Domenica 16 Dicembre 2018 | 09:50

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La madre del caporal maggiore Mastromauro di Corato: la notizia saputa dalla Tv, solo stamattina mi sono tranquillizzata

CORATO (BARI) - Ha vissuto i primi momenti, le prime notizie con trepidazione, con ansia. Notizie che nessuno le aveva ancora comunicato di persona, le aveva sentite in tv: suo figlio, il caporal maggiore Salvatore Mastromauro, era stato coinvolto nell'attentato di Kabul. Per lui si parlava di lievi ferite - ricorda stamane al telefono la signora Angela Diasparra, madre di Salvatore - ma per diverso tempo le informazioni sono state altalenanti e la preoccupazione aumentava di minuto in minuto, fino a diventare insopportabile.
Poi le prime comunicazioni e finalmente la conferma che a suo figlio non era accaduto nulla di grave. «Ma fino a stamattina - racconta - sono stata in ansia. I primi minuti sono stati terribili. Nessuno ci aveva ancora informati di niente quando ho sentito il nome di Salvatore tra quelli coinvolti nell'attentato. Un tuffo al cuore. Non si era ancora spenta l'emozione per l'attentato di Nassiriya, un atto che ci aveva portato dolore per quei poveri morti e altra preoccupazione per noi, che è successo quello che temevamo, che abbiamo sempre temuto. Per fortuna a Salvatore è andata tutto sommato bene, ma per gli altri...».
Momenti infiniti di ansia, da ieri sera. Anche quando le notizie sembravano proprio tranquillizzanti, la signora Angela non riusciva a trovare pace: «Volevo sentirlo, sentire la sua voce, volevo che fosse lui a dirmi che stava bene - dice - ma non sono riuscita a parlare con lui. Finalmente stamattina mi sento più sollevata. Poco fa è andato via un colonnello dell'esercito che mi ha dato tutte le assicurazioni che Salvatore sta bene, a parte qualche lieve ferita. Mi ha detto 'Non si preoccupi signora. Se non stava bene non lo avrebbero fatto trasferire qui in Italià. Ora sto meglio anch'io, ma se penso che Salvatore stava proprio su quello stesso mezzo che è stato preso di mira mi vengono i brividi».

Secondo quanto è stato riferito alla madre del militare, il velivolo con a bordo i feriti dovrebbe partire nella tarda mattinata alla volta di Roma. Anche la signora Angela, insieme con l'altro figlio, Nicolò, di due anni più piccolo di Salvatore, partirà nelle prossime ore alla volta della capitale. Lì attenderanno l'aereo con il loro congiunto e lì dovranno fermarsi per un paio di giorni - per tutti gli accertamenti sanitari ai quali Salvatore dovrà sottoporsi - prima di poter rientrare tutti e tre a Corato.
Salvatore era partito alla volta di Kabul otto giorni fa. Ed era questa la sua quarta missione all'estero, dopo averne fatte due in Bosnia e una in Kosovo. Ma alle sue partenze la signora Angela dice di non essersi mai abituata. Soprattutto la prima era stata quella più dura da accettare, perchè era avvenuta proprio nell'anno in cui è scomparso suo marito, il padre di Salvatore. Ora lei vive con Nicolò che ha fatto il militare nei carabinieri, in Calabria. «Poi - ricorda la mamma - ha chiesto di poter rimanere nell'Arma. E' un pezzo di ragazzo, un metro e ottanta, ma l'hanno scartato perchè ha un dente accavallato...». «Ma forse è meglio così - considera - perchè ha un lavoro qui e almeno con lui sto tranquilla».
Invece con Salvatore tranquilla non riesce proprio a stare: «Ogni partenza - dice - è una sofferenza. Perchè lo fa? Beh, certo anche l'aspetto economico ha la sua importanza, ma gli piace anche questa attività, ci crede. Io vorrei che restasse qui a casa. Proverò a trattenerlo anche questa volta. Ma non ci spero troppo. Comunque per ora non ci voglio pensare. Ora voglio solo rivederlo, e godermelo un po', finchè potrò...».
Armando Damiani

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