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E' morta Clelia Marchi, il suo diario scritto su un lenzuolo

MILANO - E' stata al centro di un caso letterario alla fine degli anni ottanta per quel suo diario scritto su un vecchio lenzuolo della dote e poi trascritto in un libro che subito divenne un best seller. Clelia Marchi, una contadina come amava definirsi, è morta ieri a mezzogiorno nella sua casa di Poggio Rusco, nel Mantovano, assistita dal figlio e dalla nuora. Aveva 93 anni.
La sua è una storia di quelle che restano nel tempo. Sette figli da allevare (quattro moriranno in tenera età), vedova, una vita dura nei campi fino alla tarda età. Ma è quando muore il marito che Clelia, per trovare la forza di tirare avanti, comincia a scrivere i ricordi, belli e brutti, della sua vita. In casa, però, di carta non ce n'è perchè i pochi soldi della pensione bastano appena per campare. Dal vecchio comò tira fuori uno di quei candidi lenzuoli di tela che facevano parte della sua dote e comincia a scrivere con un pennarello a punta fine la sua vita. Per scrivere sceglieva la notte e faceva scorrere la tela sul cuscino, tenendo sempre in bella vista la foto del marito Anteo e l' immagine del sacro cuore di Gesù.

Il suo è soprattutto un attestato d' amore verso il marito, compagno di una vita, che non c'è più. «Non potevo più consumare le lenzuola con il marito, e allora ho pensato di adoperarle per scrivere» ripeteva.
Un giorno del 1985 Clelia si presenta nell'ufficio del sindaco di Poggio Rusco con il suo manoscritto; srotola il lenzuolo e lo mostra. Il primo cittadino rimane affascinato e decide di coinvolgere l' Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano (Arezzo) dove nel gennaio 1986 il lenzuolo graffito verrà depositato. Per questo lavoro le viene attribuito il premio speciale dell' Archivio.
Qualche anno dopo la svolta. Nel novembre 1989 Luca Formenton, nipote di Arnoldo Mondadori, durante una visita a Poggio Rusco, paese natale del nonno, viene a conoscenza dello scritto di Clelia sul lenzuolo. Vuole conoscere a tutti i costi l'autrice e subito comprende di trovarsi di fronte ad un'impresa letteraria di prim'ordine. Quel lenzuolo diventerà nel 1992 un libro con il titolo «Gnanca na busìa» (Neanche una bugia), per sottolineare il contenuto di una vita, non certo facile ma ricca d' amore verso il marito e i figli, messa a nudo senza nulla nascondere. Ad editarlo sarà la Fondazione Mondadori che poi lo catalogherà tra i best seller.

In libreria si rivela subito un successo tanto che se ne faranno più edizioni. Clelia Marchi è sempre vissuta nella sua casa di Poggio Rusco che aveva comprato con il marito, a prezzo di enormi sacrifici.
I funerali si svolgeranno domani 8 marzo.

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