Giovedì 17 Gennaio 2019 | 20:38

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I funerali di Tommy Onofri - Il vescovo: «I suoi assassini i veri sconfitti»

PARMA - «Noi facciamo il funerale del piccolo Tommaso, ucciso, ma lui è il vincitore e gli uccisori sono gli sconfitti perché hanno ucciso in sé la propria umanità». Il Vescovo di Parma Cesare Bonicelli non riesce a frenare la commozione, nel celebrare oggi nel Duomo di Parma, i funerali del piccolo Tommaso Onofri, il bimbo di 17 mesi rapito e ucciso la sera del 2 marzo per la cui sorte l'Italia ha invano trepidato per un mese. Parma - I funerali di Tommy Onofri
Il vescovo indossa i paramenti bianchi, «perché - spiega - presentiamo a Dio un bambino senza peccato». Bianca è anche la piccola bara, bianchi sono i fiori che la ricoprono e la circondano. «Questo è un funerale che non avrei mai voluto celebrare. Sono sconvolto e angosciato come voi», confida ai fedeli che gremiscono in silenzio la chiesa. «Molti - aggiunge il vescovo - non riescono a provare pietà per gli assassini, non riescono a perdonare, alcuni chiedono vendetta. Gesù ha pregato per quelli che lo mettevano in croce. Solo il bene sconfigge il male, solo l'amore vince la cattiveria».
Accanto alla piccola bara bianca, i genitori, in silenzio, composti nel loro dolore: la madre, Paola Pellighelli, con stretta in mano la foto del figlioletto; il padre Paolo, che china il capo stringendoselo tra le mani. Ci sono il presidente della Camera, Pierferdonando Casini, che abbraccia papà Tommaso, il ministro delle infrastrutture Lunardi, il presidente della Regione Emilia-Romagna Errani, il presidente della Regione Sicilia Totò Cuffaro («per essere vicino ai tanti siciliani onesti e laboriosi ... con la certezza che essi sono i primi a condannare questo terribile delitto»).
Commossa, ma composta anche la folla che riempie ogni angolo della grande piazza del duomo ha seguito con attenzione, grazie agli altoparlanti, la cerimonia funebre.
Gente di ogni dove, non solo di Parma e dell'Emilia Romagna. In un angolo, una delegazione di San Biagio Platani, il paese siciliano di uno degli assassini, Mario Alessi.
Alla fine un lunghissimo applauso accoglie la piccola bara bianca all'uscita dalla chiesa. Cinquanta palloncini si alzano in volo, lanciati dai bambini di Casalbaroncolo, la località i cui gli Onofri, dopo aver acquistato la cascina teatro del sequestro, si erano trasferiti la scorsa estate. Poi il corteo funebre parte per Tizzano, il paese sull'Appennino parmense di cui è originaria la mamma di Tommy e dove la piccola salma sarà tumulata.
È stata una Parma in lutto ha dato oggi l'ultimo addio al piccolo Tommaso Onofri, vittima innocente di una violenza insensata. Decine di migliaia di persone hanno gremito il Duomo e si sono accalcate nella piazza e nelle strade circostanti, ore prima della cerimonia. Tutti con in mano una piccola foto di Tommy, distribuita in quarantamila esemplari. Sul retro il suo saluto, scritto per lui dal padre Paolo, che alla dine della cerimonia è stato letto dal fratello più grande, Carlo Alberto: «Fate che il mio sacrificio non si perda nell'oblio, fate che il mio sacrificio sia utile ai vostri cuori; fate che il mio sacrificio vi renda consapevoli della sacralità della vita umana, con cui non si può giocare... e a me piaceva molto giocare ... Oggi vi saluto tutti ... ciao mamma, ciao papà, ciao Abo, ciao Dado e un grande sorriso solare come sapevo fare a tutti voi che vi siete stretti a sorreggere la mia famiglia».
I negozi di Parma, città ferita, hanno abbassato le saracinesche ed esposto una grande foto del bambino, quella ormai nota a tutti, con i suoi grandi occhi sorridenti, e delle scritte: «Ciao Tommy, piccolo angelo vittima innocente di un crimine mostruoso», «Tommy, perdona questo mondo». Le bandiere del Comune sono state esposte a mezz'asta, in segno di lutto.
Anche papa Benedetto XVI ha voluto far giungere la sua benedizione e il suo estremo saluto al piccolo Tommaso Onofri, «innocente vita stroncata da inumana violenza». Lo ha fatto con un telegramma del segretario di Stato, Cardinal Sodano, al Vescovo di Parma, nel quale il pontefice «eleva preghiera al Signore perché accolga l'anima del piccolo defunto e conforti i genitori e quanti ne piangono la tragica morte suscitando anche pentimento in quanti hanno perpetrato esecrando crimine».

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