Domenica 16 Dicembre 2018 | 09:18

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Le accuse contro Milosevic, 41 pagine di storie raccapriccianti

ROMA - L'ex presidente Slobodan Milosevic era detenuto nel carcere di Scheveningen in esecuzione di un provvedimento restrittivo emesso contro di lui dal Tribunale penale istituito per perseguire i crimini di guerra compiuti nei Balcani, nel corso del processo di disgregazione dell' ex Jugoslavia.
L'atto di accusa, emesso contro Milosevic il 27 maggio 1999, è composto da 41 pagine nelle quali vengono ricostruiti episodi di «pulizia etnica», massacri e altri crimini contro la popolazione albanese del Kosovo avvenuti fra il primo gennaio ed il 20 maggio 1999. Eccone in sintesi gli elementi principali.
- CAPI D'IMPUTAZIONE: sono quattro, tre per crimini contro l'umanità (omicidio, deportazione e persecuzione sulla base di motivi politici, razziali, e religiosi) ed uno per crimini di guerra.
- LE ACCUSE: Milosevic era stato incriminato per «avere pianificato, istigato, ordinato ed eseguito o favorito» la sistematica campagna di terrore, violenza e pulizia etnica compiuta dalle forze jugoslave in Kosovo. Per i crimini di cui era accusato, doveva rispondere sia sotto il profilo della responsabilità diretta e personale sia per aver omesso - vista la posizione di «autorità superiore» - di prendere le misure necessarie per prevenire i crimini stessi.
- I REATI: Milosevic è accusato della deportazione di 740.000 albanesi kosovari e dell'omicidio di 340 persone, identificate una per una in un elenco allegato al documento.
- GLI EPISODI: l'atto di accusa elenca un lungo itinerario di atti di violenza perpetrati dall'esercito e dai gruppi paramilitari serbi in Kosovo. Il documento dettaglia sette massacri: un particolare rilevante è che solo quello di Racak (15 gennaio 1999), in cui furono uccisi 45 kosovari, è in data anteriore all'avvio dei bombardamenti della Nato. Gli altri sei sono tutti compresi fra il 25 marzo ed il 2 aprile scorso.
Tra i massacri di cui era stato chiamato a rispondere, quelli nei villaggi di Bela Crkva (77 persone, fra cui 10 donne e bambini), Velika Krusa (105 uomini e ragazzi uccisi e bruciati), Dakovica (26 persone, fra cui 19 donne e bambini, in due diverse occasioni), Crkolez (20 morti) ed Izbica (circa 130 uomini giustiziati). Lungo è anche l'elenco delle azioni di pulizia etnica, con bombardamenti, saccheggi ed incendi di villaggi, deportazioni sotto la minaccia delle armi ed altri atti di violenza. Altri luoghi in cui si sarebbero verificati episodi legati alle violente etniche sono quelli di Dakovica, Kosovska Mitrovica, Orahovac, Pec, Pristina, Prizren, Urosevac.
- LE PROVE: Sono basate su testimonianze dirette raccolte sul territorio dagli investigatori del Tpi e su altro materiale fornito dai governi alleati, verosimilmente sulla base di intelligence.

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