Lunedì 10 Dicembre 2018 | 01:47

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Berlusconi-Prodi, parola per parola

Prodi, BerlusconiFISCO.
PRODI. Per tagliare il cuneo fiscale, non si aumenteranno le imposte indirette. L'ora di lavoro è gravata da un'imposta del 32,5%, questo danneggia moltissimo la concorrenza delle imprese. Per reggere dobbiamo abbassare il costo lavoro, dando una spinta al sistema produttivo. Abbiamo fatto tutti i calcoli, di cinque punti lo possiamo abbassare. In Italia siamo devastati dal lavoro precario, che costa molto meno di imposte del lavoro a tempo indeterminato. Dobbiamo aumentare il costo del lavoro precario, diminuire il costo dell'ora lavorata, fare in modo che non convenga assumere lavoratori precari. Non possiamo avere un sistema in cui costa meno prendere un ragazzo tenerlo due mesi, poi licenziarlo, poi riprenderlo, che non assumerlo a tempo indeterminato. L'evasione fiscale è uno dei tarli del nostro paese, non è retorica. Quando sono stato al governo,senza variare minimamente il tasso delle imposte, arrivavano sempre più soldi. Perchè la gente aveva capito che noi le imposte le facevamo pagare a tutti. Eravamo seri. Gli italiani, quando c'è una giustizia distributiva, non sfuggono a questo obbligo. Dobbiamo far capire che è necessario ripristinare un'etica del dovere per tutti i cittadini.
BERLUSCONI. Prendo atto che il signor Prodi adesso ha a cuore la riduzione del costo del lavoro, ma proprio durante il suo governo il suo ministro Visco fece approvare l'imposta che abbiamo chiamato imposta rapina, l'Irap, che colpisce il lavoro delle aziende ed è assolutamente negativa. Il nostro è l'unico Paese che ce l'ha in Europa. Le tasse noi le abbiamo ridotte alle famiglie meno agiate. Sono oggi 10 milioni in più i contribuenti che non devono fare la dichiarazione dei redditi, ne avevamo trovati 2,5 milioni. Ma sono l'80% i contribuenti che pagano qualcosa di meno. Per quanto riguarda il progetto dell'Unione di ridurre di 5 punti il cuneo fiscale, intanto il professor Prodi è stato smentito da Fassino. Lui ha detto 'lo farò nei primi 100 giornì, Fassino dice 'lo faremo in 5 annì. I sindacati sono contrari. Perchè 3 punti possono essere ridotti perchè sono oneri vari che attengono a destinazioni diverse, mentre i successivi due punti dovrebbero intaccare i contributi pensionistici. Ne deriva che, se si dovesse andare a ridurre di ulteriori due punti oltre i tre, si sarebbero ridotte le pensioni in futuro. Immagino che la risposta possa essere l'aumento dei contributi ai lavoratori autonomi. Non credo si possa fare perchè artigiani, commercianti, professionisti chiederebbero pensioni più alte. Per quanto riguarda invece l'evasione fiscale, noi abbiamo messo in atto strumenti concreti perchè si abbia meno evasione.
PRODI. L'Irap è un'imposta che ne ha sostituite sette e che costituisce la base per finanziare la salute. E' un'imposta estremamente importante, non è stata dichiarata illegittima, sarà giudicata dalla Corte. Il governo non l'ha affatto abolita, la tiene anche nel programma futuro. Se fosse stata imposta così disgraziata, il governo l'avrebbe cambiata visto che ha avuto 5 anni in cui ha fatto tutto quello che ha voluto. Sia chiaro che il cuneo fiscale lo ridurremo di 5 punti nel primo anno, lo confermo: nessuna pensione sarà intaccata. Anzi, è nostro preciso impegno assicurare alle persone meno abbienti che il loro potere d'acquisto sarà preservato qualsiasi sia il futuro del nostro Paese.
BERLUSCONI. Il Professore Prodi non sa che la commissione europea di Giustizia ha bocciato l'Irap proprio oggi, non l'ha ritenuta congrua, quindi la dovremo sostituire con altre imposte. Non siamo intervenuti sull'Irap perchè la Confindustria ha preferito che incidessimo sul cuneo fiscale. In più penso sia molto difficile per il professore Prodi dire 'do un'assicurazionè quando Fassino, il leader del partito più importante della sua coalizione, dice 'no, la ridurremo in 5 annì. Devo constatare che il professor Prodi certe volte dà delle assicurazioni, ma ha dietro di sè una coalizione non solo rissosa al suo interno, ma che usa l'immagine del professor Prodi come front man, cioè come facciata, perchè non ha tra i leader dei partiti più importanti personalità presentabili perchè derivano dal comunismo. Non credo abbia l'autorità di dire 'questa cosa la faccio in 100 giornì, quando il leader del partito più importante dice che lo farà in 5 anni.

