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La morte sospetta di due cigni in Sicilia

Cigni realiROMA - Due casi sospetti di virus aviario del tipo H5N1 in alcuni cigni trovati morti in Sicilia hanno fatto scattare in queste ultime ore l'allarme aviaria in Italia e le analisi del centro di riferimento nazionale di Padova diranno in giornata se si tratta della variante patogena.
Il ministro della salute Francesco Storace questa mattina ha confermato che sono in corso analisi per accertare l'eventuale a presenza del virus e che il consiglio dei ministri di questa mattina sarà informato della situazione. Intanto si è riunita la task force di esperti per valutare eventuali nuovi provvedimenti preventivi. L'attenzione degli esperti in Sicilia è scattata giovedì scorso. I due cigni reali morti sono stati trovati nei pressi di Barcellona Pozzo di Gotto nel Messinese e nelle campagne fra Giarre e Riposto nel Catanese. Sono intervenuti subito gli uomini del servizio veterinario regionale che ha compiuto le prime analisi sul posto con il kit portatile.
I primi test rapidi hanno stabilito che si trattava del virus influenzale H5. Gli animali sono stati poi rimossi e portati all' Asl di Catania dove sono stati eseguiti altre analisi che hanno confermato la diagnosi iniziale. I cigni reali sono stati trasferiti successivamente nell' istituto zooprofilattico di Palermo. Qui è stato ulteriormente scoperto che i due volatili sono morti per il virus influenzale dell'aviaria h5 ceppo N non trasmissibile all'uomo. E' ora il centro di Padova a stabilire se i due uccelli abbiano contratto il virus H5N1 patogeno.
La possibilità che i due cigni trovati morti in Sicilia abbiano contratto il virus H5N1 patogeno «è molto seria», ha detto il virologo dell'università di Bologna Mauro Delogu.
«Il fatto che siano stati coinvolti dei cigni, come già accaduto in altri paesi, fa pensare che ci sia una seria possibilità che si tratti effettivamente del virus H5N1 ad alta patogenicità, anche perch il ritrovamento degli animali morti coincide con il movimento migratorio di risalita che, a partire da questi giorni, sta portando gli uccelli migratori dall'Africa al nord dell'Europa passando anche per l'Italia».
Secondo Delogu, se fosse confermata la positività ai test dei due animali, questo «non significherebbe un pericolo imminente per il nostro paese, poich - ha detto l'esperto - il nostro sistema di sorveglianza è efficacissimo ed il virus non ha contaminatio allevamenti, dunque non esiste alcun pericolo - ha concluso per il consumo di carne».
A creare ulteriore apprensione, subito rientrata, è stata la voce di un caso di influenza aviaria in una giovane donna cinese a Torino. Nei giorni scorsi, si è saputo, era stata ricoverata per sintomi influenzali e i primi test rapidi avevano rilevato una prima positività virale. Ma ulteriori accertamenti più sofisticati hanno escluso il virus aviario e fatto rientrare l'allarme: si è trattato di un virus influenzale classico.

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