Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 11:48

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Le vittime, quelle violenze nell'oratorio

POMEZIA (ROMA) - Anni e anni con un segreto terribile e troppo grande per dei ragazzini. Poi il coraggio di dirlo, «alle autorità ecclesiastiche prima, alla polizia poi». Il coraggio di raccontare «quelle violenze nell'oratorio, nelle stanze della parrocchia, in casa di Don Marco». Oggi per Francesco, Silvio, Luigi (i nomi sono di fantasia), tre vittime degli abusi di Don Marco, è «il giorno della liberazione», spiegano. Ora sono davanti a quella parrocchia, scenario della loro adolescenza e delle violenze, e si vede che sono nervosi: non riescono a stare fermi e vanno avanti e indietro tra la chiesa, l'oratorio, la canonica, filmando tutto ciò che accade.
E quella telecamera, che riprende il «giorno della nostra liberazione», non la mollano mai. Perchè , dicono, «contro don Marco vogliamo prenderci la rivincita».
Francesco, Silvio e Luigi, dimostrano circa 20 anni, uno moro e bassino continua a fumare, l'altro alto e slanciato non lascia un attimo la sua telecamerina, il terzo alto, biondo, occhi chiari, è quello che parla. Ma avverte: «Diremo meglio cosa avveniva dopo che avremo fatto il confronto. Dobbiamo andare anche noi in Questura a Roma per essere interrogati e per ora preferiamo non dare molti dettagli».

Però poi parlano, perchè la voglia di sfogarsi è forte.
E gli altri giovani che sono vicini, li confortano. Una ragazza li bacia e dice: «Siete stati forti! Bravi, oggi è un giorno importante, avete fatto bene».
«Non siamo solo noi ad aver denunciato questa situazione - dicono i tre giovani - dovremmo essere almeno 30 ragazzi fra Torvaianica, Pomezia e Roma. «Sono fatti avvenuti in periodi diversi - rispondono - diciamo che i giovani coinvolti, all'epoca potevano avere fra i 10 e i 16 anni. Le violenze avvenivano nell'oratorio, nelle sale della parrocchia e nella casa del sacerdote». «In un primo momento noi volevamo risolvere la situazione solo segnalandola a livello ecclesiastico. Ci siamo rivolti al vescovo di Albano che allora era monsignor Vallini. Ma - prosegue uno di loro - rispose che erano solo chiacchiere. Poi però fu avviato un processo da parte delle autorità ecclesiastiche». «Poi abbiamo presentato una denuncia alla IV sezione della Questura di Roma», concludono prima di seguire le auto della polizia alla volta della Questura di Roma.

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