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Fao: l'Africa ad alto rischio aviaria, bisogna bloccare la diffusione

ROMA - L'individuazione di un focolaio del virus altamente patogeno dell'Influenza Aviaria (H5N1) in Nigeria conferma i timori espressi dalla FAO, ormai da qualche tempo, che i paesi africani siano di fronte ad un alto rischio di infezione dal virus. Lo precisa in una nota l'Organizzazione per le Nazioni Unite, sottolineando che la Nigeria ha un importante settore aviario a livello commerciale e milioni di piccoli allevatori a livello familiare. Nel paese africano la popolazione aviaria è stimata intorno a 140 milioni di unità.
«Il focolaio nello stato di Kaduna, nel nord della Nigeria, prova che nessun paese è immune dal rischio e che ci troviamo di fronte ad una grave crisi internazionale», ha affermato Samuel Jutzi, Direttore della Divisione Salute e Produzione Animale della FAO.
«Se la situazione in Nigeria dovesse sfuggire di mano - ha proseguito - gli effetti sugli allevamenti di polli della regione sarebbero devastanti, con gravissime conseguenze per le condizioni di vita di milioni di persone. Aumenterebbe anche il pericolo di esposizione al virus da parte degli esseri umani». Per Jutzi è quindi «importante che le autorità locali e nazionali degli altri paesi della regione vigilino sul sorgere di possibili focolai sospetti di influenza aviaria nel pollame e negli altri volatili. E' veramente di vitale importanza - ha aggiunto - che tutti i casi di decessi multipli di volatili siano immediatamente segnalati alle autorità e analizzati con attenzione».

La FAO ha ribadito che la popolazione deve evitare ogni contatto con i volatili visibilmente malati e con quelli morti, deve mantenere una stretta igiene personale (lavarsi con cura le mani) dopo aver toccato polli o carne di pollo e deve cuocere pollame ed uova a fondo. «Non è chiaro ancora - ha precisato Joseph Domenech, Responsabile del Servizio Veterinario della FAO - se il focolaio sia stato innescato dagli uccelli migratori o dal commercio e dal movimento di pollame e prodotti aviari». A questo proposito la FAO e l'Organizzazione Mondiale per la Salute Animale (OIE) invieranno esperti in Nigeria per valutare la situazione e riuscire a stabilire come si sia introdotto il virus. L'Organizzazione delle Nazioni Unite ha inoltre esortato i servizi veterinari della Nigeria ad eliminare i focolai epidemici mediante l'immediato abbattimento dei volatili infetti ed uno stretto controllo dei movimenti di persone ed animali da e verso le aree infette. La FAO invierà anche due esperti locali nelle regioni colpite per dare consulenza alle autorità locali sulle misure di controllo. «Siamo consapevoli che i servizi veterinari in Nigeria necessitino del sostegno internazionale. Le infrastrutture veterinarie del paese - ha detto Domenech - si trovano di fronte ad una situazione estremamente critica e hanno bisogno di aiuti dall'esterno». In particolare, servono con urgenza attrezzature di laboratorio per le diagnosi ed equipaggiamento protettivo per i veterinari che eseguono le analisi.

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