Lunedì 17 Dicembre 2018 | 15:01

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Formula 1 - Renault e Alonso gli avversari da battere

Flavio Briatore al termine della passata stagione ha raggiunto il suo obiettivo, portare la Renault al titolo Mondiale, interrompendo il dominio della Ferrari, mettendo sul trono il pilota più giovane della storia della Formula 1. Ma «El Nano» Alonso, non lo ha certo ringraziato come «mister Billionaire» si aspettava. Prima ancora che si accendano i motori per il Mondiale 2006, infatti, Fernando da Oviedo, ha messo la sua firma sul contratto che lo legherà a partire dal 2007 alla McLaren dell'odiato Ron Dennis. Uno smacco non da poco, al quale Briatore ha reagito con stile, perdendo solo un pochino della sua celebre abbronzatura.
Si sa, la fame di successo ma anche di denaro non si ferma certo davanti a sentimenti puliti come la riconoscenza. La montagna di soldi che ricoprirà il campione del mondo spagnolo, cancella tutto, anche i buoni sentimenti. Ma «El Nano» ha rassicurato tutti, fino al termine della stagione che prende l'avvio domenica 12 marzo dal Barhain, il suo pensiero, il suo acume, i suoi sforzi, la sua voglia di vincere è legata solamente alla Renault. E credeteci, il ragazzino di Oviedo è un vero professionista. Ha mostrato di saper tener testa a qualsiasi situazione ad alta tensione.
Lo ha dimostrato lo scorso anno, vincendo duelli importanti, non ultimo quello di Imola con Michael Schumacher, tenendo dietro il numero uno degli ultimi cinque anni con arguzia e con grandi doti di guida. Briatore punta su questo per giocare alla roulette del Mondiale ancora il numero vincente, l'uno. Ma, forse, dovrà stornare una parte del suo «jackpot"anche verso un altro numero, il due, quello di Giancarlo Fisichella. Il romano, dopo l'exploit inaugurale in Australia, nel 2005 è sembrato vivere la «sindrome di Paperino», solo sopra di lui, infatti, la nuvoletta nera con pioggia e lampi, ovvero ritiri, problemi di gomme, motore ed ai pit-stop.
La stagione che sta per avviarsi, forse, sarebbe giusto fosse la sua. Ma a parte i giochi di squadra o la forte concorrenza di un compagno scomodo come Alonso, non è che tutti gli altri staranno a guardare. Oltre alla Ferrari, c'è sempre la McLaren-Mercedes con Raikkonen - forse anche lui all'ultima stagione con l'attuale team prima di un vociferato passaggio alla Ferrari - e Montoya, due piloti validi e che mordono il freno per gettarsi nella mischia a caccia di Grand Prix ma anche della corona d'alloro finale.
Dietro alle «frecce d'argento» ci sono poi una serie di scuderie che sembrano in grado di poter fare il salto di qualità, e parliamo di Honda, Toyota e BMW-Sauber. Tre colossi dell'industria automobilistica che si affidano anche alla voglia di rivalsa di piloti come Rubens Barrichello. Il paulista ha il dente avvelenato e dopo aver lasciato Maranello vuol mostrare di essere ancora veloce ed in grado di vincere anche con la Honda. Al suo fianco ha un pilota «fast» come Jenson Button. In Toyota, invece, sia Ralf Schumacher che Jarno Trulli vorrebbero scacciare la sfortuna e sfruttare il nuovo motore V8 e le nuove gomme Bridgestone per vincere.
Anche la BMW, che ha acquisito la Sauber, tenta di inserirsi nella lotta per i posti che contano. Si affida a Jacques Villeneuve, sperando di risvegliare nell'ex iridato '97 la voglia di vincere ed al tedesco Heidfeld, che qualcosa di buono ha fatto vedere. Poi ci sono la Red Bull che di soldi ne ha tanti da spendere e può contare sul V8 Ferrari, solo che i piloti sono David Coulthard, l'eterno secondo, ed il giovane austriaco Christian Klien. Frank Williams, invece, riparte dalla Cosworth e accettando di sperimentare il nuovo 8 cilindri, spera che Mark Webber la smetta di essere solo una speranza e che il giovane Nico Rosberg, dominatore della GP2 dell'anno passato, si confermi pilota vincente, rinverdendo le gesta di papà Keke che nell'82 vinse il titolo proprio con la Williams, approfittando delle «sfighe» in casa Ferrari. Midland, Toro Rosso, nate dalle ceneri di Jordan e Minardi e l'incognita Super Aguri, undicesimo team iscritto al Mondiale per il rotto della cuffia, sembrano relegate al ruolo di ultime della classe. Per loro si prospetta un mini campionato per evitare l'ultima fila. Un occhio al nostro Vitantonio Liuzzi che forse meriterebbe una opportunità, ma la sua Toro Rosso è l'unica squadra al via con il V10 depotenziato, invece che con i nuovi V8 da 2400 cc.

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