Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 19:19

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Bossone di World bank: le rimesse servono a sviluppo

BARI - «Occorre conoscere il fenomeno delle rimesse legato al mondo dei migranti che sta assumendo dimensioni rilevanti e capire come possono essere gestiti in modo tale che diventino fattore di sviluppo per il Paese di origine dei migranti stessi». E' questo il percorso individuato dalla Banca Mondiale affinchè i trasferimenti in denaro dei migranti verso i loro Paesi di origine diventi una vera e propria occasione di crescita. Lo ha detto il direttore esecutivo della World Bank, Biagio Bossone, che oggi ha partecipato a Bari ai lavori del convegno internazionale organizzato sull' argomento, con specifico riferimento al caso degli immigrati albanesi in Italia, dalla Regione Puglia e dalla Banca Mondiale.
«Il problema - ha detto Bossone - è quello di riuscire a fare emergere questo fenomeno, che spesso è sommerso, per ragioni di trasparenza e perchè questi migranti e le loro famiglie nei paesi di origine possano accedere a servizi finanziari e quindi a opportunità di scelte».
I trasferimenti, che oggi avvengono verso l' Albania soprattutto attraverso persone che portano il denaro in tasca e attraversano il confine, dovranno dunque essere «modernizzati attraverso circuiti moderni e sicuramente meno costosi». In effetti - ha detto Bossone - «c'è un problema di trasparenza, c'è il problema di far emergere un fenomeno che può dare adito a illegalità, a forme di criminalità» E, sebbene questo sia un aspetto importante del problema, lo sforzo è quello di far emergere che «rimesse e sviluppo sono legati».
Occorre quindi «andare oltre la logica dell' ordine pubblico che pure è importante e capire - ha osservato Bossone - gli aspetti e i riflessi economici e quindi i benefici che l' immigrazione e le rimesse hanno».
«Istituzionalizzato» il fenomeno, il passo successivo è quello «di far partecipare al processo delle rimesse il settore privato, far sì cioè che i soggetti del mercato abbiano la motivazione del business nel gestire le rimesse, in modo tale che entrando nel mercato e creando concorrenza abbattano i costi». Quindi l' idea - ha chiarito ancora Bossone - «è quella di far entrare nel mercato soggetti privati, banche, intermediari finanziari non bancari che possano aiutare o che possano dare convenienza ai migranti di far uso dei loro canali per trasferire il denaro e quindi offrire costi competitivi».
In quest' ottica per Banca Mondiale i governi nazionali «restano interlocutori imprescindibili anche perchè gli azionisti della World Bank sono i governi». «Quello che sta avvenendo, soprattutto in Italia, - ha concluso Bossone - è che ci sono anche delle spinte, delle energie a livello locale, Regioni ma anche città, che sempre più vogliono impegnarsi sul tema della cooperazione internazionale. Questa è una caratterizzazione dell' Italia molto importante: noi siamo il paese delle città, dei territori, quindi non sorprende che ci siano energie di questo tipo che vanno incanalate».

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