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Al via la XV legislatura, come si eleggono i presidenti delle nuove Camere

Camera dei DeputatiROMA - Manca solo una settimana all'avvio ufficiale della XV legislatura. Venerdì prossimo, 28 aprile, con la prima seduta di Camera (ore 10) e Senato (ore 10.30) prenderà il via il nuovo Parlamento con l'elezione dei due presidenti.
Per decidere i nomi dei due candidati, il leader dell'Unione, Romano Prodi, ha lavorato intensamente in questi giorni, incontrando tutti gli alleati. Per la presidenza della Camera, il braccio di ferro D'Alema-Bertinotti si è risolto con il passo indietro del presidente dei Ds e così sarà verosimilmente il leader del Prc a ricoprire la carica. Prodi dovrebbe ufficializzare lunedì i nomi dell'Unione.
Per il Senato in campo per il momento ci sono i nomi di Franco Marini (Margherita) e del senatore a vita Giulio Andreotti.

Ma per i due rami del Parlamento, diverse sono le procedure di elezione dei presidenti. A presiedere la prima seduta a Montecitorio sarà il vicepresidente più anziano per elezione tra quelli della legislatura precedente e cioè Fabio Mussi.
Per quanto riguarda il Senato, presiederà il senatore più anziano: il compito sarebbe toccato alla senatrice a vita Rita Levi Montalcini (che proprio oggi compie 97 anni), che però ha preferito rinunciare per motivi di salute. Prende il suo posto, l'ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.

CAMERA, PRIMI ADEMPIMENTI - Il 28 aprile, la Camera sarà presieduta da Fabio Mussi che è il vicepresidente più anziano per elezione della scorsa legislatura. Con lo stesso criterio adottato per l'individuazione del presidente provvisorio, saranno scelti quattro segretari provvisori; mancando quelli delle legislature precedenti, svolgeranno il compito i deputati più giovani.
Ma venerdì prossimo, all'inizio della prima seduta la Camera sarà ancora incompleta perchè vi saranno deputati, eletti in più liste circoscrizionali, che dovranno optare. Per effettuare questi accertamenti, la seduta sarà sospesa e sarà convocata una Giunta delle elezioni provvisoria composta dai deputati membri della Giunta della precedente legislatura presenti in aula. Se il numero di tali deputati sarà inferiore a 12, il presidente provvisorio procederà all'integrazione mediante sorteggio.
Primo compito di Mussi sarà di procedere all'integrazione del numero dei deputati proclamando eletti i candidati che subentreranno a quelli che hanno optato. Essendo molto alto il numero degli eletti in più circoscrizioni è probabile che gli accertamenti sulle opzioni porteranno via molto tempo.

ELEZIONE PRESIDENTE CAMERA - Superati questi adempimenti, la Camera sarà nel suo plenum e potrà procedere all'elezione del presidente. La votazione avviene per scrutinio segreto, tramite schede da inserire nell'urna e con la doppia chiama.
Nella prima votazione serve la maggioranza dei 2/3 dei componenti dell'Assemblea, cioè sono necessari 420 deputati.
Il centrosinistra ha 348 deputati, la Cdl 281 (e in più c'è un indipendente, Ricardo Antonio Merlo eletto nel collegio sudamericano), quindi è improbabile che il presidente della Camera venga eletto alla prima votazione dal momento che l'Unione non ha intenzione di fare accordi con l'opposizione.
Nella seconda e terza votazione serve la maggioranza dei 2/3 dei voti computando anche le schede bianche. Dalla quarta votazione è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti.
Lo spoglio delle schede viene fatto pubblicamente in aula.
Nel caso fossero necessari più scrutini per l'elezione del presidente e fosse quindi necessario far slittare la votazione al giorno dopo, in ogni caso si tratterebbe di seduta unica.
Nelle ultime quattro legislature, il presidente è stato eletto il giorno successivo all'inizio della seduta al quarto scrutinio. Cinque anni fa Pier Ferdinando Casini (Udc) fu eletto il 31 maggio al quarto scrutinio con 343 voti, sostituì il diessino Luciano Violante.

SENATO, PRIMI ADEMPIMENTI - La prima seduta a Palazzo Madama è presieduta provvisoriamente dal più anziano di età. Sarà però Oscar Luigi Scalfaro a presiedere dal momento che la più anziana, Rita Levi Montalcini ha rinunciato per motivi di salute. I sei senatori più giovani presenti alla seduta sono chiamati ad esercitare le funzioni di segretari.
Anche a Palazzo Madama il presidente provvisorio deve proclamare eletti senatori i candidati che subentrano a chi opta. Anche in questo caso, per effettuare gli accertamenti, la seduta viene sospesa e il presidente convoca una Giunta provvisoria per la verifica dei poteri. La Giunta è costituita dai senatori membri della Giunta delle elezioni del Senato della precedente legislatura che siano presenti alla prima deduta. Se il loro numero sarà inferiore a sette, il presidente procederà all'integrazione tramite sorteggio. La Giunta provvisoria è presieduta dal componente più anziano ed ha come segretario il più giovane.

ELEZIONE PRESIDENTE SENATO - Per l'elezione del presidente di Palazzo Madama l'iter è più semplice rispetto a quello della Camera. Anche qui l'elezione avviene a scrutinio segreto, con le schede da mettere nell'urna. Già nella prima e nella seconda votazione serve la maggioranza assoluta dei voti dei componenti l'Assemblea e cioè 162 senatori. Se non si raggiunge questa maggioranza, si procede nel giorno successivo ad una terza votazione nella quale è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti dei senatori presenti, computando anche le schede bianche.
Se anche la terza votazione va a vuoto, il Senato procede nello stesso giorno al ballottaggio tra i due candidati che abbiano ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti e viene proclamato eletto quello che consegue la maggioranza, anche se relativa. A parità di voti è eletto o entra in ballottaggio il più anziano di età.
Cinque anni fa fu eletto al primo scrutinio Marcello Pera con 178 voti, sostituì Nicola Mancino. Venerdì prossimo l'Unione, anche se sul filo dei voti e nonostante l'incognita della candidatura Andreotti, potrebbe riuscire ad eleggere il presidente alla prima votazione. Il centrosinistra, infatti, può contare su 158 senatori contro i 156 della Cdl. Ma c'è anche un indipendente (Luigi Pallaro eletto nel collegio sudamericano) e sette senatori a vita. Tra questi, Giorgio Napolitano, Oscar Luigi Scalfaro e Emilio Colombo sicuramente appoggeranno il candidato dell'Unione. Più incerti Rita Levi Montalcini e Sergio Pininfarina, che però vengono considerati vicini al centrosinistra, e ancora di più Francesco Cossiga e Giulio Andreotti.
Dopo l'elezione, i due presidenti delle Camere pronunceranno il discorso di insediamento e poi inviteranno deputati e senatori alla costituzione dei gruppi parlamentari, che successivamente saranno convocati per procedere all'elezione dei presidenti e degli organi direttivi.

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