Giovedì 13 Dicembre 2018 | 09:05

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Bollettino economico di Bankitalia - L'Unione attacca: l'Italia arranca, il premier ha mentito

ROMA - L'Italia arranca e i problemi strutturali si sono aggravati, non c'è nessuna ripresa economica alla faccia dei dati positivi rilanciati da Silvio Berlusconi anche nel corso del duello televisivo con Romano Prodi. L'Unione attacca così il governo e la politica economica di questi anni dopo la fotografia scattata oggi dalla Banca d'Italia con il bollettino economico che parla di un'economia in ripresa ma senza sprint con un debito pubblico che è tornato a salire dopo 11 anni.
Per Pierluigi Bersani, responsabile programma della segreteria nazionale dei Ds, «i dati di Bankitalia ci dicono ancora una volta che abbiamo problemi strutturali e che questi problemi si sono pesantemente aggravati negli ultimi anni».
Paolo Giaretta (Margherita) sostiene che «Berlusconi ha mentito a 16 milioni di italiani» e che «l'economia italiana è strozzata dalle pessime politiche economiche di cinque anni di governo Berlusconi. Bankitalia - spiega - oggi non fa che confermare quel che già sapevamo da tempo e che, appena 15 giorni fa, aveva rilevato anche l'Istat» e cioè che «il debito è ritornato a crescere per la prima volta dopo oltre 10 anni, la produzione industriale è in ristagno, il 50% Dei giovani che ha trovato un'occupazione nel 2005 è precario, l'indebitamento delle famiglie italiane è aumentato in modo preoccupante. Non un solo dato - osserva - coincide con quelli esposti appena due sere fa dal presidente del Consiglio».
«Allarmanti i dati del bollettino economico di Bankitalia che parlano di un Paese che arranca e fatica a crescere» commenta il responsabile Mezzogiorno della Margherita, Riccardo Villari, per il quale l'immagine che viene fuori dal bollettino di Bankitalia è quella di un'Italia «relegata ai margini della crescita economica, costretto a fare il fanalino di coda rispetto agli altri Paesi europei».
Francesco Borgomeo, responsabile economico dei Popolari-Udeur, sostiene che «il buco nei conti pubblici provocato dal governo è una pesante eredità che tutti gli italiani sono destinati a pagare. Una zavorra che rischia di frenare la crescita e che rischia di limitare gli investimenti per rilanciare davvero questo Paese. Al prossima 'faccia a faccià - prosegue - i giornalisti portino con sè il bollettino di Bankitalia e ne traggano spunto per fare le domande».
Per Pino Sgobio (Pdci) se «persino la Banca centrale vede nero, siamo al fallimento totale di un governo che è rimasto il solo a descrivere una realtà che non esiste». Natale Ripamonti (Verdi) concorda: «La politica economica della coppia Berlusconi-Tremonti è stata un vero disastro». E i dati di Bankitalia danno «uno spaccato molto grave del Paese reale, molto distante dalle fantasiose enunciazioni del presidente Berlusconi. Il ministro Tremonti - conclude Ripamonti - anzichè pavoneggiarsi per il via libera sulla manovra finanziaria, deciso dalla commissione europea, dovrebbe spiegare agli italiani come mai si è arrivati a questa situazione e cosa fare da subito per ridurre il debito pubblico».

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