SULL'EURO.
BERLUSCONI. L'incursione dell'euro nei bilanci familiari ha prodotto un aumento dei prezzi in tutta Europa. L'euro, secondo noi, è stato introdotto con troppa fretta, senza le necessarie precauzioni, cioè senza tenere le altre monete in corso per un certo tempo. Ancora oggi il 90% degli italiani ragiona in lire. Il governo si è trovato di fronte a una decisione non sua e ha reagito con i mezzi di un governo liberale in una libera economia di mercato: è intervenuto sui grandi gruppi di distribuzione, che rappresentano solo il 30% in Italia, ed è riuscito a trovare un accordo per cui il cambio fu fatto usando la calcolatrice. Purtroppo il 70% degli altri esercizi commerciali è costituito da piccoli o medi esercenti con i quali non è stato possibile fare accordi. Il governo ha puntato tutto sul contenimento dell'inflazione e ci è riuscito. L'anno scorso l'inflazione si è fermata all'1,9%, un livello storicamente molto basso. Poi ha dato una mano alle famiglie più disagiate, soprattutto agli anziani. Ha aumentato le pensioni a un milione 851 mila pensionati, a cui le porterà prossimamente a 800 euro. Ha aumentato ai dipendenti pubblici lo stipendio al di là dell'inflazione.
Il governo ha creato molti posti di lavoro: sono 22 milioni 600mila gli italiani, è un record storico anche questo, che oggi sono al lavoro. Questa è la politica sociale più importante che si può fare. Infine, è intervenuto anche con i suoi poteri di controllo. Tutte le volte che ci sono state denunce, la Guardia di Finanza è intervenuta. Di più un governo in un libero mercato non può fare, nemmeno le dittature sono mai riuscite a controllare i prezzi.
PRODI. Non è vero che gli altri paesi abbiano avuto degli sbalzi di prezzo come i nostri. Non è vero che siano rimasti inattivi come l'Italia. Noi avevamo una commissione centrale che Ciampi ed io avevamo costituito con il nostro governo, le commissioni provinciali. Non sono mai state convocate. Non si è fatto nulla, nemmeno per avere il doppio prezzo nei cartellini per lungo tempo. Faccio un esempio molto semplice: Bolzano e Innsbruk, due città uguali, in Austria e in Italia, entrambe hanno avuto l'euro. Prima dell'introduzione dell'euro, su 72 beni di consumo generale solo 18 costavano più a Bolzano che a Innsbruk e la gente veniva a far spesa in Italia. Adesso la metà costa più a Bolzano che a Innsbruk. Come mai in Austria non c'è stata una lievitazione dei prezzi e in Italia sì? Come mai comportamenti così diversi? Questa è una domanda a cui il governo deve rispondere perchè gli italiani sanno benissimo di chi è la responsabilità e non si può sfuggire a una cosa così evidente. Il presidente del Consiglio poi ha insistito che si doveva cambiare a 1.500 lire per euro. Non so come possa dire una roba del genere, quando tutti spingevano perchè si potesse arrivare a un cambio a 2000 lire, conveniente per esportare. A 1.500 lire tutto il sistema italiano sarebbe fallito. Quando siamo riusciti ad arrivare a questo obiettivo è stato un vero trionfo, tra l'altro lodato anche dal ministro Tremonti, come un risultato forte. Ora ci si deve spiegare perchè quando l'euro è entrato era un trionfo e dopo qualche anno è diventato un problema. I problemi li ha creati il governo.
