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Calcio - Scandalo scommesse, l'inchiesta si allarga

ROMA - L'escalation dello scandalo nato dalle intercettazioni sale un altro gradino. Dopo dirigenti della Federcalcio e della Can, designatori ed arbitri, la marea montante lambisce un gruppo di club, relativamente al campionato scorso. Nel mirino dell'inchiesta, fronte Napoli, finiscono nove società: in serie A Juventus, Fiorentina, Lazio, Siena, Udinese e Messina; in B Avellino, Arezzo e Crotone.
Su questi club si è concentrata l'attenzione degli investigatori, relativamente ad un gruppo di partite i cui risultati potrebbero essere dipesi non solo da quanto accaduto in campo. Mentre una dozzina di direttori di gara vicini alla Gea avrebbero fatto un uso scientifico di cartellini gialli e rossi per indebolire alcune squadre in vista di incontri con la Juventus. L'applicazione del 'metodo Moggì per ottenere vantaggi in carriera.
In questo quadro si fa sempre più concreta la probabilità che l'Ufficio indagini della Figc debba spostare l'attenzione dalla violazione del concetto di lealtà sportiva al ben più grave illecito sportivo.
Sensazione aggravata dalla notizia che quattro giocatori della Juventus sarebbero coinvolti in un'inchiesta delle Procure di Torino e di Parma su un giro di scommesse sportive in Italia e all'estero. Dai movimenti bancari analizzati dai magistrati e dall'Ufficio italiano cambi risulta che i calciatori inviassero somme anche consistenti a broker emiliani non autorizzati a raccogliere denaro per scommesse per il gioco in Italia.

Le società chiamate in causa assicurano di avere la coscienza tranquilla. Da Firenze la famiglia Della Valle, in un comunicato, ha ribadito «nell'assoluta convinzione della regolarità e linearità del comportamento tenuto in ogni circostanza, che il rispetto delle regole e dei valori di sportività e correttezza ha rappresentato, e rappresenta, il primo elemento del progetto calcistico della Fiorentina».
«Lazio nel caos intercettazioni? Cadiamo dalle nuvole e, sinceramente, tutto ciò mi sembra molto strano...». Così ha reagito l'avvocato Gian Michele Gentile, che è anche presidente del Consiglio di Sorveglianza della Lazio. «Stiamo cercando di capire cosa accade - ha aggiunto Gentile - e soprattutto come. Noi siamo tranquilli, anche perch lo scorso anno protestammo parecchio e presentammo un dossier nei confronti alcuni episodi arbitrali».
Per l'Udinese ha parlato il direttore generale Pietro Leonardi: «Siamo tranquilli perchè da parecchi anni questo club ha dimostrato di essere un serio, credibile e autonomo. Ma anche delusi e arrabbiati perchè aprendo i giornali abbiamo appreso che la società sarebbe coinvolta in vicende che non ci toccano». Resta però la fiducia verso «l'operato delle autorità competenti - ha concluso Leonardi - che stanno lavorando per fare piena luce su ciò che sta succedendo nel nostro calcio».
Oggi, intanto, in un luogo tenuto segreto è stata ascoltata per sei ore dall'Ufficio indagini della Figc Maria Grazia Fazi, potente ex segretaria della Can tirata in ballo dalle intercettazioni della Procura di Torino tra Moggi ed il designatore Luigi Pairetto.

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