutto, «l'omicidio di mio figlio non è stato compiuto senza premeditazione». Aggiunge il padre di Francesco.
Chiuso nella sua casa insieme alla moglie e ai parenti, Giuseppe Ferreri ricorda che «Francesco ha raccontato che al doposcuola gli avevano nascosto lo zaino e se non fosse stato per un compagno che gli ha indicato dov'era, lui sarebbe rimasto lì a cercarlo. Forse già a scuola qualche compagno cercava l'occasione per trattenerlo o non farlo andare a casa».

Papà Giuseppe cerca di ricostruire quel pomeriggio: «Visto che avevano deciso di incastrare mio figlio, sono venuti a cercarlo a casa. Francesco è uscito senza giacca e senza telefonino, e questo significa che non pensava di allontanarsi. Invece qualcuno l'ha invitato ad affacciarsi poi l'ha portato via». Il padre del bambino ucciso conferma quanto si era detto in passato cioè che il figlio aveva avuto una lite, un mese prima dell'omicidio, con il ragazzino che oggi è stato arrestato e che frequentava lo stesso doposcuola di Francesco.
«Di questo episodio - dice - ne parlò con mia moglie ed era la prima volta, e fu anche l'ultima, a lamentarsi del comportamento dei suoi compagni».

LA MADRE, SONO SODDISFATTA MA VOGLIO GIUSTIZIA - «Adesso voglio giustizia, quella vera. Non voglio che fra due anni queste persone siano fuori». Lo ha detto Anna Bonanno, la madre di Francesco Ferreri subito dopo avere appreso la notizia che le persone coinvolte nella morte del figlio e il presunto autore materiale del delitto erano stati arrestati. «Provo soddisfazione - ha aggiunto - ma anche tantissima rabbia». La donna non risparmia parole durissime per Calogero Mancuso, 40 anni, sposato e padre di 4 figli, al quale sono contestati i rati di violenza sessuale e commercio di materiale pedopornografico, che fin dalla sera della scomparsa di Francesco aveva partecipato alle ricerche del ragazzo insieme ad un gruppo di volontari. «Come ha potuto essere così falso? Vorrei sapere cosa gli hanno detto - ha affermato - per convincerlo ad andare con loro». Angelo Ferrigno, zio di Francesco ha sottolineato che la famiglia ha avuto tanta solidarietà, ma che di fatto nessuno ha collaborato con gli inquirenti. «Mio nipote - ha affermato - è stato tradito da chi credeva un amico».

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