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8 marzo: festa della donna - Il presidente della Repubblica: «Pari opportunità non ancora attuate»

Carlo Azeglio Ciampi ROMA - «Il diritto alle pari opportunità tra donne e uomini è conclamato ma ancora ben lontano dall'essere tradotto in azioni concrete». È quanto sottolinea il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi significativamente nel giorno dell'8 marzo, "Festa della Donna", ricevendo al Quirinale una folta delegazione guidata dal ministro per le Pari opportunità Stefania Prestigiacomo. «Dobbiamo rifuggire dalla retorica delle pari opportunità e guardare la realtà», esorta il Capo dello Stato.
Ciampi si dice convinto che «per assicurare il progresso del Paese, occorre riconoscere l'accresciuto ruolo della donna e migliorare i servizi sociali indispensabili, per rendere piena e attiva la sua presenza nel lavoro e nella vita civile e politica».

In particolare, «dobbiamo guardare a quel modello sociale che in tanti Paesi d'Europa si è rivelato efficace per promuovere uguali opportunità, garanzie di servizi di sostegno, alti livelli di occupazione femminile. In questo modo - spiega - si possono conciliare gli obiettivi di crescita economica con quelli di coesione sociale e realizzare una società più giusta e aperta capace di includere e di tutelare sempre e dovunque la dignità della persona».
Il presidente della Repubblica cita le cifre non incoraggianti contenute nelle recenti inchieste statistiche dell'Istat e dell'Eurispes che «fotografano un contesto ancora difficile per le donne. In Italia -osserva - il tasso di occupazione femminile è fermo al 45%, un dato lontano dal 60% che rappresenta l'obiettivo europeo fissato per il 2010. Il tasso di disoccupazione femminile è assai più alto di quello maschile; ed è preoccupante che in molte aree d'Italia, soprattutto al Sud, le donne addirittura rinuncino a cercare un impiego».

Per Ciampi, «anche dopo l'approvazione della revisione costituzionale per le pari opportunità nell'accesso agli uffici pubblici e alle cariche elettive, non sono stati fatti passi avanti sostanziali: le donne sono poco presenti nelle posizioni decisionali nel mondo del lavoro sia pubblico sia privato. È una situazione - avverte - che non discende da divari di capacità ma è in larga parte il risultato di condizioni più difficili nell'ingresso e soprattutto nello sviluppo della carriera professionale. Là dove ci sono condizioni di partenza paritarie, le donne si affermano».

Il presidente della Repubblica chiede di «rimuovere gli ostacoli di fatto alla partecipazione femminile alla vita della società, ad esempio migliorando i servizi per l'infanzia». Quindi, stigmatizza il fatto che «il rapporto fra uomo e donna nella gestione delle incombenze familiari è ancora sbilanciato: le donne dedicano alla cura della casa e della famiglia un tempo circa tre volte superiore rispetto a quello dei loro compagni».

Premette Ciampi: «non invoco certo l'applicazione di criteri meramente quantitativi». Ma al contempo «auspico che si trovino nuovi equilibri nella vita di coppia; che si abbia una migliore ripartizione dei compiti di ciascuno, massimizzando la complementarità delle qualità personali; che si condivida più pienamente la responsabilità e la gioia di essere genitori». Perché «famiglia e lavoro sono il terreno in cui si sviluppa la personalità di ciascuno» e perché «alla base della speranza di progresso c'è il contributo di donne e di uomini che sappiano operare insieme», è l'esortazione finale del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

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