George W. Bush sferra attacco frontale contro il governo bielorusso di Alexander Lukashenko: «Sono grato a coloro che lottano nell'oscurità per far ritornare la libertà in Bielorussia»
WASHINGTON - Durissima presa di posizione di George W. Bush contro il regime bielorusso di Alexander Lukashenko, all'indomani del blitz con cui le forze di sicurezza avevano costretto a forza gli oppositori a porre fine al presidio nel centro della capitale, Minsk, arrestandone diverse centinaia. Il presidente americano ha esortato l'intera comunità internazionale a «unirsi agli Stati Uniti nel condannare ogni forma di abuso, e nel reclamare che le autorità della Bielorussia rispettino i diritti dei loro stessi concittadini di esprimersi pacificamente». Bush nella nota si rivolge poi a coloro che contestano la vittoria di Lukashenko, ufficialmente plebiscitaria, nelle presidenziali che domenica scorsa lo avrebbero confermato in carica: «Sono grato a coloro che lottano nell'oscurità per far ritornare la libertà in Bielorussia», scrive il capo della Casa Bianca. «Il pensiero della nostra Nazione va a chi è stato maltrattato, arrestato, incarcerato e picchiato per il proprio impegno».
«Gli Stati Uniti continueranno a ergersi al fianco del popolo bielorusso, e di tutti quelli che stanno attivandosi per aiutare quel Paese a prendere il posto che gli spetta nella comunità delle democrazie», prosegue nel comunicato Bush.
Ieri il capo portavoce della Casa Bianca, Scott McClellan, nell'elogiare la decisione del Consiglio dell'Unione Europea di varare sanzioni a carico di Lukashenko e degli altri membri della nomenklatura della Repubblica ex sovietica, aveva annunciato l'imminente adozione «mirata» anche da parte di Washington di «iniziative parallele»: vale a dire di sanzioni finanziarie, come il congelamento dei beni, e di restrizioni agli spostamenti nei confronti dei medesimi personaggi; McClellan aveva inoltre sollecitato «il rilascio senza indugio» di tutti i manifestanti tratti in arresto per aver contestato l'esito delle elezioni, giudicate viziate da gravi brogli e irregolarità anche dagli osservatori indipendenti.
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