Sabato 15 Dicembre 2018 | 13:17

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Il Concistoro, il Senato della Chiesa cattolica

CardinaliCdV - «Il clima penitenziale della Quaresima lascia spazio alla festa: oggi, infatti, il Collegio dei Cardinali si arricchisce di quindici nuovi membri». Bendetto XVI ha salutato cosi i nuovi e vecchi cardinali (oltre 170 i presenti) che sono sul Sagrato della Basilica di San Pietro per il primo Concistoro pubblico del Pontificato, in piazza 30 mila fedeli). «Nel corso dei secoli - ha ricordato il Papa - molte cose sono mutate per quanto concerne il Collegio cardinalizio, ma non sono cambiate la sostanza e la natura essenziale di questo importante organismo ecclesiale: le sue antiche radici, il suo sviluppo storico e l'odierna sua composizione ne fanno veramente una sorta di Senato, chiamato a cooperare strettamente con il Successore di Pietro nell'adempimento dei compiti connessi con l'universale suo ministero apostolico».
Un senato che raccoglie «gli anziani» della Chiesa. Il cardinale, infatti, ha spiegato Ratzinger che del Collegio è stato a lungo decano prima dell'elezione del 19 aprile al Pontificato, «per l'esperienza accumulata negli anni e per le prove affrontate e superate, deve essere particolarmente sintonizzato con l'intimo dinamismo del mistero pasquale».
«Quante volte - ha detto ancora il Papa - cari fratelli che tra poco riceverete la dignità cardinalizia, avete trovato in queste parole motivo di meditazione e di spirituale stimolo a seguire le orme del Signore crocifisso e risorto. Esse avranno un'ulteriore e impegnativa conferma in ciò che la nuova responsabilità esigerà da voi. Più strettamente legati al Successore di Pietro, sarete chiamati a collaborare con lui nell'adempimento del suo peculiare servizio ecclesiale, e ciò significherà per voi una più intensa partecipazione al mistero della Croce nella condivisione delle sofferenze di Cristo. Questo - ha scandito - vi consentirà di attingere più abbondantemente alle sorgenti della grazia e di diffonderne intorno a voi più efficacemente i frutti benefici».

Il Papa si è poi rivolto direttamente ai cardinali William Joseph Levada, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Franc Rodè, prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, Agostino Vallini, prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, Jorge Liberato Urosa Savino, arcivescovo di Caracas, Gaudencio B. Rosales, arcivescovo di Manila, Jean-Pierre Ricard, arcivescovo di Bordeaux, Antonio Canizares Llovera, arcivescovo di Toledo, Nicolas Cheong-Jin-Suk, arcivescovo di Seoul, Sean Patrick O'Malley, arcivescovo di Boston, Stanislaw Dziwisz, arcivescovo di Cracovia, Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna e Joseph Zen Ze-Kiun, vescovo di Hong Kong, Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, arciprete della Basilica di S.Paolo fuori le Mura, Peter Poreku Dery, arcivescovo emerito di Tamale (Ghana) e Albert Vanhoye, già rettore del Pontificio Istituto Biblico e Segretario della Pontificia Commissione Biblica.
«Conto su di voi, venerati Fratelli, conto sull'intero Collegio di cui entrate a far parte, per annunciare al mondo che 'Deus caritas est', e per farlo anzitutto mediante la testimonianza di sincera comunione tra i cristiani», ha detto citando loro la sua prima enciclica.
«Conto su di voi - ha insistito - per far sì che il principio della carità possa irradiarsi e riesca a vivificare la Chiesa in ogni grado della sua gerarchia, in ogni Comunità e Istituto religioso, in ogni iniziativa spirituale, apostolica e di animazione sociale. Conto su di voi affinchè il comune sforzo di fissare lo sguardo sul Cuore aperto di Cristo renda più sicuro e spedito il cammino verso la piena unità dei cristiani. Conto su di voi perchè, grazie all'attenta valorizzazione dei piccoli e dei poveri, la Chiesa offra al mondo in modo incisivo l'annuncio e la sfida della civiltà dell'amore. Tutto questo mi piace vedere simboleggiato nella porpora di cui siete insigniti. Che essa sia veramente simbolo dell'ardente amore cristiano che traspare dalla vostra esistenza».
«La porpora che indossate - ha concluso - sia sempre espressione della caritas Christi, stimolandovi ad un amore appassionato per Cristo, per la sua Chiesa e per l'umanità.
Avete ora un ulteriore motivo per cercare di rivivere gli stessi sentimenti che spinsero il Figlio di Dio fatto uomo a versare il suo sangue in espiazione dei peccati dell'intera umanità».

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