BERLUSCONI. Non posso che sorridere davanti a questa tesi bislacca. In che modo il governo sarebbe intervenuto per far aumentare i prezzi? La verità è che quelle commissioni individuate da Prodi non avevano nessun potere di intervento sul mercato. Erano ancora una volta commissioni dove mandare i loro amici, le loro clientele, secondo la concezione della sinistra che inventa sempre entità in più. Nel programma che ho letto, con molta fatica, dell'Unione ci sono 45 entità in più, tutte con una pletora di addetti che fanno aumentare i costi dello Stato. Poi ci si lamenta che con la sinistra sia garantito l'aumento della pressione fiscale. Avevano individuato, come al solito quando non sanno come risolvere un problema, delle commissioni che non avevano alcun potere. Non è vero poi che a Parigi o altrove i prezzi erano superiori a quelli italiani, ci sono stato personalmente e assicuro che è una frottola.
Prodi, Berlusconi
ANCORA CUNEO FISCALE.
PRODI. I cittadini sono scottati perchè si aspettavano riduzioni fiscali che non sono venute. In questo caso le riduzioni invece vengono. C'è una modulazione del costo del lavoro tra stabile e precario. C'è anche il discorso chiaro delle rendite finanziarie, che trova l'accordo di tutti. Siamo reduci da un'estate in cui abbiamo avuto plusvalenze incredibili che non sono state tassate dal governo Berlusconi. In terzo luogo, la lotta all'evasione fiscale, che è un discorso serio, non ridicolo. In questi anni abbiamo avuto livelli di evasione impressionanti perchè gli introiti dello Stato non sono aumentati nonostante l'enorme quantità di condoni che avrebbero dovuto portare il risanamento delle finanze dello Stato e hanno portato irregolarità al sistema tributario. La somma condoni più imposte non è arrivata nemmeno a coprire quello che si prevedeva che sarebbe venuto per le imposte e abbiamo un bilancio dello Stato in una situazione assolutamente disastrosa. Non troveremo mai i soldi per ridurre il cuneo fiscale se la spesa pubblica continuerà a crescere senza controllo come in questi anni, del 2,5%. Ma un Paese decente controlla la spesa pubblica come si propone di fare.
BERLUSCONI. Devo rispondere all'affermazione di Prodi sui conti disastrati. Il Professore non sa probabilmente che l'Ecofin oggi ha approvato i nostri conti del 2006, con un deficit di 4,1%, con in particolare un apprezzamento del presidente dell'Ecofin, che si è detto ammirato perchè il nostro Paese, pur in campagna elettorale, ha presentato una finanziaria con alcune riforme importanti, come quella delle pensioni, che hanno giudicato capace di riportare sotto il 3% il nostro deficit annuale. Voglio ricordare che i conti disastrati li abbiamo ereditati noi dai governi della sinistra. Nel 2001 abbiamo trovato un buco di 37 mila miliardi certificato da Eurostat e Istat, che ha portato i nostri conti al deficit del 3,2% mentre i governi dell'Ulivo avevano dichiarato lo 0,8%. Proprio a causa del malgoverno dell'Ulivo siamo andati in deficit eccessivo prima di Francia e Germania. Poi Francia e Germania hanno superato il 3%, io sono riuscito, in mezzo all'ironia di tutta la sinistra italiana, a far modificare il trattato di Maastricht che Prodi aveva definito stupido, dando la possibilità ai Paesi di andare oltre il 3%, come era necessario con la stagnazione dell'economia. Abbiamo cambiato il trattato, sostenuto l'economia con una immissione maggiore di risorse, siamo andati oggi al 4,1 e abbiamo il 2006 che è già positivo, con gli organismi internazionali che pronosticano per il 2006 una crescita media dell'1,8%. Possiamo essere ottimisti.
Se dobbiamo essere contenti di un deficit del 4,1%, vuol dire che il Paese è messo male. La dichiarazione di oggi del 4,1% è accompagnata da tali preoccupazioni per i conti futuri che fanno tremare le vene ai polsi di chi deve prendere in mano questo Paese. Non solo, sappiamo che le spese del Tesoro dei primi due mesi sono elevatissime. Io qui chiedo che ci venga data immediatamente la trimestrale di cassa, per avere il quadro preciso con cui governare. Abbiamo avuto troppi anni di previsioni mancate. Non possiamo più andare avanti così. Serve un quadro preciso per governare il paese quando dovremo farlo. Per questo, per la serietà che abbiamo, che in questi giorni agenzie come Moody's o il Wall Strett Journal dicono che ci si può fidare più del centrosinistra per il nostro futuro, perchè abbiamo serietà e capacità di tenere i conti.
