Lunedì 17 Dicembre 2018 | 07:19

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Storace: contro di me i Servizi e un politico

ROMA - Spera che tutto sia chiarito prima del voto del 9 aprile. Dice di essere rimasto «a bocca aperta» quando oggi ha saputo dalle agenzie di essere indagato dalla Procura di Roma. Lamenta questa «scorrettezza» della magistratura e dice anche la sua sull'intera vicenda, sull'indagine relativa al presunto spionaggio politico, ai danni di Piero Marrazzo e Alessandra Mussolini, che lo vede coinvolto. Fatti risalenti alla campagna elettorale per le regionali del Lazio dello scorso anno. Francesco Storace lo fa durante la puntata di Matrix che va in onda questa sera su Canale 5, con un'appendice al termine della trasmissione.
Negli studi, incalzato da Enrico Mentana, parla di una «manovra dei servizi» dietro tutta la vicenda. «Un'idea fissa» che lo accompagna da tempo, insieme ad un'altra. Quella che dietro ci sia «un esponente politico» non sa se con il ruolo di manovratore. Di una cosa però Storace è certo, di essere «innocente» come pure i suoi collaboratori, a partire dall'ex portavoce Niccolò Accame, «una pasta di ragazzo», ha detto.

La notizia che la magistratura romana indaga su di lui, per Storace è «inaspettata e grave». «Mi sono dimesso da ministro perchè per me l'onore vale più di una poltrona - ribadisce - e non volevo trascinare governo e partito in polemiche». «E ora - aggiunge l'ex ministro sempre a Matrix - vengo avvisato attraverso le agenzie di stampa. Una scorrettezza della magistratura. Bisogna imparare le regole del gioco. E' una vergogna». Per l'ex presidente della Regione Lazio ci sono «fatti curiosi» come quello che sulle elezioni regionali indaga la Procura di Milano mentre la Procura di Roma lo aveva già fatto.
Tra le cose che non tornano a Storace c'è il fatto che gli arresti sono stati effettuati a Milano solo l'8 marzo quando erano stati chiesti a metà ottobre. «La motivazione - osserva - è che il gip era incinta e a Milano non c'erano giudici». E così come l'udienza del gip a Roma sulla vicenda Laziomatica è fissata per il prossimo 25 maggio «a tre giorni dalle elezioni comunali». Incalzato da Mentana sul fatto che ci potesse essere una manovra, Storace parla di «servizi segreti». «Io ho fatto politica in modo durissimo ma leale. In campagna elettorale durante le regionali dello scorso anno facevo comizi, non colpi di Stato».
Terminata la registrazione di Matrix, rispondendo ai giornalisti, il dirigente di An parla anche di un esponente politico «dietro tutta la vicenda». Non farà il suo nome ai magistrati ma non sa neanche se andrà da loro. «Mi venissero a cercare - conclude Storace - io ho da fare una campagna elettorale, la farò a piede libero sperando che l'intera vicenda si chiarisca prima del 9 aprile. Io non sono parlamentare, non ho l'immunità. Vediamo se mi ci fanno arrivare ad esserlo».
Elisabetta Rosati

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