Giovedì 13 Dicembre 2018 | 00:23

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Biondi (FI): prendere atto non è riconoscere la vittoria

ROMA - «Prendere atto è cosa diversa dal riconoscere» una pronuncia che «non ha, nella sostanza, carattere giurisdizionale ma di alta amministrazione». Così Alfredo Biondi, vicepresidente della Camera dei deputati e presidente del Consiglio nazionale di Forza Italia, sul verdetto della Cassazione che ha confermato la vittoria dell'Unione alla Camera nelle elezioni politiche. Secondo Biondi, le Corti d'Appello e la Suprema Corte si sono limitate alla verifica «di poco più di 2.500» su «oltre 40.000» schede complessivamente contestate.
A partire dalla realtà di 500 voti su 2.500 controllati attribuiti alla Cdl - prosegue il dirigente di Fi - «c'è da chiedersi a che cosa avrebbe portato la verifica su più di un milione di schede, considerate nulle o bianche, che nessuno finora ha esaminato».
Queste circostanze - osserva Biondi - «non consentono trionfalismi», «perchè lo 0,5 per mille che ha determinato la cosiddetta vittoria del centrosinistra è un'entità così miserrima rispetto ai 40 milioni e passa di votanti da legittimare non tanto i dubbi quanto l'esigenza della certezza».
«Gli strumenti giuridici e politici - conclude il responsabile azzurro - ci sono, e con buona pace di tutti dovranno e potranno essere attivati».

Bersani: ora qualcuno dovrebbe scusarsi con scrutatori

ROMA - «Giunti a questo punto della vicenda dello scrutino elettorale si affacciano alcune domande. Chi chiederà finalmente scusa alle centinaia di migliaia di presidenti di seggio, segretari, scrutatori e rappresentanti di lista che si sono impegnati con spirito civico a garantire le elezioni ricevendo in cambio generiche accuse di brogli? E' decente che tali accuse vengano reiterate dagli schermi televisivi da esponenti di Forza Italia anche dopo la certificazione della Cassazione? C'è infine qualcuno nel governo, a cominciare dal ministro dell'Interno, che capisca l'amarezza di questi cittadini e voglia rivolgere loro una parola di ringraziamento e di scuse?». Lo afferma il responabile del programma dei Ds, Pierluigi Bersani.

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