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Professori universitari, cambiano le regole

ROMA - I nuovi professori universitari andranno in cattedra con nuove regole. «Più rigorose e trasparenti» assicura il ministro Moratti che oggi, con l'ok definitivo dato dal consiglio dei ministri al decreto sul reclutamento dei docenti, ha messo a posto l'ultimo tassello della delega in materia attribuita al Governo.
Il provvedimento approvato oggi fissa alcuni paletti che rivoluzionano l'attuale sistema di arruolamento. Innanzitutto, viene individuata l'idoneità scientifica nazionale come requisito necessario per poter partecipare al reclutamento dei professori, specificando però che l'idoneità, di per sè, non comporta diritto all'accesso al ruolo. Il ministro bandisce ogni anno, con un suo decreto (che dovrà essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale entro il 30 giugno), le procedure per il conseguimento dell'idoneità (in sostanza i concorsi nazionali), per ciascun settore e distintamente per le fasce dei professori ordinari e dei professori associati. Viene poi fatta una distinzione tra professori ordinari e professori associati facendo riferimento, rispettivamente, alla «piena maturità scientifica» per i primi e alla «maturità scientifica» per i secondi. E' quindi stabilita una durata di 4 anni dal conseguimento della idoneità scientifica ai fini della partecipazione alle procedure di reclutamento.
Le Università indicheranno il fabbisogno di professori per ciascuna fascia e per ciascun settore, per cui si garantisce la copertura finanziaria, con relativa comunicazione al ministero entro il 31 marzo di ogni anno. Il fabbisogno indicato dalle università avrà un incremento pari a una quota fino al 40% di tale fabbisogno (quota indicata dal Ministro nel bando di concorso, previa consultazione della Crui e del Cun).
In assenza di specifiche richieste da parte delle università, deve comunque essere bandito ogni 5 anni un posto per ciascun settore e ciascuna fascia.
Nei giudizi di idoneità per i professori ordinari viene riservata una quota pari al 25% del contingente risultante dal fabbisogno indicato dalle università ai professori associati con un'anzianità di servizio nella stessa fascia non inferiore a 15 anni, compreso il servizio prestato come professore associato non confermato, maturata nell'insegnamento di materie ricomprese nel settore oggetto del bando o in settori affini.
Per quanto riguarda la formazione delle commissioni di valutazione, sarà costituita, per ciascun settore e per ciascuna fascia, una lista di 15 commissari nazionali scelti mediante elezioni da parte del corpo docente appartenente al medesimo settore per cui si procede. I cinque componenti definitivi di ciascuna commissione saranno poi sorteggiati all'interno delle corrispondenti liste di commissari nazionali.
Le sedi in cui si svolgeranno le procedure per il conseguimento dell'idoneità scientifica nazionale, saranno sorteggiate entro una lista di università definita dal Ministero su proposta della Crui e aggiornata ogni tre anni.
Il decreto fissa anche la disciplina relativa ai lavori delle commissioni di valutazione, le modalità di accesso alla lista delle domande, l'elenco delle produzioni scientifiche e i titoli inerenti il concorso, i criteri che le commissioni devono tenere in considerazione della valutazione dei candidati, i tempi di conclusione dei lavori. Al termine degli stessi, la commissione, previa valutazione comparativa, con deliberazione assunta a maggioranza dei componenti, indica i candidati ritenuti meritevoli dell'idoneità scientifica nazionale nei limiti numerici fissati dal bando.
Nelle prime due tornate dei giudizi di idoneità per i professori ordinari e nelle prime quattro per i professori associati, la quota di incremento sul fabbisogno indicato dalle università (che secondo la normativa a regime prevista non può superare il 40% del fabbisogno) è pari, invece al 100%. Per le prime quattro tornate dei giudizi di idoneità per i professori associati, è prevista, infine, una riserva pari al 15% della quota di incremento del 100%, rivolta a determinate categorie di professori, assistenti e ricercatori, specificamente indicati e una ulteriore quota dell'1% riservata ai tecnici laureati.

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