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Quattro le ragazze stuprate, tutte tra i 13 e i 14 anni

AVELLINO, 21 APR - Sono quattro le ragazze vittime della violenza sessuale da parte delle 12 persone arrestate a seguito dell'emissione di ordinanza di custodia cautelare del gip, su richiesta della procura della Repubblica di Ariano irpino.
Le accuse per gli arrestati sono di spaccio di droga e violenza sessuale di gruppo. Dalle indagini è emerso che i dodici per mesi hanno abusato delle quattro ragazze di Ariano Irpino che nel 2001, all'epoca dei fatti, avevano fra i 13 ed i 14 anni. L'inchiesta della procura di Ariano Irpino, guidata dal dott. Amato Barile, è cominciata un anno fa, a seguito della denuncia presentata al commissariato di polizia da una delle vittime del «branco», oggi tutte maggiorenni.
La polizia, attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, ha ottenuto riscontri schiaccianti che inchioderebbero i responsabili. Le ordinanze di custodia cautelare, richieste dal procuratore Amato Barile sono state firmate dal gip di Ariano Irpino, Gabriella Buonavolontà. Delle persone coinvolte nell'inchiesta, operai e commercianti che oggi hanno un' età compresa tra i 25 e i 40 anni, molti dei quali sposati e con figli, otto sono di Ariano Irpino, due di Avellino e le altre due originarie di Foggia e Nola (Napoli): invitavano le giovanissime vittime a feste che si svolgevano in una villa alla periferia di Ariano Irpino e, dopo averle iniziate al consumo di cocaina e altre droghe pesanti, le violentavano ripetutamente, con modalità, affermano gli inquirenti, anche particolarmente ripugnanti.
All' inchiesta hanno collaborato, insieme a quella di Ariano Irpino, le procure di Avellino, Foggia e Nola (Napoli). In casa di alcuni degli indagati, trasferiti subito dopo il blitz scattato all' alba nelle carceri irpine e in quelle di Poggioreale (Napoli) e Foggia, sono state ritrovate alcune pistole, regolarmente denunciate, e un significativo quantitativo di cocaina. Secondo gli inquirenti, il «branco» costituiva una vera e propria organizzazione dello spaccio di droga sul territorio irpino che nella realtà dell'arianese, a giudizio dei magistrati, viene considerata una piaga sempre più estesa e preoccupante.

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