BERLUSCONI. E' esattamente il contrario della realtà. Ho ricordato, e Prodi non ha saputo contraddirmi, che noi abbiamo ricevuto da loro un'Italia, unica in Europa, sopra il 3%. Loro hanno distrutto i conti, il deficit eccessivo lo hanno creato loro, noi abbiamo riportato i conti al 3%, per due anni i conti sono stati in ordine, abbiamo garantito la pace sociale con investimenti importanti. Per tutta la politica sociale abbiamo fatto investimenti del 5% in più ogni anno, per un totale di 70 miliardi di euro, abbiamo investito in 71 cantieri di opere pubbliche che loro non si erano mai sognati di fare, abbiamo aumentato le pensioni e ridotto le tasse. Credo sia stata una conduzione miracolosa di conti pubblici che avevamo ricevuto con il debito più alto d'Europa, il terzo debito del mondo e i conti disastrati andati fuori dalla regola europea del 3%.

IMMIGRAZIONE.
BERLUSCONI. Si cede alla propaganda? Mi stupisco un giudizio negativo su una situazione che è invece un nostro orgoglio: siamo il paese in Europa che ha meno immigrati, sia regolari che irregolari. Quando c'era la sinistra al governo, c'era un'immigrazione clandestina preoccupante. Siamo arrivati noi, abbiamo saputo convincere tutti i paesi rivieraschi dell'Adriatico e del Mediterraneo a stipulare Trattati di riammissione, ridurre del 51% l'immigrazione clandestina, riportare fuori negli ultimi tempi 65 mila immigrati clandestini. La sinistra vuole addirittura aprire le porte ai clandestini, perchè vuole chiudere i centri nei quali vengono messi quando arrivano in Italia, e mi si dice che non abbiamo saputo controllare l'immigrazione... Le code fuori dagli uffici postali? Dimostrano che funziona la nostra volontà di regolarizzare gli immigrati e far emergere il lavoro nero. Si tratta di avere contratti di lavoro per 170 mila immigrati che sono andati davanti agli uffici postali. Mi pare che anche il modo con cui questo è avvenuto sia stato il più logico possibile: li abbiamo suddivisi in 6.300 uffici postali, sono arrivati in 470 mila. Abbiamo fatto meglio dei governi della sinistra. Abbiamo regolarizzato 635 mila lavoratori stranieri che prima lavoravano in nero e adesso versano regolarmente le imposte per circa mille miliardi di vecchie lire l'anno. Una gestione più efficace della nostra non si può ipotizzare.
PRODI. Chi ha visto le file di fronte agli uffici postali non riesce a rendersi conto di quello che ha detto il presidente del Consiglio. Non so proprio dove viva. Forse questa catasta di numeri con cui ci vuole affogare vuole nascondere la realtà. Non è stato fatto nessun conto preciso, non si è programmato nulla riguardo al flusso degli immigrati, altrimenti non avremmo la gente che da due giorni si affolla già con le coperte e con la necessità di cibo. Vuol dire che non è stata fatta nessuna programmazione. E' ovvio perchè la legge che abbiamo favorisce l'arrivo dei clandestini che vengono poi regolarizzati. Dalla legge Bossi-Fini sono stati regolarizzati 600 mila clandestini, perchè sono entrati in modo caotico, senza il rispetto di una programmazione e senza il rapporto con i paesi vicini che ora è stato vantato. Dobbiamo fare ancora profonde riforme. Ad esempio, la Polizia ha lavorato bene nel reggere la burocrazia dell'immigrazione ma questa deve passare ai comuni. Dobbiamo cambiare radicalmente la politica dell'immigrazione. Se fosse avvenuto questo non avremmo avuto lo scandalo di questi giorni.
BERLUSCONI. Io davvero mi stropiccio gli occhi e le orecchie. I 600 mila che abbiamo regolarizzato mica sono venuti con il nostro governo, erano qui prima sotto il governo della sinistra che ha aperto tutte le porte. abbiamo avuto il merito di regolarizzarli. Poi mi piacerebbe che il professore dicesse come si potevano organizzare diversamente questi 170 mila immigrati clandestini che arrivano portando un contratto di lavoro. Abbiamo cercato di farlo attraverso Internet. Ma così sono arrivate solo 17 mila domande. Se tutti i datori di lavoro avessero usato le nuove tecnologie, non ci sarebbero state queste file. Abbiamo avuto code solo a Milano e a Roma. Nel resto d'Italia c'erano meno di 30 immigrati per ogni ufficio.
