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La Borsa non teme le elezioni. Da una analisi Eurispes lo scenario su un mondo finanziario che non nutre preferenze né per la Sinistra, né per la Destra

Borsa finanziariaROMA - La Borsa continua a segnare una crescita generalizzata riportando le capitalizzazioni delle nostre imprese a livelli soddisfacenti e più aderenti al valore reale dei patrimoni e delle attività sottesi. In realtà la Borsa italiana mostra nell'ultimo mese oscillazioni abbastanza marcate: l'andamento alterno dell'indice medio, e in particolare di quello riferito alle blue chips, è dunque segno non di cedimenti ma di una maggiore vivacità dove pesano di volta in volta prese di beneficio ed anche spostamenti verso il mercato del reddito fisso, ridivenuto più appetibile, grazie al rialzo dei tassi di interesse, che hanno segnato un'impennata proprio con le emissioni di primavera.
L'approssimarsi delle elezioni può aver indotto alla prudenza, consigliando alcuni operatori di mantenere liquidità in attesa dei risultati, ma in complesso non pare che il mondo finanziario si sia preoccupato più di tanto e non è da escludere che le prospettive di una vittoria del centro-sinistra possano aver tranquillizzato quegli operatori che erano stati messi sul chi vive dalla minaccia di abbassamento del rating del nostro paese da parte delle agenzie internazionali. E' quanto sostiene l'Eurispes nell'Osservatorio quadrimestrale sull'andamento delle borse.

Nella prima settimana di aprile, tutti gli indici sono ripartiti per cui il confronto con la fine di febbraio mostra una dinamica ben più positiva. Per quanto riguarda la sola Borsa di Milano l'aumento per i quattro indici nel periodo che va dal 28 febbraio al 5 aprile è stato: indice generale 2,2%, Mib30 1,6%, Mibtel 2,4% e S&P/Mib 1,1%.
L'andamento positivo della nostra Borsa non ha tuttavia riguardato in eguale misura i diversi settori di attività delle imprese quotate. L'ottimo incremento nei dodici mesi dell'indice generale (+19,2), è la media fra i brillanti risultati dei finanziari (+30,3) e degli industriali (+28,2), che mostrano un andamento altrettanto sostenuto nell'ultimo quadrimestre (+17,2 e +10,1 rispettivamente), mentre l'indice delle quotazioni delle società di servizi mostra, sulla distanza di un anno, un calo del 5%, sia pure compensato da un andamento positivo negli ultimi quattro mesi (+6%).
A livello dei singoli settori brillano, sulla distanza dell'anno, «Servizi finanziari» con +82,2%, seguiti da «Impianti e macchine» (+80%) subito seguiti dal settore «Auto» (+67,6) e questa è sicuramente una buona notizia anche se le azioni delle società costruttrici di autoveicoli sono ancora molto al di sotto dei livelli del 2000 (-47,9).
La buona salute della Borsa di Milano è dimostrata dal numero dei titoli trattati e dalle somme movimentate: a fine marzo 2006 si è giunti a poco meno di un miliardo di titoli trattati giornalmente per un controvalore di 4 miliardi e 298 milioni di euro (nel novembre 1999, al culmine della stagione di prezzi ascendenti, non si arrivava agli 800.000 titoli trattati ed il controvalore era di poco superiore ai 2 miliardi di euro). I valori delle capitalizzazioni (calcolate al valore delle quotazioni complessive) dei titoli della Borsa milanese mostrano, in parallelo, una contrazione in tre anni, dal novembre 1999 ad oggi, mediamente del 28%.
Borsa finanziaria
Se nei quattro mesi gli indici delle principali Borse mondiali, presi in considerazione nell'analisi dell'Eurispes, vedono anche aumenti non entusiasmanti come il +2,9% del Dow Jones ed il +3,3% del Nasdaq di New York, gli indici delle Borse europee invece mostrano tutte progressi consistenti e tendenzialmente superiori a quelli dei mesi precedenti, andando da un minimo del +8,8% di Londra al +14% di Francoforte e trascinando verso l'alto anche il Nikkei: nell'anno, l'incremento dell'indice della piazza nipponica è stato straordinario (+44%). In Europa la star è stata Francoforte, con un aumento dell'indice generale del 36%, che dimostra la capacità di quel paese di indirizzare il risparmio verso il finanziamento delle imprese. Nell'arco di dodici mesi la Borsa italiana, che pure ha mostrato un andamento molto soddisfacente, si è comunque dimostrata la meno generosa fra le piazze europee ed asiatiche, essendo superata oltre che da Tokio, Francoforte e Parigi, anche da Londra e Hong Kong.

La preferenza per la liquidità che aveva spinto molti operatori a trattenere le disponibilità in forma liquida (come dimostrato in Italia dalla crescita dei depositi a vista negli ultimi quattro anni) o a indirizzarle verso raid e speculazioni immobiliari, sembra perdere forza e pare che i mercati si muovano verso la ricostituzione dell'equilibrio fra massa di risparmio disponibile e impieghi finanziari. L'aumento dei tassi di interesse, la prospettiva di una politica finanziaria meno disinvolta da parte del Tesoro, la spinta che può provenire dalla crescita della Germania possono far prevedere una ulteriore tenuta della Borsa italiana con crescita non dissimile da quella sperimentata negli ultimi mesi.
L'accoglienza riservata dal mercato alle società che si sono quotate nel 2005 e nel 2006 è stata nel complesso positiva: su dodici new entry solo due società, la Eurofly e la Marr, mostrano a fine marzo un andamento negativo (-5,3 e -4,4%, rispettivamente) e sono anche due fra le società con il minor volume di capitalizzazione. Buone le performance di Toro (+15,2% in undici mesi) di Guala Closures (+16,1, in cinque mesi), di Save (+20,8%, in dieci mesi), di Eurotech (+30,6, in quattro mesi) e di Bancaitalease (+43,6 in dieci mesi).
Isolando alcune delle aziende guida del panorama azionario italiano, i titoli che sono cresciuti nel corso degli ultimi quattro anni fra quelli scelti dall'Eurispes, solo nove: Autostrade, Banco Bilbao, Enel, Eni, Generali, Luxottica, Monte Paschi, Saipem e, incredibile ma vero, Parmalat. L'incremento più consistente è stato messo a punto dall'Eni, le cui azioni hanno visto quadruplicare il proprio valore in cinque anni.

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