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Ricucci: da odontotecnico di Zagarolo a «enfant prodige» della finanza

ROMA - «Sono il figlio di un autista dell'Atac che dai 14 anni lavora senza l'aiuto di nessuno». Così ama presentarsi Stefano Ricucci, l'ex uomo nuovo della finanza italiana, accreditando un'immagine di sè da "self made man".
Nato nei Castelli Romani, a Zagarolo, l'11 ottobre 1962, frequenta la scuole medie a San Cesareo. Poi si mette a fare il cameriere e a vendere bibite. Più tardi si iscrive all'istituto Eastman del Policlinico di Roma dove studia da odontotecnico.
Mentre studia, il giovane Ricucci arrotonda facendo pratica in uno studio dentistico della periferia romana, a Centocelle. «Pulivo i locali, spiavo i medici e imparavo», rivelerà poi. Preso il diploma, viene assunto come odototecncico all'Eastman, a un milione e 200 mila lire la mese.
Ma - racconta lo stesso «enfant prodige» della finanza - già pensa da imprenditore e recluta cinque dentisti che, pagati a percentuale, cominciano a lavorare per lui in due studi che apre a San Cesareo e Palestrina. Gli affari vanno bene e così apre un altro studio a Carchitti e inizia una collaborazione stretta con il laboratorio "Smile" che gli fornisce i materiali.
Da lì poco entra in società con i proprietari dello stabilimento e in pochi mesi conquista la maggioranza della società. «A 23 anni fatturavo già 6 miliardi», sintetizza lo stesso Ricucci.
Pochi anni e siamo già alla fase "immobiliarista". Appena diciannovenne e mentre lavora con gli studi dentistici, Ricucci si lancia anche sul mattone. Sua madre Gina eredita un terreno che diventa edificabile. Il figlio tenta inutilmente di costituire una società con un imprenditore del settore. L'offerta viene respinta, ma gli viene proposto di scambiare il pezzo di terra con tre appartamenti. Un affare che, secondo quanto raccontato da Ricucci, frutterà 249 milioni di lire, la prima succosa plusvalenza, visto che poi riesce a vendere gli immobili alla cifra di 376 milioni. A questo punto diventa tutto un crescendo di guadagni. Si mette in affari con Gino Mistura, un costruttore che a Zagarolo sta realizzando un centro commerciale, e acquista 10 negozi nello "shopping center" che subito rivende con un'operazione lampo che gli frutta 2 miliardi e 150 milioni. A stretto giro di posta si presenta a Roberto Ponzo, un costruttore impegnato a Finocchio. Questa volta acquista 5 negozi e 16 appartamenti che in parte affitterà e in parte venderà con un'altra ricca plusvalenza.
A 27 anni fonda la Magiste che gestisce un giro sempre più grande di appartamenti, villini, negozi e altre attività immobiliari.
Arriva, però, anche il primo incidente di percorso. La società di costruzione Cosport, di Ricucci e di altri imprenditori della zona, finisce pignorata, ma il protagonista della storia esce dalla vicenda senza danni. A metà degli anni novanta arriva il vero salto di qualità. Ricucci liquida parte delle sue attività e si trasferisce a Roma dove, grazie ai finanziamenti delle banche, compra e vende sempre di più. E' un giro imponente: centri commerciali, appartamenti e immobili di lusso nel centro storico della capitale. Nel 2001 l'ingresso nella finanza: si rivolge a Emilio Gnutti, per vendergli parte dei suoi immobili. In cambio incassa 340 miliardi, ma acquista anche una quota in Hopa e il 5% di Investimenti Immobiliari lombardi e una partecipazione in Banca Valori. Nel suo portafoglio entra anche il 4,99% della Popolare di Lodi. Ormai sotto la luce dei riflettori, l'immobiliarista dà inizio ai "raid" su Capitalia e Bnl e fa il suo ingresso alla grande anche nel mondo del jet-set. Dopo essersi separato dalla prima moglie da cui ha avuto un figlio, Edoardo, si fidanza con Anna Falchi, che sposa nel luglio dello scorso anno, a Porto Santo Stefano.
E' un'estate di giochi pirotecnici anche sul fronte delle speculazioni finanziarie. Ricucci tenta la carta più ambiziosa: la scalata al gruppo Rcs. E' però l'inizio della caduta per l'Icaro della finanza italiana che finisce indagato per aggiotaggio. Per mesi si susseguono gli interrogatori e le perquisizioni poi, oggi, il clamoroso arresto.

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