PRODI. E' vero, il presidente del Consiglio si dovrebbe stropicciare occhi e orecchie: se avessero fatto funzionare il computer, il rapporto con le imprese, un minimo di organizzazione dello Stato, non avremmo avuto lo scandalo di questi giorni. Invece, abbiamo una situazione scandalosa che non si deve più ripetere. Inutile dire: se avessimo potuto avere un rapporto con gli imprenditori, le cose andavano meglio... Era quello che noi volevamo proprio quando abbiamo cominciato la politica dell'immigrazione e che invece questo governo non è riuscito a ottenere, trattando la politica dell'immigrazione come qualcosa di staccato dalla società. Invece è parte della nostra strategia, gli imprenditori ne hanno bisogno. Non si può volere i lavoratori di notte e cacciarli di giorno, bisogna accoglierli nei diritti e nei doveri dei cittadini italiani.

TAV E GRANDI OPERE.
PRODI. Questi problemi si risolvono solo con un accordo serio con le comunità in cui si fanno i grandi lavori pubblici. Quando c'è stata la nuova ferrovia ad alta velocità Firenze-Bologna, la variante di Valico, si è discusso molto, ma il dialogo con le amministrazioni locali è andato in fondo e le opere pubbliche in questo caso si fanno. Opere che noi abbiamo iniziato e che saranno finite con il nostro lavoro nella prossima legislatura, perchè questo governo ha messo in atto un finanziamento di 250 miliardi di euro per le opere pubbliche, ne ha stanziati il 20% e spesi il 10%. Attenti: l'opera pubblica si fa quando un progetto lo si discute con gli interessati e poi si stanziano anche i soldi per metterlo in atto. Noi metteremo in atto le opere pubbliche già cominciate, ci dedicheremo alla messa in atto di queste opere pubbliche che hanno cominciato in mille cantieri diversi e non stanno finendo da nessuna parte. Un'opera pubblica quando non è finita non vale nulla, vale solo il giorno in cui viene davvero finita, non quando la si inaugura. Noi abbiamo messo le reti europee nella priorità del nostro programma: l'asse sul Nord, che dalla Sicilia va a Berlino; e l'asse Est-Ovest, che da Barcellona va fino a Budapest e comprende anche la Valle di Susa. Questo c'è nel programma, questo lo finiremo. Ma concentreremo l'attenzione nel finire le opere in corso, perchè l'Italia ora è piena di cantieri non finiti e non finanziati. Questa è una politica demagogica che deve finire.
BERLUSCONI. Demagogia pura, ribaltamento totale della realtà. I quattro governi della sinistra avevano messo in circolo 7 miliardi di euro per opere pubbliche, noi ne abbiamo messi in circolo ad oggi 51 miliardi di euro, con il prossimo Cipe arriveranno a 73 miliardi. Significa che abbiamo fatto esattamente 10 volte quello che hanno fatto i governi della sinistra. I cantieri aperti non sono piccoli cantieri, sono i più grandi cantieri del mondo. 71 cantieri in cui lavorano 450 mila persone. Il Mose, la più grande opera di protezione ambientale che si sta costruendo oggi al mondo, è già arrivato al 25% dei lavori. La sinistra farà esattamente il contrario. Se per sfortuna dell'Italia dovesse vincere le elezioni, non potrà far nulla, perchè si troverà a fare i conti con quel 20% della sua coalizione (Prc, Verdi, Pdci, no global, centri sociali) che sono pregiudizialmente contro tutte le opere di modernizzazione del Paese, contro la Tav, il traforo del Frejus, che guarda caso non è stato possibile inserire nel programma perchè non erano d'accordo. Sono contro il Mose, contro il Ponte sullo Stretto, gli inceneritori di rifiuti, i rigassificatori per distribuire meglio le fonti di energia di cui abbiamo tanto bisogno perchè un altro disastro ereditato dal passato è stato quello del sistema energetico. La sinistra una volta al governo si troverebbe come sempre con il no di una sua parte importante che non la lascerebbe operare.
