Giovedì 13 Dicembre 2018 | 05:18

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Molotov contro seggio: Il procuratore: abbassiamo i toni

TREVISO - «Secondo me con le notizie di ieri si è un po' esagerato, bisogna cercare di raffreddare i toni e di rimanere sotto le righe». E' questo il giudizio espresso oggi dal capo della Procura della Repubblica di Treviso, Antonio Fojadelli, in merito all'attentato compiuto nelle prime ore di ieri ai danni di una scuola sede di un seggio elettorale a Vittorio Veneto (Treviso).
Il fatto si è concretizzato attraverso il lancio di tre bottiglie incendiarie contro il muro esterno e di una quarta bomba artigianale la quale, però, non è scoppiata.
«Credo che gli autori non appartengano ad organizzazioni di un qualche spessore - ha aggiunto il magistrato - ed al momento non vi è alcun reato ravvisabile, se non quello di detenzione e trasporto di ordigni esplosivi a carico di ignoti».
Nessuna ipotesi di strage, dunque, anche perchè «qualsiasi azzardo su cosa l'ordigno inesploso avrebbe potuto cagionare, in questo momento, sarebbe una sciocchezza». L'oggetto, ha spiegato Fojadelli, è ora sottoposto ad analisi di tipo non distruttivo, e quindi ripetibili, e perciò, almeno fino a quando non si decidesse di farlo deflagrare, quantificarne con sufficiente precisione i potenziali effetti sarebbe impossibile.
Per quanto riguarda le ricerche dei possibili autori del gesto, Fojadelli si è limitato ad osservare che «per quanto si può pensare, gli elementi indirizzano soltanto in un certo tipo di indagine dentro l'area di appartenenza di meteore non ben definite» mentre polizia e carabinieri, «lavorando assieme, stanno cercando di stabilire eventuali rapporti con altri fatti analoghi o che possono esserlo». Anche le perquisizioni operate nelle abitazioni di alcune persone, ha detto ancora il Procuratore, «fanno parte di una sorta di routine poichè è chiaro che i primi soggetti al centro dell'attenzione sono quelli che hanno avuto determinati precedenti o che la polizia sa militare, o comunque aderire o simpatizzare, per un certo tipo di orientamento politico».
In relazione, infine, al contenuto dei volantini di rivendicazione lasciati sul posto, Fojadelli ha ancora una volta invitato alla prudenza ricordando come, in certi casi, ci si possa trovare di fronte a «forme di apocrifia, cioè di imitazione di altri testi, volte a mascherare o a depistare».

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