Martedì 11 Dicembre 2018 | 16:52

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Sfida Tv - Berlusconi: mi hanno «ingabbiato»

ROMA - «Mi hanno ingabbiato, avevo bisogno del contraddittorio». A Silvio Berlusconi non vanno proprio giù le regole di ingaggio imposte per il confronto televisivo con il suo avversario Romano Prodi. E, dopo la delusione di ieri, sta cominciando a studiare la nuova strategia d'attacco in vista del prossimo duello tv del tre aprile. Il premier, questa mattina, dopo una attenta lettura dei giornali, insieme ai suoi più stretti collaboratori ha fatto il punto della situazione, una prima analisi di quanto accaduto ieri, confermando le impressioni a caldo della notte scorsa sull'esito del duello: «Non è andata male. Sui contenuti non c'è stata storia con il professore». Resta sempre il fatto che il faccia a faccia in uno studio asettico, freddo, in cui i due contendenti si devono concentrare più sulle lancette del contasecondi che su altro, non consente di spiegare «come si deve» dati, cifre e programmi. Una situazione che in ambienti di Forza Italia viene letta in questo modo: in questo primo match non si è perso, ma neanche si è guadagnato qualcosa. «Un vero peccato», perchè è stata buttata al vento un'occasione. Da qui la necessità di rimodulare la strategia di approccio. Una necessità che lo stesso presidente del Consiglio ha valutato inevitabile già subito dopo il botta e risposta con Prodi. «Le regole sono queste e non si toccano». «Non è vero che sono insofferente alle regole, sono tutte falsità come quelle che ho sentito dire ieri dal professore», ha chiarito oggi, conversando con i giornalisti a Palazzo Chigi, confermando però la nuova linea di condotta che si dovrebbe basare più sulla illustrazione del programma, «del futuro», che delle cose fatte.
Berlusconi non risponde direttamente, almeno ufficialmente, ai suoi alleati Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini, che oggi hanno espresso più di una critica alla conduzione del faccia a faccia di ieri. Ma fa capire di aver già deciso di voler superare l'impostazione del «dibattito sul passato» che proprio il presidente della Camera gli ha rimproverato con forza. Avanti allora con i «progetti e le cose da fare», tenendo conto che i tempi contingentati costringono il premier ed il suo staff ad una piccola rivoluzione nel modo di definire la comunicazione, con l'obiettivo di trasmettere un messaggio chiaro e il più completo possibile agli italiani entro i tempi, «strettissimi», fissati per ogni risposta.
Intanto il Cavaliere torna ad attaccare il suo competitor, Romano Prodi, non solo per le «falsità» dette ieri sera in tv. Ma anche per togliersi qualche sassolino dalla scarpa, ricordando i giudizi non proprio lusinghieri del leader dell'Unione sul suo modo di condurre la politica estera, solo con le «pacche sulle spalle». «Diciamo che è sempre meglio per l'Italia saper suscitare simpatia piuttosto che presentarsi ad ogni riunione internazionale con quell'aria perennemente afflitta da bulldog esausto», dice il presidente del Consiglio respingendo al mittente i sondaggi che lo danno «perdente» nel confronto di ieri sera. E garantendo: «Sarò ancora io a governare per altri cinque anni».

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