Giovedì 13 Dicembre 2018 | 07:19

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A Palazzo Madama Andreotti arriva per primo, Marini in ritardo

ROMA - Giulio Andreotti è arrivato nell' aula del Senato con almeno 15 minuti di anticipo. Ha occupato il suo solito posto, il primo entrando a sinistra, il più agevole, anche perchè non ci sono scale da fare. Franco Marini ha fatto invece il suo ingresso con qualche minuto di ritardo, mancando in pieno le solenni parole di Scalfaro per commemorare i militari caduti a Nassiriya. Quando l'esponente della Margherita è entrato si era già concluso anche il minuto di silenzio in omaggio alle vittime.

Il primo giorno di scuola per i senatori della XV legislatura è cominciato con qualche solennità, in verità non pienamente riuscita. Il silenzio totale da parte dell'Assemblea c'è stato solo quando è stato ricordato il sacrificio dei nostri militari in Iraq. Conclusa questa fase della seduta, si è subito levato un brusio lieve ma costante che ha costretto Oscar Luigi Scalfaro a interrompersi per almeno due volte per chiedere più attenzione da parte dei senatori. Il suo richiamo ha ottenuto qualche effetto, ma in compenso tre o quattro telefonini si sono messi a squillare contemporaneamente poco dopo.
Il presidente di turno e senatore a vita ha dovuto a questo punto arrendersi, ma la sua pazienza è stata premiata qualche minuto dopo da un lungo applauso fattogli da tutta l'assemblea. Si è trattato di una vera e propria ovazione da parte dell'Unione; la CdL ha applaudito con meno impegno, esibendo un qualche distacco.

La seduta inaugurale ha fatto registrare il gran pienone nei banchi del centrosinistra. Sul versante opposto almeno un terzo degli scranni erano vuoti, ma questo solo nella fase iniziale della seduta, che è durata in tutto 20 minuti prima di essere sospesa. Tutto è filato liscio, a parte la protesta di Marco Pannella che, all'improvviso, si è messo a urlare dal loggione del pubblico per la mancata elezione di otto senatori della Rosa nel Pugno. Pannella non ha dovuto chiedere alcun permesso per accedere alla tribuna perchè questo è un diritto per tutti gli ex parlamentari a patto, naturalmente, che rispettino le regole e non interferiscano con i lavori d'assemblea.
Tra gli uomini il colore dominante degli abiti e il grigio-blu. Tra tutti, nell'emiciclo, spicca la mise della diessina Anna Finocchiaro, di un vistoso rosso bandiera. Durante l'interruzione della seduta, Andreotti è rimasto seduto al suo posto. Nessuno ha fatto capannello attorno a lui, ma molti senatori gli hanno porto il loro saluto. Per molto tempo Andreotti è rimasto a conversare con il suo vicino di banco, il senatore di Forza Italia Emiddio Novi, napoletano.

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