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Da Eurispes l'allarme, si rischia l'involuzione culturale

ROMA - Indietro tutta: sembra essere questa la direzione di marcia dell'Italia al femminile considerando che il tasso di occupazione delle donne è pari al 45,1% contro il 57,8% in Francia, il 60,2% in Germania e il 72,8% in Danimarca; il 40% degli uomini ritiene che la cura della casa sia soprattutto compito del gentil sesso; in materia di spesa pubblica per la famiglia, la casa e l'esclusione sociale il nostro Paese si colloca al penultimo posto della graduatoria europea con l'1,1% del Pil (media Ue del 3,4%).
Ad accendere i riflettori sul rischio di una involuzione culturale, sociale ed economica è l'Eurispes che, alla vigilia dell'8 marzo, fotografa la condizione della donna in Italia tra traguardi raggiunti, stereotipi e contraddizioni.

QUASI 7 SU 10 DICONO SI' ALLA CONVIVENZA: La maggioranza delle donne, 67,1%, è favorevole alla convivenza. Percentuale che sale al 71,1% tra le donne dai 35 ai 44 anni e raggiunge il 96,2% tra le giovanissime. Anche per quanto riguarda il divorzio è maggiore la percentuale di donne favorevoli (66,7%) rispetto a coloro che si dichiarano contrarie. Oltre la metà delle donne, il 60,1%, è poi favorevole alla fecondazione assistita e il ricorso all'aborto è ritenuto legittimo soprattutto se esiste un pericolo per la madre (81,7%) e in caso di gravi malformazioni (74,6%).
DONNE A DIRE MESSA?: Il 48,1% delle donne si dichiara d'accordo con l'affermazione secondo cui le donne potrebbero dire messa. Il 45,1% di esse è invece contrario. Una quota consistente, il 6,8%, non ha le idee chiare al riguardo.
SI' ALLE QUOTE ROSA: Il 54% degli italiani ritiene che le donne in politica siano discriminate e il 66,6% si dice favorevole alle 'quote rosà poichè ritiene che l'imposizione per legge si un determinato numero di posti riservati alle donne sia l'unico modo di garantire una certa presenza femminile in politica.
NONNI PIU' PROGRESSISTI DEI NIPOTI: Se il 68,2% degli italiani sostiene che il ruolo dell'uomo e il ruolo della donna all'interno della famiglia dovrebbero essere intercambiabili, la quota più alta di chi la pensa così si registra tra gli over65 (76,8%) mentre fra i giovani di età compresa da i 25 e i 34 anni la percentuale scende al 59,3%).
LAVORO IMPORTANTE? SI' MA...: E' opinione diffusa (68,6%) che la donna, anche quando ha figli, non dovrebbe rinunciare al lavoro. Ma sull'affermazione secondo la quale il successo nel lavoro è più importante per l'uomo che per la donna gli italiani si dividono: il 51,8% è d'accordo, il 47,2% in disaccordo. Nonostante l'ingresso massiccio delle donne nel mercato del lavoro, dunque, resta diffusa la convinzione che il principale ambito di realizzazione femminile sia rappresentato dalla famiglia e dai figli.
FIORI D'ARANCIO TARDI E CON UN LUI PIU' GIOVANE: A pronunciare il fatidico sì si arriva più tardi: in 6 anni l'età del primo matrimonio aumenta in modo quasi analogo per maschi e femmine (+1,7 e +1,6 anni). Non solo, crescono le unioni dove lei è più grande di lui: a oggi oltre il 30% delle coppie non ha nella sposa il coniuge più giovane.

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