PRODI. Vorrei fare una semplice osservazione: ha ereditato tutto dal passato? E' 5 anni che è al governo e parla come se fosse all'opposizione. Ma è mai possibile un inganno così di fronte al Paese? In questi 5 anni, con 120 parlamentari di maggioranza, che cosa ha fatto? Solo le leggi che gli interessavano, visto che tutto deriva dal passato, con 5 anni di governo ininterrotto che il paese gli ha affidato? Sono stato contento di questa continuità, ma li ha buttati via. Questo è il problema che gli italiani devono porsi. Continua con la sinistra, il passato... Chissà se andrà anche a Garibaldi adesso a trovare le responsabilità. Lui sa benissimo che le grandi opere pubbliche non si fanno contro la popolazione.
BERLUSCONI. Che spudoratezza. In 5 anni abbiamo fatto più riforme di tutti gli altri governi della Repubblica messi insieme. 36 grandi riforme, di cui 3 fondamentali; 10 codici, le riforme di tutto ciò che non era stato fatto prima: scuola, pensioni, abolito la leva militare, aumentato l'investimento nella sanità arrivando ad eliminare le liste di attesa. Nessuna comparazione è possibile rispetto ai governi precedenti e ci si viene a dire che in cinque anni non abbiamo fatto nulla? Non c'è limite alla spudoratezza.

QUOTE ROSA.
BERLUSCONI. Aumenteremo il numero delle donne ministro. Abbiamo già aumentato notevolmente la presenza delle donne nelle nostre liste, ma non è facile trovare chi voglia lasciare il lavoro e la famiglia e passare almeno cinque giorni alla settimana a Roma. Il nostro governo ha fatto riforme importanti per le famiglie disagiate, per i bambini e con il prossimo governo siamo pronti a dare il patrocinio gratuito per i reati di violenza sulle donne e i bambini e ad aumentare le pene per questi reati.
PRODI. Ci doveva essere una legge sulle quote rosa, non è stata fatta perchè la maggioranza non l'ha voluta. Come presidente della commissione Ue ho messo una quota del 30% di donne, si doveva introdurre immediatamente anche in Italia. Dieci anni fa pensavo che se potesse fare a meno ora credo che senza le quote non avremo più donne in politica neanche tra 50 anni. Nelle liste del centrosinistra sono il doppio e che nel centrodestra sono candidate ma poche verranno elette.

SERVIZIO CIVILE.
BERLUSCONI. Il nostro governo ha cancellato dopo 143 anni la leva obbligatoria e regalato a 150 mila ragazzi l'anno un anno di vita per costruire il loro futuro. La sinistra ha risposto presentando un ddl che imporrebbe ai giovani, a 18 anni, il servizio civile obbligatorio per sei mesi. PRODI. In questa foga per i numeri che sta diventando una valanga, Berlusconi ci ha messo anche la riforma della leva e altre riforme fatte dai governi precedenti. Ma se uno vuole dare i numeri deve darli giusti o almeno con una certa approssimazione. La leva obbligatoria l'aveva abolita il governo D'Alema. Non ho mai proposto e non c'è nel programma il servizio civile obbligatorio. Tra un anno o due, quando il tema si sarà diffuso, prenderemo una decisione comune. E' importante per un ragazzo fare qualche mese al servizio della comunità conoscere i problemi del mondo in cui vive altrimenti non sarà mai un cittadino consapevole. Possono essere sei mesi di fila o tranche di due mesi. Si vedrà con i ragazzi.

SCUOLA E RIFORME, SARANNO AZZERATE?
PRODI. Concepisco il governo come un cambiamento in continuità. Non abbiamo nessuna intenzione di spaccare tutto quello che ha fatto la Cdl. La prima cosa che farò sarà invitare il presidente del Consiglio e il dottor Letta a colloquio per un passaggio delle consegne in cui ci si metta corrente sul punto della legislazione e su come si possono portare avanti le cose. Non si può continuare con un paese spaccato come oggi in cui tutto quello fatto in precedenza è sbagliato. Chiederò a tutti i miei ministri di dialogare con i loro predecessori. E' tutto un paese che si deve muovere, il nostro sarà un governo che unisce e trova la strategia comune.
Sulla scuola ci sono punti che non condividiamo come la scelta prematura. Sono state umiliate le scuole tecniche. Dobbiamo ridare dignità agli insegnanti che sono il centro della nostra società. Gli insegnanti si sentono soli e umiliati.
