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La Libia mette all'asta i diritti di estrazione del petrolio

Campo di petrolio ROMA - La Libia, già da quest'anno, intende mettere all'asta i diritti di esplorazione petrolifera sul suo suolo, invitando a competere le multinazionali petrolifere che si erano qualificate in precedenza, come l'Eni. Una decisione che ha lo scopo di raddoppiare le riserve e la capacità produttiva, cogliendo l'occasione creata dagli alti prezzi del greggio.
Lo ha detto in un'intervista alla Bloomberg Shokri Ghanem, presidente della National Oil Corp. libica. La competizione - ha spiegato Ghanem - sarà aperta a tutte le compagnie che si erano qualificate nelle due precedenti aste - circa una trentina fra cui Eni, Exxon Mobil, Chevron, Occidental Petroleum e China National - che avevano vinto i diritti di esplorazione nel 2005.
«Vorremmo avere una partecipazione da tutte le parti, Usa, Europa e Asia», ha detto Ghanem intervistato dall'agenzia statunitense ad Amman, in Giordania. La Libia - ha spiegato - vuol raddoppiare le riserve di 37 miliardi di barili, e la capacità produttiva di 3 milioni di barili al giorno entro il 2011. Tripoli - ha spiegato Ghanem - sta anche considerando la possibilità di invitare le compagnie a presentare offerte per sviluppare giacimenti accertati ma non ancora sfruttati, anche se ciò «non avverrà in tempi rapidi».
La Libia, ottavo produttore di petrolio fra gli 11 membri dell'Opec, produceva fino a 3,5 milioni di barili al giorno prima che le sanzioni imposte per il sospetto di sostegno dato al terrorismo costringessero i gruppi stranieri a lasciare il Paese. La produzione libica è oggi a 1,6 milioni di barili al giorno.

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