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Fao: l'Europa è a rischio aviaria, ma non gli uomini

ROMA - L'Europa è a rischio di influenza aviaria, «ma il panico è ingiustificato perchè il problema riguarda i volatili selvatici e non gli allevamenti»: per gli esperti della FAO l'influenza aviaria è ormai un «problema globale, che richiede risposte a livello internazionale».
Nel frattempo, hanno detto oggi in una conferenza stampa organizzata a Roma, non va abbassata la guardia. «Il virus H5N1 continua ad essere un problema di sanità animale», ha detto il responsabile della Divisione produzione e salute animale della Fao, Samuel Jutzi. «Ma - ha aggiunto - non c' è ragione di ridurre gli sforzi perchè la situazione potrebbe complicarsi». Ecco perchè la FAO ha deciso di stanziare due milioni di dollari per gettare le basi di una rete di prevenzione nei Paesi di America Latina e Caraibi, nel caso in cui il virus, dopo avere attraversato Asia, Africa ed Europa, raggiunga anche il continente americano.

- EUROPA A RISCHIO, MA NON PER UOMO: il rischio esiste per l'Europa, ma non per l'uomo. Si guarda con preoccupazione alla primavera, quando gli uccelli migratori si sposteranno dall' Africa verso Nord. Come sta accadendo in seguito ai primi casi di cigni selvatici contaminati confermati in Italia in questi giorni, anche in primavera la prima preoccupazione sarà quella di proteggere al massimo gli allevamenti e di isolarli per evitare qualsiasi contatto con volatili selvatici infetti. Quello che è certo, ha osservato Juan Lubroth, della Divisione produzione e salute animale della Fao, è che perchè avvenga il passaggio del virus è necessario «un contatto molto ravvicinato tra pollame e animali selvatici, in particolare in zone paludose».

- UCCELLI MIGRATORI DA AFRICA A EUROPA: sono attesi in primavera i prossimi arrivi di uccelli migratori dall'Africa verso l'Europa e fin da adesso l'Italia, attraversata dalle principali rotte, si sta preparando. «In primavera saranno monitorate con molta attenzione le rotte di migrazione dei volatili selvatici provenienti dall'Africa, che attraverseranno l' Italia», ha detto il responsabile della sanità pubblica veterinaria del ministero della Salute, Romano Marabelli. «Già durante l' inverno - ha aggiunto - sono stati eseguiti 5.000 controlli, risultati tutti negativi». In primavera gli uccelli migratori saranno seguiti con particolare attenzione, con catture di animali vivi sui quali saranno fatti prelievi di sangue e che saranno contrassegnati per seguirli negli spostamenti». Sarà l'occasione per seguire da vicino gli uccelli selvatici provenienti dall'Africa, dei quali si sa ancora molto poco, ha osservato Juan Lubroth. «Al momento - ha osservato - non conosciamo i rischi, nè i serbatoi del virus».

- STUDIARE DA SUBITO UCCELLI SELVATICI: la Fao ha avviato i primi programmi di ricerca sugli uccelli selvatici che dall'Africa migrano verso l'Europa. Nell'ambito dei programmi di prevenzione dell' aviaria avviati dalla Fao in Africa «parte dei fondi - ha detto Lubroth - vengono utilizzati per ricerche sugli uccelli selvatici per capire quali di essi sono infetti, quali migrano verso l' Europa e quali sono invece residenti in Africa». Le prime risposte sono attese fra qualche settimana.

- NESSUN PASSAGGIO VIRUS DA VOLATILI SELVATICI A UOMO: non c'è al momento nessuna prova che il virus dell'influenza aviaria possa trasmettersi dagli animali selvatici all'uomo. «Dal punto di vista scientifico non ci sono risposte, ma sembrerebbe che il virus non si trasmetta direttamente dai volatili selvatici all'uomo, ma forse è necessario un passaggio ulteriore ad altre matrici». Sebbene non ci siano evidenze di contaminazione, ha detto ancora Marabelli, il ministero raccomanda di non toccare volatili selvatici morti e di limitarsi a segnalarne la presenza.

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