BERLUSCONI. Peccato che ciò che dice Prodi non corrisponda a quanto ha fatto finora il centrosinistra. Abbiamo avuto solo insulti, offese, in Parlamento si sono fatte le barricate contro di noi. L'85% dei 10 mila scioperi all'anno è stato fatto per motivi politici. Si è diffuso pessimismo, catastrofismo, inducendo gli italiani ad avere paura. Quando le imprese sono cresciute del 54% in borsa, hanno prodotto utili superio al 3%, gli immobili sono aumentati del 25% in media, gli stipendi del 15% sopra l'inflazione. A Prodi ricordo che i suoi 'danti causa' hanno detto che vogliono azzerare la riforma della scuola. E' scritto sui manifesti. Invece è una riforma positiva. La scelta prematura è il contrario della realtà: abbiamo creato 8 licei e dato dignità alla formazione professionale, con diplomi validi anche in Europa. E si può passare dalla formazione professionale al liceo fino ai 18 anni. Abbiamo creato addirittura un liceo tecnologico.
PRODI. Io non ho 'danti causa', sono io capo della coalizione e la pregherei di osservare più rispetto nei miei confronti.
BERLUSCONI. Il professore chiede rispetto ma mi ha chiamato venditore di tappeti, me ne ha detto di tutti i colori io al massimo ho usato l'ironia. Lui è già stato mandato via, abbiamo visto un brutto film e vedremo sicuramente un altro brutto film. Che lui sia un 'front man' è già verificato nella storia recente.

CONFLITTO D'INTERESSI.
BERLUSCONI. La legge che abbiamo fatto noi è quella approvata dalla Camera all'unanimità quando eravamo opposizione. La sinistra poi non l'ha approvata al Senato perchè gli faceva comodo usarla come una clava contro il presidente del Consiglio. Per gli italiani il problema per quanto riguarda Mediaset non esiste. La televisione Mediaset non ha mai attaccato la sinistra, è una tv assolutamente equilibrata. La sinistra, quando eravamo opposizione ha tentato di distruggere Mediaset anche con un referendum. E' stata quotata in borsa ed è cresciuta un po' meno della media delle aziende. Il vero conflitto di interessi è un altro, quello che c'è tra la sinistra e le sue giunte regionali, provinciali e comunali, la Lega delle cooperative che hanno appalti dalle giunte di sinistra, fanno utili non tassati, sostengono i partiti della sinistra e tutto ciò che non è regolare e viene denunciato alla magistratura trova nella magistratura e soprattutto in 'magistratura democraticà, organica alla sinistra, la più totale copertura, per cui tutte le cause sono state insabbiate. E' una cosa indecente e che vale centinaia di miliardi euro. E' il vero conflitto di interessi non più accettabile in una democrazia.
PRODI. Tra 25 giorni avrò il più grande gruppo parlamentare, quello dell'Ulivo. Vedremo se ci sono 'danti causa' o sono un protagonista della vita politica. La disciplina del conflitto d'interessi esiste in tutte le democrazie del mondo. Non la farò in modo vendicativo. Non ho nulla contro Mediaset, l'ho sempre definita una risorsa del paese. Non possiamo più avere un presidente del Consiglio che entra e esce dal Consiglio dei ministri con una porta girevole ogni volta che deve decidere una cosa che lo interessa. Non è solo Mediaset, sono le assicurazioni, l'edilizia. Disprezza le cooperative, che sono previste dalla Costituzione, rappresentano il 7% del Pil e agiscono in settori dimenticati, dove portano disciplina e serietà. Non possiamo liquidarle così. La legge sulle cooperative l'ha fatta il suo governo, compreso il criterio di tassazione degli utili. Vorrei un minimo di coerenza e che non ci fosse questo continuo funambolismo politico.
BERLUSCONI. Non disprezzo le cooperative, la legge l'abbiamo cambiata noi. Non vuol dire che le coop non debbano rispettare le leggi, non è accettabile che le stesse persone diventino assessori, sindaci, dirigenti delle coop, in un continuo carosello. Su 252 Consigli dei ministri che ho presieduto sono uscito soltanto 4 volte: in 4 casi soltanto il Cdm ha discusso fatti che potevano riguardare le aziende del mio gruppo da cui sono uscito 12 anni fa e di cui non mi interesso più.
PRODI. Secondo me doveva uscire più spesso, ma 4 volte è un'enormità. Giusto che ci siano meno passaggi tra politica e cooperative ma i suoi deputati per metà vengono dalle sue aziende. Bisogna dividere la politica dagli affari.

