Martedì 18 Dicembre 2018 | 14:02

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Si dimette Cda della Juventus

TORINO - Tutti dimissionari. Il cda della Juventus ha rassegnato il mandato in blocco agli azionisti, oggi pomeriggio. Per il momento, Luciano Moggi rimane il direttore generale bianconero - ma è pressochè certo che domenica, dopo l'ultima di campionato, lascerà l'incarico - e Antonio Giraudo l'amministratore delegato del club. I poteri dell'uno e dell'altro, però, sono congelati: nessuna decisione straordinaria, come operazioni di mercato o immobiliari o contratti di altro genere potrà essere presa se non dal consiglio di amministrazione in toto. Fino al 29 giugno, quando si riunirà l'assemblea degli azionisti.
Le dimissioni in blocco sono state comunicate poco prima delle 18 alla Borsa. Subito dopo il titolo Juventus è caduto, arrivando a perdere il 9,3%.
La scelta del cda interamente dimissionario è stata frutto di una decisione lungamente ponderata in una riunione avvenuta ieri sera. Un rendez-vous tra la proprietà e la Triade, diretto dal presidente Franzo Grande Stevens, al quale hanno partecipato Moggi, Giraudo e il vicepresidente Roberto Bettega, Andrea Agnelli e John Elkann. Proprio quest'ultimo, vicepresidente della Fiat, lasciando lo stadio domenica scorsa aveva sottolineato come la proprietà «non fosse assolutamente indifferente» al caso scoppiato con le inchieste sulle intercettazioni telefoniche.
L'incontro, finito a notte inoltrata, ha segnato la svolta, con segnali ben chiari: prendere le distanze da una situazione ormai troppo delicata perchè si possa rinviare un taglio drastico, ma allo stesso tempo un temporeggiamento, in attesa che vengano definite le strategie future della proprietà.
Il domani della Juventus, per il momento, arriva fino a domenica sera, quando la squadra ripartirà da Bari, campo neutro di Reggina-Juventus, sperando di avere vinto un nuovo scudetto, sicuramente il più amaro della sua storia ultracentenaria. Poi il cda potrebbe riunirsi di nuovo, nei primi giorni della prossima settimana. Ma le decisioni più importanti sul futuro assetto societario sono ancora tutte da definire: se l'addio di Moggi è certo, non altrettanto il divorzio da Giraudo che ieri sera, durante la riunione, avrebbe a un certo punto manifestato l'intenzione di gettare la spugna da solo, frenato però dal presidente Grande Stevens.
L'ad bianconero, artefice dei grandi progetti immobiliari bianconeri, potrebbe restare anche se non più con pieni poteri, ma con l'incarico di gestire il nuovo stadio e la cittadella sportiva di Vinovo. Giraudo, tuttavia, non sembra al momento propenso a rimanere defilato dopo essere stato per 12 anni il supermanager della società. La stessa incertezza riguarda il vicepresidente Bettega, 'ministro degli affari esterì del club. Il difficile snodo avrà ripercussioni sul mercato e sulla conferma di Fabio Capello, sempre più improbabile, anche perchè il tecnico goriziano avrebbe già preso la decisione di lasciare la Juventus con un anno di anticipo sulla fine del contratto, facendo valere la clausola che gli consente di liberarsi dal vincolo col club se cambia l'assetto di vertice.

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