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Il dolore dei compagni di una delle giovani vittime

DECOLLATURA (CATANZARO) - Non si è fatta scuola stamattina nel liceo scientifico Luigi Costanzo di Decollatura, dove Maria Pane, la ragazza diciottenne uccisa ieri a Caraffa insieme al padre, alla madre e al fratello maggiore, frequentava la quarta classe. Troppo sconvolti i compagni per quanto è accaduto ieri a Caraffa.
Dopo essere arrivati a scuola, i ragazzi sono entrati in classe e hanno deciso, tutti insieme, di non fare lezione. Decisione presa di comune accordo col preside, Nicola Comerci.
Sul banco di Maria i ragazzi hanno lasciato dei fiori. Altri hanno scritto dei messaggi rivolti alla ragazza, che sono stati lasciati sul banco. «Ti vogliamo bene», è scritto su uno e su un altro «Il tuo sorriso ci illuminerà per sempre». Un lungo messaggio dice: «Cara Maria non ci sono parole per descrivere quello che ti è successo. Improvvisamente te ne sei andata. In questa tiepida giornata primaverile, il tuo banco è vuoto e la tua risata non c' è più. E' impossibile descrivere in poche righe la persona che eri, semplice, solare e sorridente in ogni situazione, ma anche forte, capace di coltivare progetti e sogni importanti e di manifestare solidarietà e impegno nella vita quotidiana. Noi ti vogliamo bene - conclude il messaggio - e ti porteremo per sempre con noi, nei nostri sguardi e nei nostri cuori».
Poco dopo l'ingresso dei ragazzi è arrivato in classe il preside Comerci, che ha rivolto agli studenti parole di incoraggiamento. «Il ricordo di Maria - ha detto il preside - resterà per sempre con noi. Dobbiamo farci tutti forza avendo fede nel Signore e nella sua volontà».
Gli insegnanti del Liceo, anche dopo l'uscita dei ragazzi, sono rimasti a scuola a riflettere su quanto è accaduto. «Non riusciamo a darci una spiegazione - ha detto uno dei professori - La famiglia di Maria era perbene e non aveva mai avuto problemi, nè suscitato pettegolezzi di alcun tipo. Quanto accaduto è terribile».
Gli insegnanti hanno anche riferito che la madre di Maria veniva regolarmente a scuola per informarsi sul rendimento della figlia. «Anche lei - ha detto una professoressa -, come la figlia, era una persona sempre sorridente e anche molto intelligente. La loro mancanza ci peserà molto».
Ezio De Domenico

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