CONCERTAZIONE.
PRODI. C'è un solo metodo per governare l'Italia: quello del dialogo, della concertazione e poi la decisione. Se uno crede di prendere delle decisioni senza dialogare con gli altri alla fine non le prende. Ripristinerò il dialogo. Io faccio il discorso con la Cgil e la Confindustria perchè se voglio prendere una decisione dovrò mediare su una situazione complessa. La concertazione ha funzionato bene quando sono stato al governo, agirò ancora con la concertazione. Non significa che non arrivi il momento della decisione che taglia ogni incertezza, ma credo di poterlo fare, per la libertà che ho, per il ruolo che ho in politica, per la libertà dai partiti e per i voti delle primarie. Ho fatto il presidente del Consiglio, il presidente della commissione Ue, non cerco più nulla dalla vita. Voglio solo fare riforme necessarie al paese, far riprendere la corsa, dare una speranza ai giovani e poi posso finire, non ho altri interessi. Occorre qualcuno che in modo disinteressato e forte ridia questo senso di unità, questa speranza alle giovani generazioni. Lei non lo può fare se tiene il paese diviso. BERLUSCONI. Prodi ribaltando la realtà ha detto che metà dei miei deputati sarebbero stati collaboratori delle mie aziende: sono 3 in totale ed è normale che chi ha avuto delle persone che hanno collaborato con lui e che stima possa poi chiedere loro di unirsi al suo lavoro e al suo sacrificio. Ricordo che i provvedimenti presi dal Consiglio dei ministri sono stati 1.700 e dire che per 4 volte ci sono stati sul tavolo del Cdm argomenti che alla luce del sole potevano riguardare i tre settori di cui si occupa il mio gruppo vuol dire non avere il senso del ridicolo. Quanto alle parti sociali, abbiamo sempre cercato il dialogo con tutti, anche con i sindacati, e abbiamo stipulato un patto per l'Italia, ma poi si sono dimostrati per quello che sono, una ruota nell'ingranaggio della sinistra. Si dice che saremmo in disaccordo con la Confindustria, non c'è nulla che la Confindustria abbia chiesto al governo che non sia stato trasformato in interventi concreti. Anche per il futuro abbiamo preso in esame le richieste della Confindustria e ci sembrano di buon senso.
PRODI. Abbiamo sentito questo durissimo attacco contro i sindacati. Non si può pensare che l'Italia possa salvarsi se continuiamo a coltivare queste divisioni. Ci sarà uno stile diverso, si terrà conto del ruolo dei sindacati anche se a volte scomodo e si riconoscerà alla Confindustria autonomia. Non introdurremo imposte. Il programma mio lo faccio io. Faremo una imposizione fiscale più giusta a seconda della robustezza delle spalle non gravandole sui lavoratori dipendenti.
BERLUSCONI. La risposta non è accettabile perchè ad esempio Bertinotti ha detto che non sosterrà un governo che non torni a tassare le successioni, i risparmi e i redditi più elevati. Una vera e propria imposta patrimoniale.
PRODI. Bertinotti ha detto che si atterà al programma della coalizione e Bertinotti è uomo d'onore. La prego di non fargli dire cose che non ha detto.

IRAN.
BERLUSCONI. Si deve pensare ad una conclusione al di fuori di qualunque intervento militare. Credo che tutti gli sforzi della comunità internazionale sia tesi a questo. Ho avuto modo di parlare con leader internazionali, soprattutto con Putin che sta cercando di portare alla ragionevolezza il governo iraniano con l'offerta di lavorare al sistema nucleare per usi civili sul suolo russo. Non credo che l'Iran possa affrontare un contrasto con la comunità internazionale nè che la comunità internazionale possa accettare che l'Iran si doti di armi nucleari. Dobbiamo intensificare i rapporti diplomatici. Penso che Iran non vorrà spingersi al di là di quello che prudenza consiglia.
PRODI. Siamo in una situazione rischiosa, il nostro comportamento sarà semplice perchè abbiamo una dottrina: vogliamo la pace, se dobbiamo impegnarci lo faremo solo con una decisione delle Nazioni Unite. Spero ancora che si trovi una soluzione altrimenti sarebbe un problema estremamente serio dato che l'Iran è uno dei grandi fornitori di petrolio. E una emarginazione anche solo con sanzioni avrebbe conseguenze gravi per la nostra economia.

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