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I genitori sentiti per ore: manca il movente

PARMA - Paolo e Paola Onofri hanno risposto ieri per ore e ore a polizia e magistrati: il marito è entrato in Questura poco dopo l'allarme lanciato per il rapimento del piccolo Tommaso, nella tarda serata di giovedì, è uscito dalla Procura, seconda tappa del dialogo con gli inquirenti poco prima della mezzanotte del giorno successivo; per la moglie soltanto qualche ora in meno. Non solo non sono stati indagati, come hanno ribadito il procuratore capo Gerardo Laguardia e il capo della squadra mobile Nicola Vitale, ma dai loro racconti non è emerso neppure qualche elemento utile per mettere le indagini su una pista precisa. Perchè quello che sembra ancora mancare in questa storia angosciante è il movente.
Il rapimento per estorsione pare da escludere perchè gli Onofri non hanno problemi economici ma non sono ricchi. Il sequestro su commissione dovrebbe far ipotizzare a una vendetta per qualcosa accaduto in passato, ma l'attività di marito e moglie, dipendenti delle poste, non presenta ombre. E anche per un furto o una rapina finita male in un ufficio nel quale hanno lavorato è difficile pensare ad una ritorsione di questo tipo.
Forse i due che con coltello e pistola sono entrati nel casa di campagna di Casalbaroncolo per rapinare appena 150 euro sono due balordi e hanno portato via Tommaso per una reazione rabbiosa allo scarso bottino. Ma in questo caso avrebbero ben presto lasciato per strada il bambino, solo un intralcio nella loro fuga. Ma la zona del rapimento è stata battuta caparbiamente da polizia, carabinieri, protezione civile e il piccolo non è stato trovato. Tanto da far pensare al peggio. E c'è da chiedersi come un bambino di 18 mesi abbia potuto sopportare il trauma di essere portato via da casa da due sconosciuti nella notte.
Ha fatto impressione l'immagine rilanciata dalle televisioni di Paolo e Paola Onofri che leggevano il loro appello disperato ai rapitori, con l'aggiunta tra le lacrime dell'elenco dei dosaggi e degli orari del farmaco che Tommaso dovrebbe prendere per limitare gli attacchi dell'epilessia. «Sono molto abbattuti - ha detto con compassione il procuratore Laguardia dopo aver parlato a lungo con loro -. Reagiscono al meglio delle loro possibilità, considerata la situazione. Collaborano con noi».
Sentiti separatamente e nonostante stanchezza e ansia, hanno raccontato nello stesso modo la scena di violenza nella loro casa. E non ci sono state discrepanze neppure nella ricostruzione fatta dall'altro figlio della coppia, Sebastiano (appena otto anni, anche lui legato dai rapinatori) sentito prima assieme ai genitori e poi da solo con l'aiuto di due psicologi.
Così la risposta ai cronisti è rimasta quella delle prime ore: «E' presto per escludere anche una sola pista, al momento sono tutte in piedi. Non si esclude nulla», ha detto Vitale nella notte.

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