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Il padre di Tommaso: ho detto nomi e cose, ma chi può essere?

Paola e Paolo Onofri, i genitori del piccolo TommasoPARMA - «Tommaso è un bambino vivace, biondo, riccio, è splendido, non può passare inosservato ovunque si trovi. Io sono disposto a ricompensare qualunque segnalazione. Ho fatto anche dei nomi, situazioni, cose, ma... come si fa a fare dei nomi? Ma chi è l' animale che fa una cosa del genere? Non credo che si tratti di una ripercussione. Io conduco una vita assolutamente normale, ma queste sono ripercussioni degne delle più sordide cosche malavitose, che sono lontane anni luce dal mio modo di vivere». Avvicinato nella prima mattinata davanti alla propria abitazione di Casalbaroncolo, alle porte di Parma, Paolo Onofri - il padre del piccolo Tommaso, di 17 mesi, rapito giovedì sera - in un' intervista trasmessa da Sky Tg24 ha parlato anche degli sviluppi nell'attività degli inquirenti: «All'inizio si muovevano a 360 gradi, non si sapeva da dove partire, adesso qualche punto di riferimento c'è. Io penso che ci saranno degli sviluppi nelle prossime ore, e anche piuttosto pesanti. Comunque non hanno scampo».
Avete avuto qualche segnale?, gli è stato chiesto. «Non abbiamo avuto nessun segnale, e i due malviventi, ai quali faccio il mio migliore augurio di non incontrarmi mai, non hanno detto nulla, neanche quando sono usciti dalla porta. Non hanno lasciato messaggi, non hanno lanciato segnali. Io non avevo realizzato che si trattava di un rapimento, io ho creduto ad una rapina fino in fondo».

«Io ho capito che l'obiettivo era mio figlio quando l'hanno preso», ha aggiunto il padre.
«Io - ha spiegato - non ho mai subito una rapina in 23 anni di Poste (Paolo Onofri dirige attualmente un ufficio postale di smistamento a Parma, ndr), non ho mai ricevuto pressioni per farmi garante o basista di un'eventuale rapina. Il mio è un ufficio impossibile da rapinare perchè è dell' ultima generazione, è tutto sotto chip, sotto codici, sotto delay timer. E' impensabile, ci vorrebbe Mandrake per fare una rapina nel mio ufficio. Non credo che si sia trattato di un rapimento a scopo di rapina».

Che idea si è fatto? «Mi sono fatto l'idea di un rapimento su commissione», ha ribadito il papà. Perchè proprio suo figlio? «L'avete visto, non perchè è mio figlio, ma l'avete visto? Io non sono nelle condizioni economiche di sostenere un riscatto, nonostante in questi giorni si sia manifestata anche solidarietà in questo senso. Per cui l'obiettivo deve essere un altro. Non ho situazioni che giustifichino un rapimento per sgarro o per vendetta. Sarebbe una sproporzione enorme, per qualunque dispetto io possa aver fatto, per qualunque cosa qualcuno possa aver ritenuto di aver subito da me. Lei va al supermercato, col carrello urta qualcuno, quello viene a casa sua e le brucia la casa? Mi sembra eccessivo, ecco».
Ieri sera Paolo Onofri e la moglie Paola sono tornati a casa molto tardi: «Siamo andati al Ris per il recupero dell'auto e non ci siamo riusciti perchè era molto tardi, ci torneremo. Ci ha accompagnato a casa l'avvocato, che è una mia carissima amica da quasi vent'anni, eravamo ragazzini insieme, e anche lei si sta dimostrando di una generosità d'animo quasi insospettabile per un avvocato. Ci ha accompagnati a casa, abbiamo cercato di dormire qualche ora, perchè questo tour de force è durato 28 ore. Ventotto ore senza dormire. Mia moglie non voleva nemmeno tornare a casa; io non mi muovo da qui, diceva, finchè non lo trovano».
Ma gli inquirenti hanno puntato l'attenzione su qualcosa o qualcuno in particolare? «No, almeno a me non hanno detto niente. Io li ho visti solo correre, correre, correre». Ma ci sono dei riscontri? «Ci sono dei riscontri che non conosco, piccole cose. Abbiamo avuto la Scientifica e anche i Ris, che trovano l'impossibile. Credo che qualcosa sia emerso».

Paolo Onofri ha parlato anche dell'altro figlioletto, Sebastiano, che ha otto anni, e del suo rapporto con Tommy: «Ha un bel carattere, è un ragazzino solare, allegro, forte, molto forte. Questa notte ha dormito a casa della zia. Lui l'ha vissuta creandosi lo scudo dell'eroe: 'io facevo così, io facevo colà, la spada, il cannone, la bomba...'. Però soffre della mancanza di suo fratello al quale è attaccatissimo. Tommaso è adorato da tutta la famiglia. Vuoi perchè gli abbiamo dedicato particolari attenzioni, vuoi perchè è arrivato in un particolare momento della nostra vita, vuoi perchè è il più piccolo, non lo so... Ieri sera non averlo lì... Non riuscivo neanche a prendere sonno nonostante fossero 28 ore che non dormivo».

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