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I genitori sentiti nuovamente per ricostruire possibili moventi del sequestro

PARMA - I genitori di Tommaso Onofri, il bimbo rapito ieri sera dalla sulla abitazione a Casalbaroncolo, nelle campagne di Parma, vengono sentiti in queste ore nella Questura della città emiliana, dove sono arrivati verso l'alba. Per gli inquirenti il caso è difficile da inquadrare, e tutte le ipotesi restano aperte, anche se nessuna sembra essere al momento più credibile delle altre.
Da un lato, infatti, ci sono dubbi su un rapimento a scopo di estorsione, e non sono giunte ai familiari richieste di denaro successive al rapimento. La famiglia Onofri non è peraltro - sottolineano ambienti investigativi - talmente abbiente da poter essere obiettivo di un rapimento di una banda organizzata, che potrebbe gestire con competenza il rapimento di un bimbo così piccolo. D'altro canto, però, anche le modalità della rapina suscitano perplessità.
Stando al racconto dei due genitori, Paolo Onofri e Paola Pellinghelli, i ladri hanno preso i 150 euro che la madre di Tommaso ha estratto dal suo portafogli, la casa non è stata rovistata (tanto che un orologio di valore non è stato portato via, e nemmeno i telefoni cellulari) e non è stata praticata eccessiva violenza nei confronti dei familiari del piccolo. Ma anche l'altra ipotesi, quella più accreditata, che i rapinatori abbiano preso il bimbo per coprirsi la fuga, perde consistenza man mano che il tempo passa e il bimbo non viene abbandonato dai suoi sequestratori.

Tra gli investigatori, c'è anche la speranza che Tommaso sia già stato lasciato in consegna da qualche parte, ma che chi l' avesse in questo momento non abbia ancora capito che si tratta del piccolo sequestrato. Per questo, sin dalle prime luci dell'alba la polizia ha contattato tutti gli ospedali della zona e delle province circostanti, nella speranza che il bambino possa essere stato lasciato in un nosocomio, ma per ora l'esito è negativo. In queste ore, inoltre, gli inquirenti hanno anche dovuto avanzare l'ipotesi che alle spalle del rapimento ci possa essere una ritorsione nei confronti della famiglia, ma allo stato delle indagini non risulta che la famiglia abbia problemi nè di debiti nè che sia vittima di ipotetici usurai e tantomeno che abbia attriti con altre persone.
Un rapimento anomalo, ma allo stato la versione data dai due genitori mostra riscontri positivi che la fanno ritenere credibile. In particolare, nei colloqui con gli inquirenti i genitori non hanno mostrato contraddizioni e la loro versione dei fatti è stata confermata totalmente anche dal figlio maggiore, che ha otto anni.
Sembra infine definitivamente accertato che l'auto trovata qualche ora dopo il rapimento nei pressi di un casolare, a circa un chilometro di distanza dal casolare dove Tommaso è stato sottratto, non sia collegata alla vicenda. Tra l'altro il padre del piccino avrebbe detto agli inquirenti di non aver sentito rumori esterni, come quelli di un'auto in fuga, dopo il sequestro.

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