La città dell’utopia tra le rovine di Campomaggiore

È una «fiaba storica» in cui la narrazione dei fatti realmente accaduti si intreccia con l'onirico e il fantastico: torna «La città dell’utopia», lo spettacolo che ormai da quattro anni si svolge, nel periodo estivo, nei ruderi del borgo abbandonato di Campomaggiore Vecchio. L’appuntamento è per i giorni 10, 11, 14, 15, 16, 17, 18, 24, 25 e 31 agosto alle 21 mentre dalle 17 alle 20,30 e dalle 22.30 a notte fonda il Comune offre visite guidate gratuite, spettacoli e un percorso enogastronomico per le vie di Campomaggiore Nuovo.

L’evento, giunto alla quarta edizione, si colloca nell’ambito delle manifestazioni volute dall’amministrazione comunale di Campomaggiore miranti alla valorizzazione di questa importante testimonianza del passato. Lo spettacolo narra di un giovane soldato che di ritorno dalla guerra ritrova solo i ruderi di quello che era stato il suo paese. Una violenta frana tra il 9 e il 10 febbraio 1885, infatti, l’ha distrutto mettendo in fuga tutti gli abitanti. Anche la sua giovane amata ha perso la vita nel cataclisma. Tutti sono andati via, ad eccezione del vecchio parroco che ha deciso di restare per vigilare sulla città e sulla sua chiesa, fiducioso che, alla fine, tutti torneranno per ricostruire il diruto paese. Ma il giovane non sa ascoltarlo, né condivide la sua capacità di sperare. E così Orbis, il figlio della Terra, Sibilla, il tramite tra l’Uomo e il Divino, e la Luna decidono di aiutarlo per ridonargli la capacità di sognare, quell’ arte che ha caratterizzato i Conti Rendina che seppero perseverare nelle loro ambizioni trasformando Campomaggiore da feudo disabitato a città fiorente ed autosufficiente.

Un’opportunità per scoprire o riscoprire luoghi incantati della nostra terra – «La città dell’utopia» è uno dei «Grandi Eventi» del cartellone estivo promosso dalla Regione Basilicata e dall'Apt – e permettere ai turisti di apprezzare ulteriormente le bellezze lucane coniugando tradizione e nuove forme di intrattenimento.

«La città dell’utopia prende spunto dalla frana che nel 1885 distrusse Campomaggiore e costrinse i suoi abitanti ad abbandonare le abitazioni – ricorda il sindaco di Campomaggiore Candio Tiberi -. È la storia di un soldato che, tornato da una guerra inutile, non trova più niente del suo paese: tutto è stato distrutto dalla frana. La sua sposa non ha voluto abbandonare la sua casa e si è lasciata morire. In una notte magica il soldato incontra tutti i personaggi protagonisti del grande progetto della città dell'utopia: il Conte Rendina, il parroco, ma anche e soprattutto personaggi immaginari, Orbis il figlio della terra, la Sibilla tessitrice che è il tramite tra l'uomo e il divino, la Luna, che lentamente riescono a trasformare gli incubi di guerra del soldato nel sogno della ricostruzione della città dell'utopia».

Tramite danze e rappresentazioni teatrali il pubblico scopre la storia del comune lucano e capisce come le idee dei socialisti utopisti europei come Henri de Saint- Simon, Charles Fourier e Robert Owen abbiano trovato spazio in quella fetta di territorio grazie alla visione di una famiglia di signori che ha favorito l'instaurazione di una società equilibrata, fondata sull'ideale cooperativo.

Nello spettacolo è previsto l'impiego di cinque attori di fama nazionale che reciteranno dal vivo, di undici danzatori, alcuni dei quali si esibiscono in numeri di danza aerea sospesi a 20 metri di altezza, e di trenta comparse.

Inoltre, 50 metri di palco, effetti di illuminotecnica, videoproiezioni su grosse superfici, proiezioni su una videosfera del diametro di 5 metri e una gradinata di oltre mille posti a sedere. Il costo del biglietto è di 13 euro, ridotto (per bambini dai 6 ai 10 anni) 9 euro mentre i bambini fino a 6 anni entrano gratis. Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito www.cittadellutopia.it.
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