Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 22:17

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La prima marine dell'Esercito italiano - «Servono asili nido nelle caserme»

VENEZIA - Per intraprendere questa nuova sfida professionale Silvia Di Siervi dovrà staccarsi per la prima volta dalla piccola Sara, che verrà accudita dal padre, al quale spetterà il compito di portarla ogni mattina al nido. Proprio questa situazione vissuta dalla coppia, ma condivisa quotidianamente anche da altri soldati all'interno del Reggimento, spinge il caporalmaggiore ad augurarsi che, «prima o poi, anche gli asili nido possano fare il loro ingresso nelle caserme, come già avviene in altre nazioni».
L'Iraq non ha comunque lasciato alla giovane lagunare solo il ricordo tragico della morte di Matteo Vanzan. «Quell'esperienza mi ha insegnato a vedere la vita con occhi diversi - ammette - meno superficiali, e soprattutto a cercare di guardare quel che mi circonda con lo sguardo di Matteo». Silvia confida che uno dei momenti umani più belli vissuti a Nassiriya è stato il rapporto con l'allora comandante del Reggimento, il col. Emilio Motolese. «In Iraq mi trovai ad affrontare una situazione difficile - racconta - e lui mi parlò come un padre, non potrò mai dimenticarlo». Non è certo un caso, perciò, che ad addestrarla a Brindisi sarà proprio il suo ex comandante.
Il col. Motolese, 47 anni, originario di Conversano (Bari), un curriculum interforze essendo cresciuto professionalmente tra divise verdi e blu, è infatti da alcuni mesi il direttore del Centro di integrazione anfibia e il vicecomandante della Forza da sbarco (Comforsbarc) di Brindisi. Come Silvia Di Siervi, anche l'80% dei 130 lagunari pronti a partire per la Puglia faceva parte del Reggimento che prese parte tra maggio e settembre 2004 alla missione in Iraq. «A base Lepanto, la nostra sede a Nassiriya - sottolinea - eravamo veramente una grande famiglia; è la caratteristica che contraddistingue i Lagunari, fra noi c'è grande unione e spirito di corpo, sono sicura che questo ci distinguerà anche a Brindisi».
I lagunari hanno già affrontato negli ultimi anni diverse operazioni anfibie con corpi di altre nazioni: l'ultima in ordine di tempo è stata l'esercitazione West African Training Cruise, conclusa nel dicembre scorso, alla quale il Reggimento ha partecipato insieme ai marines americani, alla fanteria di Marina spagnola e alle unità dei Royal Marines, oltre ad alcuni marò del San Marco, portando nei «teatri» scelti per le simulazioni anche quattro Avv7, i veicoli cingolati blindati da sbarco utilizzati in Iraq per il pattugliamento dell'Eufrate.

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