Lunedì 17 Dicembre 2018 | 04:25

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Lo scandalo del calcio - Il diario della settimana

Luciano Moggi annuncia il suo addio al calcio, mentre Tullio Lanese decide di autosospendersi dalla presidenza dell'Aia. Sono queste le ultime novità della calciopoli italiana nata con lo scandalo intercettazioni e che ha vissuto una settimana intensa, ben al di là di quanto forse ci si aspettasse.
Dalle dimissioni di Carraro al commissariamento della Figc, passando per l'iscrizione di 41 persone e almeno 4 società nel registro degli indagati della Procura di Napoli, senza dimenticare la vicenda delle scommesse clandestine sull'asse Torino-Parma: il calcio di casa nostra trema, la Juventus rischia di vedersi revocati gli ultimi due scudetti e di retrocedere in B ma tutto questo sembra soltanto l'inizio. Vediamo, giorno per giorno, cosa è successo.

LUNEDĺ 8 MAGGIO - Il presidente della Figc, Franco Carraro, a pochi giorni dalla conferenza stampa in cui esprime tutto il suo sdegno per lo scandalo delle intercettazioni, annuncia le proprie dimissioni. «Di fronte ad una vicenda grave e dolorosa come quella che scaturisce dal materiale inviatoci dalla Procura di Torino e di fronte a sviluppi che potrebbero esserci dalle indagini in corso da parte delle Procure di Roma e di Napoli - scrive il numero uno della Federcalcio nella lettera di dimissioni - non penso che il mondo del calcio possa permettersi che da parte di alcuni addetti ai lavori e da alcuni rappresentanti dell'opinione pubblica si discuta sull'opportunità che il Presidente Federale continui ad esercitare le sue funzioni».

MARTEDĺ 9 MAGGIO - Tra gli indagati spunta il nome dell'arbitro Stefano Farina che, assieme a Massimo De Santis, a Gabriele e a Palanca, sarebbe uno dei quattro direttori di gara «collegati» alla Gea e a Luciano Moggi. Dopo le dimissioni di Carraro, intanto, il presidente del Coni Gianni Petrucci incontra Giancarlo Abete, vicepresidente federale della Figc. Quest'ultimo annuncia che il collega Innocenzo Mazzini non farà parte della spedizione azzurra ai Mondiali di Germania.
Mazzini, capo-delegazione ad Euro2004, paga così il suo coinvolgimento nelle intercettazioni e gli insulti (durante le chiaccherate con Moggi) a Franco Carraro. Lippi, però, assicura che la sua Nazionale non risentirà dello scandalo.

MERCOLEDĺ 10 MAGGIO - Cominciano a sfilare davanti all'ufficio indagini della Figc i primi arbitri. Si tratta di Bertini, Cassarà e Dattilo. Il settimanale «L'Espresso» anticipa che nel registro degli indagati della procura di Napoli accanto a Luciano Moggi e ai vertici della Gea compaiono anche i nomi del presidente della Federcalcio Franco Carraro, dei due ex designatori arbitrali Luigi Pairetto e Paolo Bergamo e di Massimo De Santis, l'arbitro che dovrà rappresentare l'Italia ai Mondiali di Germania. Carraro si dice stupito, mentre nella serata arrivano le dimissioni anche del vicepresidente federale Innocenzo Mazzini.

GIOVEDĺ 11 MAGGIO - Si dimette il cda della Juventus, nove squadre finiscono nel mirino della Procura della Repubblica di Napoli nell'ambito del caso intercettazioni e come se non bastasse spunta anche un nuovo scandalo scommesse. Secondo l'indiscrezione pubblicata stamane dal quotidiano "Il Giornale", quattro giocatori della Juve o ex bianconeri sarebbero nel mirino delle Procure di Parma e Torino per aver fatto scommesse per milioni di euro in puntate clandestine attraverso società schermo. La scossa più forte arriva ancora da Napoli dove sono sotto inchiesta ci sarebbero Juve, Fiorentina, Lazio, Udinese, Siena, Messina, Arezzo, Crotone e Avellino. Tre di queste rischierebbero anche la retrocessione con ipotesi di frode sportiva.

VENERDĺ 12 MAGGIO - Nuove intercettazioni escono fuori dalla Procura di Napoli. Il procuratore capo Giandomenico Lepore e il sostituto procuratore Giovanni Narducci confermano che ci sono 41 persone indagate per associazione a delinquere, tra queste dirigenti, designatori arbitrali, dirigenti Figc e anche un giornalista. Tra le società coinvolte ci sono Juventus, Milan, Lazio e Fiorentina e nel mirino dei magistrati ci sono 19 partite della serie A 2004-05 e una del campionato cadetto. Per i Pm ci sarebbe una vera e propria «cupola» che avrebbe manipolato lo scorso campionato i cui capi sarebbero gli juventini Moggi e Giraudo, gli ex designatori Bergamo e Pairetto, il vicepresidente dimissionario della Figc Mazzini e l'arbitro De Santis. Spuntano i nomi dei giocatori coinvolti nel caso "calcio-scommesse": sono Gianluigi Buffon, Antonio Chimenti, Mark Iuliano ed Enzo Maresca.

SABATO 13 MAGGIO - Commissariamento per la Figc e niente Mondiali per Massimo De Santis. In una breve nota la Federazione annuncia di aver revocato ogni accredito nei confronti del direttore di gara mentre nel tardo pomeriggio, al termine di un incontro di circa un'ora tra il presidente del Coni, Gianni Petrucci, e il vicepresidente vicario della Federcalcio, Giancarlo Abete, è stato deciso di commissariare la Figc. A Roma l'arbitro Paparesta viene sentito su quel Reggina-Juventus del novembre del 2004, al termine del quale Moggi e Giraudo aggredirono la terna, chiudendola negli spogliatoi, mentre a Torino Buffon si presenta spontaneamente ai Pm per chiarire la propria posizione in merito alla vicenda scommesse.

DOMENICA 14 MAGGIO - Dalle ultime indiscrezioni emerge che i Pm di Napoli starebbero indagando anche sul campionato in corso e l'ex presidente federale Carraro, ospite di "In mezz'ora" su Raitre, ammette che lo scudetto di questo torneo verrà assegnato in modo provvisorio. Duro il presidente del Milan Silvio Berlusconi («esigiamo la restituzione dei due scudetti, siamo stanchi di subire ingiustizie»), mentre al termine di Reggina-Juve Luciano Moggi prende finalmente la parola: «mi manca l'anima, mi è stata uccisa - dice -. Sono qui per informarvi che da domani sarò dimissionario da direttore generale della Juventus e che da stasera il mondo del calcio non è più il mio mondo, penserò solo a difendermi da tante cattiverie che sono state dette e fatte».
Quasi in contemporanea arriva l'annuncio di Tullio Lanese, che si autosospende dalla carica di presidente degli arbitri italiani. Il "numero uno" dei fischietti motiva la sua decisione con la sua iscrizione nel registro degli indagati.

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